
Nel 2006 Martin resta in 250, iniziando la stagione con il team BQR: dopo un buon 8° posto a Losail passa al team ufficiale Repsol Honda di Alberto Puig per sostituire Sebastian Porto; sarà 7° a Brno, ma ben presto sarà costretto alla resa per un brutto infortunio. Con amarezza si chiudono tutte le porte del mondiale, così nel 2007 decide di avventurarsi in America ed, in un certo senso, cambia la sua vita. A fine stagione trova l’accordo con il team M4 Suzuki di John Ulrich, la stessa compagine con la quale corre da un buon lustro a questa parte. Il primo anno è senza dubbio positivo (sfiora il podio all’esordio alla 200 miglia di Daytona, buoni piazzamenti tra Formula Xtreme e Supersport), ma allo stesso tempo sfortunato: per il secondo anno consecutivo è costretto ad alzare bandiera bianca per un infortunio. Il team continua a credere in lui riconfermandolo per la Daytona SportBike 2009, dove vince ben 7 gare, ma non conquista il campionato per, manco a dirlo, un infortunio: frattura alla clavicola al penultimo round, salta la tappa conclusiva al New Jersey Motorsports Park consegnando il titolo a Danny Eslick. Il 2010 è l’anno della definitiva consacrazione: non ci sono più problemi fisici, vince il campionato e si guadagna la promozione anticipata in Superbike prendendo il posto sempre con M4 Suzuki di John Hopkins, passato al BSB. All’esordio con le “big bike” lotta per il podio a Daytona e vince al Barber Motorsports Park, rafforzando la quarta posizione in campionato e diventando il "Rookie of the Year" disputando anche la gara del mondiale Moto2 ad Indianapolis con una FTR Moto M211 del team BQR, una delle squadre che lo aveva lanciato nel Motomondiale.
Quest'anno Cardenas era atteso nuovamente al via dell'AMA Superbike, ma a poche settimane dall'inizio della stagione il Team Hammer Inc., per volontà dello sponsor GEICO, sceglie di schierarlo nella Daytona SportBike. Martin prevedibilmente torna assoluto protagonista in sella alla Suzuki GSX-R 600: pole e vittoria sfiorata alla 200 miglia di Daytona, ponendo le basi per la conquista del secondo titolo di categoria grazie a 7 successi e 5 podi, sufficienti per riconfermarsi uno dei piloti più vincenti della storia dell'AMA Pro Road Racing.Loading