BSB: Knockhill? Uno “short circuit” di pura adrenalina

BSB: Knockhill? Uno “short circuit” di pura adrenalina

Per il quinto round il BSB fa tappa in Scozia al mitico Knockhill Racing Circuit, un tracciato corto, ma che regala sempre grandi emozioni: ecco perché

di Alessio Piana, @alessiopiana130
Jake Dixon protagonista a Knockhill lo scorso anno nel BSB

Uno dei “luoghi comuni” maggiormente in voga in questi anni, spinto perlopiù da chi non ha cognizione delle prerogative del campionato, recita come il BSB corra prettamente sui cosiddetti “short track“, su circuiti da meno di 1′ di tempo sul giro, in poche parole su tracciati che possano idealmente rappresentare i “Castelletto di Branduzzo o Binetto d’oltremanica“. Una tesi, scontato dirlo, smentita dai fatti. Vero: il BSB fa tappa su circuitini da 2 chilometri (poco più, poco meno…), ma in sole 2 distinte occasioni nell’arco di tutta la stagione, affiancando impianti da Mondiale (Silverstone, Donington Park, Assen), moderni e completamente rinnovati (vedi Snetterton) o della tradizione britannica (Brands Hatch e Cadwell Park). I cosiddetti “short circuit” ospitano 2 dei 12 round in calendario per complessivamente 4 delle 26 gare in programma: nello specifico parliamo del tracciato Indy di Brands Hatch e di Knockhill, meta del BSB questo fine settimana.

L’evoluzione della serie nel corso degli anni ha comportato la sparizione di alcune tappe storiche (Croft, Mondello Park, anche Mallory Park), conservando tuttavia la trasferta scozzese al Knockhill Racing Circuit, impianto da 2.039 metri con riferimenti cronometrici sul giro intorno ai 50″, da sempre garanzia di spettacolo. Con pioggia o sole, con 30 giri da percorrere tutto d’un fiato in ciascuna delle manche in programma, l’unico tracciato permanente della Scozia ha sempre prodotto gare emozionanti ed alcune pietre miliari nella storia del British Superbike.

KNOCKHILL, STORIA E TRADIZIONE – Dal 1996 ad oggi a Knockhill si sono alternati sul gradino più alto del podio nel BSB piloti come Jonathan Rea (doppietta nel 2007), Tom Sykes, il compianto idolo di casa Steve Hislop oltre che abituali protagonisti della serie come Shane Byrne (recordman con 11 affermazioni), Leon Haslam e, lo scorso anno, Jake Dixon, a 21 anni, 5 mesi e 9 giorni diventato uno dei più giovani vincitori di sempre della categoria.

CIRCUITO DA SPECIALISTI? – La tipologia del Knockhill Racing Circuit spesso ha prodotto exploit di alcuni grandi interpreti del tracciato. Qui andar forte e fare la differenza non è così facile: conta l’equilibrio di massima e non commettere la benché minima sbavatura, “danzando” tra i saliscendi offerti dal layout senza un attimo di respiro, nemmeno sul (breve) rettifilo dei box tutto in salita e tra avvallamenti quasi da TT…

Foto @OfficialBSB Impact Images

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