La Storia della 8 ore di Suzuka, 1978: genesi di una gara mito

La Storia della 8 ore di Suzuka, 1978: genesi di una gara mito

Giunta quest’anno al suo 41esimo anniversario, la 8 ore di Suzuka è la gara dell’orgoglio e dell’onore per le case motociclistiche giapponesi. Nel 1978 di scena la prima edizione, con un verdetto a sorpresa: Yoshimura Suzuki in trionfo spezzando l’egemonia di successi delle leggendarie Honda RCB…

di Alessio Piana, @alessiopiana130
Uno scatto della 8 ore di Suzuka 1978

La gara dell’onore e dell’orgoglio per le case costruttrici giapponesi: unica nel genere, con la propria essenza rimasta immutata nel corso di questi primi, gloriosi quaranta anni di storia. Dal 1978 la 8 ore di Suzuka rappresenta un’occasione unica ed imprescindibile di vedere, nell’ultimo fine settimana del mese di luglio, i mondi del motociclismo convergere lungo i 5.821 metri del tracciato dell’ottovolante. Con la sua storia, con la sua peculiare tradizione, senza mezzi termini si può parlare tuttora della manifestazione motociclistica più ricca di contenuti, suffragati da una simbologia tutta All Japan che ha reso la 8 ore la cosiddetta “gara delle gare“.

LA GENESI – In ogni contesto la consapevolezza è l’aspetto più importante da prendere in considerazione nel processo conoscitivo di qualsiasi elemento. Da qui si basa l’epopea della corsa-mito di Suzuka, con la sua genesi perdurata per quasi un ventennio tra sperimentazioni improntate al fine di costituire l’epopea di una manifestazione che vede in data 30 luglio 1978 la sua inaugurale edizione. Aperti i battenti nel 1962, per volontà Honda l’impianto situato nella prefettura di Mie doveva corrispondere a due funzioni: tracciato-test, ma anche e soprattutto un futuribile palcoscenico di prim’ordine atto ad ospitare eventi internazionali. Ben presto a Suzuka ha fatto capolino il Motomondiale (sin dal quadriennio 1962-1965), diventando col trascorrere del tempo la casa della Formula 1 e, chiaramente, della mitica 8 ore. Eventi prestigiosi che non hanno intaccato, eccezion fatta per modifiche secondarie, il disegno del circuito voluto e ideato da Soichiro Honda in persona, realizzato dal celebre architetto olandese John ‘Hans’ Hugenholtz, già “firma” del rinomato tratto del Motodrom di Hockenheim oltre che della versione moderna di Zandvoort.

PERCHÈ 8 E NON 24 ORE? – Il pensiero di dar vita a Suzuka ad una gara Endurance pone le sue radici addirittura nei primi anni ’60. Nel 1964 si disputò una 18 ore di livello “amatoriale” diventata successivamente una 24 ore, con la sua durata da lì in seguito accorciata a 10 ore fino alle sole 6 del 1977. La corsa articolata sulla distanza di 8 ore definita per il 1978 è frutto di un compromesso: da una parte per distinguersi dalle maratone francesi (Bol d’Or e Le Mans) di 24 ore, dall’altra per combinare una sfida Endurance con connotazioni di gara “sprint“. Imprescindibile altresì il finale “in notturna“, vuoi per la pura essenza della specialità, vuoi per mutuare il concetto delle gare Supercross americane “by night” e dei match di Baseball (sport popolarissimo in Giappone) negli stadi, particolarmente apprezzate in quel periodo dai vertici Honda. Inoltre il numero 8 ha una simbologia ineguagliabile nella terra del Sol Levante: indica il Giappone stesso, gli 8 milioni di Dei della religione Shintoista e le 8 grandi isole dell’arcipelago giapponese. Inoltre l’ideogramma con cui si scrive simboleggia l’idea di allargamento ed il numero 8 viene inteso come particolarmente fortunato…

Le Honda RCB monopolizzavano la scena nelle corse di durata sul finire degli anni '70
Le Honda RCB monopolizzavano la scena nelle corse di durata sul finire degli anni ’70

1978, DOVEVA ESSERE UNA PASSERELLA PER LA HONDA… – Dalla simbologia, chiaramente la 8 ore di Suzuka sin dagli albori presentava delle tematiche sportive di grande interesse. Il regolamento approntato mutuava le specifiche dell’allora Coppa d’Europa Endurance e stile TT-F1, combinando nel contempo moto da Gran Premio di varie cilindrate (250cc e 350cc comprese, vedi Yamaha e Kawasaki). La sfida tra le cosiddette “GP Machine” e le “derivate dalla serie” doveva tuttavia condurre in trionfo le “invincibili” Honda RCB, in quel preciso momento storico mattatrici delle gare Endurance del Vecchio Continente senza incontrare alcun tipo di avversarie lungo il cammino. Per la casa dell’ala dorata la 8 ore di Suzuka doveva rappresentare una passerella per metter in mostra il potenziale delle missilistiche RCB sul suolo amico, seppur (inspiegabilmente…) sottovalutando l’impegno: con il (prioritario) Bol d’Or in programma da lì a sei settimane, la casa madre per l’inaugurale manifestazione di Suzuka presentò le RCB con i “vecchi” motori sigla 481, destinando i nuovi propulsori 482 soltanto per l’evento di Le Castellet. Una decisione motivata dal fatto che il pacchetto-481 fosse ritenuto sufficientemente competitivo per monopolizzare la scena a Suzuka, specie in una gara di sole 8 ore e senza l’assegnazione di punti utili per la classifica di campionato (soltanto dal 1980 Suzuka entrò a far parte del calendario iridato).

