BSB, spettacolo, equilibrio e legalità: ecco perché

BSB, spettacolo, equilibrio e legalità: ecco perché

Nelle prime 8 gare del BSB 2018 tutte e 6 le case motociclistiche impegnate sono salite sul podio: un equilibrio di massima ratificato anche dalle verifiche tecniche a tappeto…

di Alessio Piana, @alessiopiana130
Lo show del BSB British Superbike

Scorgi la classifica di campionato del British Superbike dopo i primi quattro round e vedi un Leon Haslam in fuga con 64 punti di vantaggio rispetto al suo più diretto inseguitore Bradley Ray, il tutto coadiuvato da una striscia di cinque vittorie consecutive nelle ultime cinque e su otto gare fin qui disputate. Campionato finito? Haslam mattatore con tutti gli altri costretti ad accontentarsi delle briciole? Solo in apparenza. Il primo terzo della stagione 2018 ha sincerato come nel BSB il regolamento vigente istituito nel 2012 (con soltanto qualche piccola modifica in seguito) dal promoter MotorSportVision Racing funziona. L’equilibrio di massima cercato (e trovato) tra le squadre e le case costruttrici impegnate c’è eccome: banalmente, lo dicono i numeri.

TUTTE E 6 LE CASE SUL PODIO – Nelle otto gare sin qui andate in archivio tutti e sei i marchi impegnati nel BSB (Ducati, Kawasaki, Suzuki, Yamaha, BMW, Honda) hanno ottenuto almeno 1 piazzamento a podio, tre delle quali almeno 1 vittoria (Ducati, Suzuki e, ovviamente, Kawasaki con Haslam). Un’alternanza che testimonia come l’equilibrio di massima tra le moto in gara non sia un lontano miraggio o una visione utopistica, ma un traguardo alla portata se frutto di un regolamento opportunamente studiato in tal senso.

REGOLAMENTO – L’adozione della centralina elettronica unica MoTeC (costo inferiore ai 4.000 euro) dal 2012 a questa parte ha inevitabilmente equilibrato le prestazioni tra le moto, lasciando ai piloti ed alla preparazione/competenze delle squadre il compito di far la differenza. Inoltre, senza l’ausilio di aiuti elettronici (traction control, anti-wheelie, launch control), spetta al talento ed alla manetta dei piloti trovare il modo di compensare a questa situazione, sortendo gli effetti sperati in termini di spettacolarità (non perdetevi il video dell’ultimo giro di Gara 2 a Snetterton…) e di un complessivo equilibrio tra le differenti tipologie di Superbike al via. Qualche dato? Parlando soltanto della stagione 2017, nelle 26 gare disputate si sono alternati 16 piloti sul podio, 10 dei quali con almeno 1 vittoria all’attivo…

VERIFICHE TECNICHE: NESSUNO FA IL FURBETTO… – In assenza di precedenti in tal senso, si può inoltre parlare di un campionato dove le verifiche tecniche… ci sono e funzionano. Di routine, a tappeto o senza preavviso, per una semplice ragione: nell’interesse dello stesso promoter MSVR il BSB deve essere ottimizzato al meglio. Nella finale 2016 a Brands Hatch il GBmoto Racing, all’epoca team di riferimento Kawasaki, in cerca di recuperare punti in classifica nei confronti del binominio Byrne/Ducati espose pubblicamente dubbi sulla legalità della Panigale #67, puntando il dito persino su di un serbatoio non conforme. A weekend in corso lo stesso promoter rilevò per opportune verifiche il modello di serie dal concessionario più vicino (!), confermando la piena regolarità della moto di Shane Byrne. Un precedente ribadito in altri successivi episodi registratisi nell’ultimo periodo, non più tardi di domenica scorsa: concluse le due gare sono state controllate “a tappeto” le moto dei team JG Speedfit Bournemouth Kawasaki, McAMS Yamaha, Honda Racing UK e Tyco BMW, sottoposte a verifiche di routine (in base ai risultati conseguiti nelle due gare) ed a sorpresa. Le Superbike di queste quattro squadre sono state “cannibalizzate” per accertare che tutto fosse in ordine, motori compresi con raffronto in tempo reale con le rispettive specifiche d’omologazione. Il verdetto? Tutto (e tutti…) in ordine, nessuna “furbata”. Controlli, come preannunciato dallo stesso promoter, che saranno ripetuti in egual misura anche nei prossimi round…

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