BSB: Gary Mason racconta l’incidente con Stuart Easton

BSB: Gary Mason racconta l’incidente con Stuart Easton

Spiega quanto accaduto nelle prove della North West 200

Mercoledì 1 giugno Stuart Easton, sfortunato protagonista di un drammatico incidente nel corso delle prove della North West 200, è stato sottoposto nuovamente ad un intervento chirurgico all’Ospedale di Belfast per ridurre parte delle fratture rimediate nel cruento crash nei pressi della “Station Corner”. Difficile in questo momento prevedere quando potrà tornare a casa e, sotto un punto di vista prettamente agonistico, in sella. Di sicuro è stato un sfortunato evento che ha colpito molti addetti ai lavori e piloti del British Superbike, uno in particolare: Gary Mason. Suo compagno di squadra in MSS Colchester Kawasaki, coinvolto nell’incidente dove non ha alcuna colpa. Ex-campione della “Cup”, Mason nel proprio blog sulla rinomata testata giornalistica britannica “The Sun” ha raccontato l’accaduto e le sensazioni del momento, che qui riportiamo integralmente. “Ho appena superato le due settimane più difficili della mia carriera. A Thruxton ho vissuto un weekend da dimenticare, non soltanto per i risultati, ma per quanto accaduto in precedenza alla North West 200 per il drammatico incidente con Stuart Easton. Lui non è per me soltanto un compagno di squadra, è un vero amico e vederlo in Ospedale mi ha fatto star male. E’ stato difficile per me provare a superare questo momento sapendo di esser stato coinvolto nell’incidente, seppur senza colpe. Dopo gli ottimi risultati di Croft dove io e Stuart siamo saliti sul podio nelle due gare, ci siamo presentati alla NW200 con grandi motivazioni e fiducia. Purtroppo al primo giro delle prove ho subito riscontrato un problema: ero in quinta marcia e la moto ha iniziato a tagliare potenza. Sapevo che dietro di me c’era Stuart, eravamo usciti dai box insieme: ho cercato di segnalare il mio problema alzando la mano, ma era troppo tardi. E’ stato come un incidente aereo: Stuart ha colpito la parte posteriore della mia moto a 140 mph. Dopo l’impatto, preso coscienza di non essermi fatto nulla, non riuscivo a voltarmi per vedere come stava Stuart: ero terrorizzato perchè nessuno poteva sopravvivere ad un incidente di questa entità. Nel frattempo i commissari avevano esposto la bandiera rossa e altri piloti si erano fermati per i soccorsi: tra questi c’era il mio ex-compagno di squadra Simon Andrews, che mi ha subito gridato “Si sta muovendo” riferendosi a Stuart. Ero a pezzi, ma questo mi ha aiutato a precipitarmi a vedere le sue condizioni. Da quel momento non ho più lasciato Stuart, l’ho seguito in ospedale, sono stato uno dei primi a sapere l’entità dell’infortunio: si è fratturato il bacino, il femore, le dita di una mano, gomiti, fianco, un intestino perforato… Ma ha sempre mantenuto la forza per star sveglio e capire tutto quello che stava succedendo. Per la sua famiglia è stato un momento davvero difficile, ma anche per la squadra e tutti amici e addetti ai lavori del British Superbike. Stuart è un pilota, ed una persona, molto amato: tutti lo apprezzano e tutti hanno voluto stargli accanto in questi giorni. Io ho fatto il possibile anche se ho dovuto poi tornare al mio mestiere. A Thruxton realisticamente era forse meglio non correre per me, ma vi assicuro che ho mantenuto alto il livello di concentrazione, in sella non ho subito contraccolpi. Vedendo i risultati non si direbbe, ma in realtà ho avuto problemi alla moto per tutto il weekend, in più sotto la pioggia non riuscivo a vedere nulla. E’ stato un week-end ed un periodo da dimenticare, ma spero adesso a Knockhill di tornare sul podio anche per Stuart“.

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