CIV Supersport 300: Thomas Brianti “Voglio vincere sempre”

CIV Supersport 300: Thomas Brianti “Voglio vincere sempre”

Il leader del CIV Supersport 300 Thomas Brianti parla della sua stagione e delle quattro vittorie ottenute finora: “Non mi aspettavo di andare così bene.”

di Alessandro Palma

Uno dei piloti che stanno facendo più parlare di sé nel CIV 2018 è senza dubbio Thomas Brianti, leader della Supersport 300 in coabitazione con Kevin Sabatucci (entrambi hanno 100 punti).

Alla sua prima stagione nella categoria, Brianti ha già messo in mostra una certa superiorità rispetto ai suoi avversari, vincendo quattro delle sei gare svoltesi finora (spesso con margine). Il talento del 15enne di Parma, che nello scorso biennio ha collezionato podi e vittorie nella PreMoto3 250 4T, ssembra sposarsi perfettamente con la KTM RC390R preparata dal Team Runner Bike e questo connubio ha prodotto una serie di quattro successi consecutivi: Gara 2 a Misano, entrambe le gare al Mugello e Gara 1 a Imola. Queste affermazioni si collocano tra il ritiro per problema tecnico della prima gara svoltasi al Santamonica e la caduta che lo ha estromesso dalla seconda gara di Imola.

Brianti ha confermato le sue qualità anche lo scorso weekend a Misano, quando ha corso come wild card nel Mondiale Supersport 300: dopo ottimi risultati nelle prove, in gara il parmense si è giocato la vittoria fino a due giri dal termine, quando è caduto alla Variante del Parco. Questo suo errore non cancella comunque quanto di buono sta facendo Brianti quest’anno e le sue ambizioni trovano spazio anche nella piccola intervista che ci ha concesso a Misano.

Dopo metà stagione sei in testa al CIV Supersport 300 con quattro vittorie in sei gare. Te lo aspettavi?

Quando ho fatto i test invernali non mi aspettavo di poter andare così forte, ma il weekend di Misano (dove ha vinto Gara 2 con otto secondi di vantaggio, ndr) ci ha fatto capire che possiamo ambire alla vittoria e adesso andiamo alle gare con l’intenzione di vincerle tutte.

Tu vieni dalla PreMoto3 250 4T, categoria da cui normalmente si passa alla Moto3. Come mai hai preso un’altra strada?

In realtà avevo la possibilità di correre in Moto3, ma il budget che chiedevano era di molto superiore a quello per fare la SS300. Alla fine non siamo riusciti a raccogliere la somma necessaria e quindi abbiamo optato per la 300.

Quali sono le differenze principali tra PreMoto3 e Supersport 300?

Con la 300cc fai le curve molto più velocemente e hai sempre il gas in mano, mentre la PreMoto3 è più veloce sui rettilinei, ma meno nella percorrenza di curva. In termini di maneggevolezza è meglio la PreMoto3, dato che pesa 80 o 90 kg contro i circa 140 della 300cc, ma quando guidi non senti molto la differenza.

Stai già lavorando per approdare al Mondiale in pianta stabile?

Sinceramente no, anche perché io tendo a finire la stagione senza sapere se correrò o meno l’anno dopo. Per adesso penso a dare del mio meglio quest’anno, poi per il futuro si vedrà.

Tu sei anche coinvolto nel progetto Talenti Azzurri FMI. Quanto è importante per te?

È molto importante, perché faccio parte di un progetto nuovo che coinvolge i migliori giovani piloti italiani ed essere uno di loro è davvero un onore. Comunque anche qui non c’è certezza riguardo il prossimo anno, perché bisogna meritarsi l’inclusione anno dopo anno.

Cosa ti dà questo progetto?

Innanzitutto dà un aiuto economico e poi vengono organizzati dei raduni collegiali a Misano, dove affiniamo la tecnica di guida e facciamo esercizio fisico e allenamento in moto. Qualche volta ci alleniamo anche al Ranch di Valentino Rossi, vista la collaborazione tra la VR46 e la FMI, e devo dire che allenarsi sul circuito di un pilota che ha fatto la storia del motociclismo è davvero bello. Inoltre, ai prossimi raduni dovrebbero esserci anche piloti della VR46 Academy.

Concludiamo parlando del CIV: il livello è molto alto in tutte le categorie e le gare sono quasi sempre molto spettacolari, ma il seguito in termini di pubblico continua a essere scarso. Cosa pensi a riguardo?

Sinceramente non mi interessa, perché quando corri pensi più alla gara e ai tuoi avversari che a quanta gente ti sta guardando. Per la FMI sarebbe importante avere un seguito maggiore, ma credo che per un pilota sia più importante essere in un campionato di alto livello dove può far bene, piuttosto che correre dove ha più visibilità.

Photo Credit: Marco Lanfranchi

 

 

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