FIM EWC: AvioBike, Giovanni Baggi: “Le Mans? Ci saremo”

FIM EWC: AvioBike, Giovanni Baggi: “Le Mans? Ci saremo”

Il team AvioBike di-e-con Giovanni Baggi si prepara per la seconda stagione consecutiva nel Mondiale Endurance FIM EWC, alla ricerca di piloti per puntare in alto.

di Alessio Piana, @alessiopiana130
AvioBike

Nel Mondiale Endurance FIM EWC si parla sempre più italiano. Per ammissione dello stesso promoter, l’Italia sta diventando la seconda nazione per importanza della serie dopo la Francia con lo schieramento di piloti e squadre del nostro Paese in costante ascesa. Una dimensione consolidatasi nel corso degli anni che ha invitato diversi team, tra questi AvioBike di Giovanni Baggi, ad impegnarsi a tempo pieno nella specialità, pianificando in ottica 2019 una stagione di livello nella classe Superstock. “Non eravamo presenti al Bol d’Or lo scorso mese di settembre in quanto dovevamo ancora completare il nostro equipaggio titolare“, rivela Baggi, “ma posso confermare che per la 24 ore di Le Mans e per i restanti eventi del calendario sicuramente ci saremo. Vogliamo ambire ad ottimi risultati e dare continuità al nostro progetto, con piloti competitivi ed agguerriti. Ci sono diverse trattative in corso, ma per il momento la line-up è ancora in definizione: contiamo di chiudere nelle prossime settimane la nostra formazione titolare così da prepararci al meglio per un impegnativo 2019“.

Come nasce AvioBike?

Nel 2016 con la volontà condivisa da mio fratello di gestire parallelamente le nostre due attività legate alla passione per i motori. Nel 1999 mio padre, titolare di un brevetto di volo, aveva iniziato a pilotare degli aerei ultraleggeri, così a Massalengo dove ha sede la nostra azienda agricola abbiamo intensificato l’impegno nei due settori, ottimizzando le nostre strutture: da una parte la gestione di velivoli ultraleggeri con istruttori di volo e tante altre attività, dall’altra la mia passione per il motociclismo. Fino al 2002 ho corso nel Motocross, poi grazie alla mia amicizia con Paolo Blora, ho iniziato a correre nella Velocità con una parentesi nel Supermotard. Nel CIV ho avuto modo di far parte di squadre come Barni, Grandi Corse e Nuova M2 Racing, fino ad arrivare al team Fullout e, dal 2016, sotto le insegne AvioBike“.

Da qui la passione per l’Endurance…

Sì, tutto è nato nel 2015. All’epoca correvo con Suzuki e ho conosciuto Moreno Codeluppi, titolare del team No Limits, storica squadra italiana del Mondiale Endurance che corre proprio con una GSX-R. Ci siamo accordati per correre al Bol d’Or 2015 e ho avuto modo di scoprire una disciplina affascinante tanto che, a fine 2016 dopo la seconda esperienza consecutiva vissuta al Circuito di Le Castellet, ho imbastito il progetto di iscrivere AvioBike da team permanente al Mondiale Endurance“.

AvioBike
Il debutto del team AvioBike nel FIM EWC al Bol d’Or 2017
E com’è andata?

Un’esperienza che non dimenticherò mai. Al debutto abbiamo conquistato due sesti posti di categoria, portando a termine 4 gare su 4. Chi non conosce l’Endurance probabilmente non si rende conto di cosa voglia dire, ma è un dato che mi rende orgoglioso e testimonia tutto lo sforzo e l’impegno che ci abbiamo messo. Come AvioBike abbiamo deciso ufficialmente di prender parte a tutta la stagione 2017/2018 del FIM EWC soltanto in data 30 luglio a Misano nel corso della tappa del CIV: 1 mese e 15 giorni dopo, partendo quasi allo sbaraglio, preparando due Yamaha R1 e tutta la squadra in poco tempo, abbiamo visto la bandiera a scacchi in sesta posizione di classe Superstock! Un’esperienza che ho condiviso insieme ai fratelli Christian e Federico Napoli, tra le più emozionanti e gratificanti di tutta la mia carriera“.

Nel complesso quale bilancio puoi fare della prima stagione nel FIM EWC?

Sicuramente positivo. Siamo cresciuti sotto ogni punto di vista. Senza avere le possibilità di squadre ufficiali, ci siamo tolti diverse soddisfazioni. Chiaramente ci sono diverse aree dove migliorarci, ancor più in un campionato di livello come il Mondiale Endurance, ma l’esperienza maturata nel 2017/2018 ci servirà per il futuro“.

Perché non avete corso al Bol d’Or

Di comune accordo con il promoter abbiamo saltato la 24 ore di Le Castellet per ripresentarci a pieno regime da Le Mans in avanti. Dovevamo ancora definire l’equipaggio titolare, ma contiamo di riuscirci nelle prossime settimane“.

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La Yamaha R1 del team AvioBike
A Le Mans però ci sarete…

Certamente: saremo al via della 24 ore di Le Mans e delle successive 8 ore di Oschersleben e SlovakiaRing, gli altri due eventi previsti dal calendario della classe Superstock. Sempre sotto le insegne AvioBike, sempre con una Yamaha R1. In questo periodo stiamo cercando piloti per definire la line-up per questi eventi, ma anche per il Bol d’Or 2019 in programma nel mese di settembre. Ci sono tanti contatti, intensificatisi in occasione dell’EICMA, il nostro obiettivo è di schierare una squadra che possa ambire ad ottimi risultati. L’Endurance è una delle poche specialità che consente a team privati di mettersi in luce: con i giusti “ingredienti” tutto questo è possibile…“.

Nel frattempo AvioBike ha vinto alla 200 miglia del Mugello…

Sì ed è stata una grande soddisfazione. Grazie all’esperienza nel FIM EWC siamo cresciuti sotto il profilo tecnico e ne abbiamo dato prova al Mugello. Vero, si tratta di una gara Endurance atipica, ma siamo riusciti a vincere nonostante sulla carta non fossimo propriamente noi i favoriti. Ci siamo confrontati con piloti e squadre molto più forti, nonostante questo ce l’abbiamo fatta, segno che abbiamo massimizzato l’esperienza maturata nell’Endurance dove, per il conseguimento del risultato, contano tante piccole cose, strategia in primis“.

Se dovessi consigliare l’Endurance ad un pilota, quali sono gli aspetti che vorresti sottolineare?

Innanzitutto la visibilità. Il Mondiale Endurance vanta una copertura televisiva di livello, in diretta su Eurosport, con numeri importanti in tutta Europa. Poi si corre sempre con un grande seguito di pubblico, soprattutto a Le Mans. Per un pilota inoltre è una specialità che ti fortifica e, lo dico con cognizione di causa, ti migliora. L’aspetto positivo dell’EWC è che giri tanto: non soltanto, chiaramente, nelle gare di 8 o 24 ore, ma anche nelle prove. Ci sono le giornate di test pre-evento, poi i turni di prove libere e qualifiche del weekend di gara sono molto lunghi, decisamente più rispetto ad altri campionati. Questo non soltanto ti consente di prepararti nel miglior modo possibile alla corsa, ma permette di crescere come pilota: girando tanto trovi il tuo limite, ti rendi conto di quali sono gli aspetti da limare, giro dopo giro riesci ad affinare il tuo stile di guida. Non c’è nessun altro campionato che può garantirti tutto questo, infatti consiglio a tutti di provarci con l’Endurance!”

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