LA GARA: TRIONFO YOSHIMURA E DELLE “DERIVATE” – Questa scelta Honda, rappresentata in pista da squadroni del calibro di Team RSC, Honda France e Honda Britain, spalancò le porte alla controffensiva della concorrenza. David Emde (fratello di Don) si assicurò una sorprendente pole position in 2’19″23 con la Yamaha TZ750 del Team MAC Western, seguita dai due equipaggi di punta di Yoshimura: Wes Cooley e Mike Baldwin con la GS1000, Graeme Crosby e Tony Hatton su Kawasaki Z1. Davanti a 70.000 spettatori, il 30 luglio 1978 ben 43 equipaggi presero il via della gara registrando sin dalle battute iniziali un avvincente confronto-a-4: David Emde si ritrovò in testa con la Yamaha TZ750 scattata dalla pole seguito dalla Kawasaki KR350 (dominatrice della medesima classe nel Motomondiale) di Masahiro Wada, il tutto a precedere i due equipaggi Yoshimura. Nel prosieguo della contesa Wada finì a terra, mentre una serie di problematiche rallentarono lo squadrone Yamaha MAC Western a favore di Yoshimura Suzuki, in trionfo con la GS1000 condotta da Wes Cooley e Mike Baldwin con addirittura 4 giri di vantaggio rispetto alla TZ750 di Iwata, 6 a scapito dei compagni di squadra (attesissimi) Crosby/Hatton su Z1. E le invincibili Honda RCB? Di fatto mai in gara: Honda Britain con Stan Woods e Charlie Williams subito fuori-gioco per un incidente nel corso del 1° giro, l’altra RCB1000 di punta schierata da Honda France KO poco più tardi.

La Suzuki GS1000 di Yoshimura in trionfo alla 8 ore di Suzuka 1978
La Suzuki GS1000 di Yoshimura in trionfo alla 8 ore di Suzuka 1978

“LA VITTORIA PIÙ BELLA”, PAROLA DI YOSHIMURA – Il verdetto dell’inaugurale 8 ore di Suzuka inserisce nella sua alchimia un episodio che ha rappresentato l’effettivo punto di svolta per come viene inteso motociclismo in Giappone. Il confronto tra “GP Machine” e “Production Bikes” privilegiò la scommessa di Yoshimura con la gloriosa Suzuki GS1000, moto 4 cilindri 4 tempi da 997cc sviluppata oltreoceano, affidabile e competitiva allo stesso tempo per dominare una gara “sprint” di 8 ore ed assistita da soli 3 meccanici, chiaramente coordinati dal leggendario Hideo “Pop” Yoshimura. “La prima 8 ore di Suzuka a tutti gli effetti è stata la gara più memorabile di tutta la mia vita“, ammette tuttora Fujio Yoshimura, figlio di Pop ed oggi al timone di comando di un gruppo che ha fatto incetta di vittorie per tutto il globo. “Il nostro piano era di intendere la 8 ore come una gara sprint, mentre le Honda RCB puntavano tutto sulla distanza, forti dei successi maturati in Europa. All’annuncio che si sarebbe disputata nel 1978 la prima gara di connotazione mondiale a Suzuka la tesi collettiva è che non ci sarebbe stata storia: le RCB erano… invicibili! Noi non la pensavamo così, ci eravamo preparati molto bene all’evento, sviluppando la nostra GS1000 in gare locali ed in America. Le nostre prestazioni a Daytona erano passate sotto-traccia in Giappone, per questo tutti sono rimasti sorpresi della nostra vittoria: vedendo la GS1000, con una piccola carenatura e manubrio alto, nessuno l’aveva pronosticata tra le pretendenti al successo… eppure ce l’abbiamo fatta!

LA “VENDETTA” YOSHIMURA NEI CONFRONTI DI HONDA, L’INIZIO DI UNA LEGGENDA – Con il duo “Made in USA” formato da Wes Cooley (già pilota Yoshimura in America) e Mike Baldwin (nei campionati AMA portacolori Moto Guzzi!), Yoshimura centrò questa affermazione entrata negli annali del motociclismo, tuttora ricordata con un sorriso da Fujio Yoshimura. “Con Honda abbiamo collaborato negli anni ’60, poi la casa madre ci vietò di lavorare con loro: da quel momento abbiamo sempre cullato il sogno di una nostra rivincita, cercando di batterli in una delle gare a cui tenevano particolarmente“. Missione compiuta… e l’inizio di una lunga, impareggiabile, storia della 8 ore di Suzuka.

LA CLASSIFICA DELLA 8 ORE DI SUZUKA 1978

1- Wes Cooley/Mike Baldwin – Yoshimura Racing Group – Suzuki GS1000 – 194 giri

2- David Emde/Isoyo Sugimoto – Team MAC Western – Yamaha TZ750 – a 4 giri

3- Graeme Crosby/Tony Hatton – Yoshimura Racing Group – Kawasaki Z1 – a 6 giri

4- Hisashi Yamana/Toshiaki Hakamada – Saitoh Masayuki Group – Suzuki GS1000 – a 10 giri

5- Hiroshi Iwamichi/Masaki Tokuno – Kobe Super Sports – Kawasaki Z750 – a 12 giri

6- Koji Ueda/Kengo Kiyama – Team RSC – Honda CB810 – a 12 giri

7- Toshihiro Wakayama/Sankichi Abe – Iwata Racing Family – Yamaha TZ373 – a 15 giri

8- Jun Yamada/Yasuo Ishii – Moto Rider Suzuki Osamu – Yamaha 500 RB – a 16 giri

9- Yasuo Watanabe/Hiroshi Kawakami – Meiwa Racing Club – Honda RS250 – a 17 giri

10- Hiroyuki Iida/Hiroyuki Itoh – Meiwa Racing Club – Honda RS250 – a 18 giri

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