BSB: effetto Shakey (e non solo…) per una Panigale vincente

BSB: effetto Shakey (e non solo…) per una Panigale vincente

Shane Byrne, il Paul Bird Motorsport, un capotecnico italiano e un rinnovato interesse Ducati sono le ragioni dei recenti successi nel BSB della Panigale.

Per un quadriennio, all’unisono, nel paddock del British Superbike la teoria consolidata era la seguente: “Nel BSB la Panigale non ha futuro“. Una tesi suffragata dai risultati, da un regolamento (centralina unica MoTeC) poco favorevole alle specifiche della moto, elementi smentiti seccamente e con decisione quest’anno. Al giro di boa della stagione 2016 e con lo Showdown all’orizzonte, la Ducati Panigale R è diventata la moto di riferimento del BSB grazie ad uno Shane Byrne in stato di grazie, all’ottimo lavoro del Paul Bird Motorsport (e di un capotecnico italiano: Giovanni Crupi) ed un rinnovato (ritrovato) interesse Ducati Corse nei confronti del più competitivo campionato nazionale Superbike del pianeta.

DEBUTTO PROBLEMATICO, MA OGGI LA PANIGALE E’ UNA REALTA’ – Per una moto concettualmente nata sposando lo sviluppo dell’elettronica, adattarsi ad una centralina unica (MoTeC M170) senza aiuti di nessun genere e tipo (da regolamento MCE BSB vietati controllo di trazione, anti-wheelie e launch control) non è proprio il massimo della vita. Per questa ragione il debutto della Ducati Panigale nel BSB avvenuto nella stagione 2012 non aveva sortito gli effetti sperati. Nonostante l’impegno dei nostri Alex Polita e Matteo Baiocco (in gara nel biennio 2012-2013) e lo sforzo profuso per risalire la china, la bicilindrica 1199cc di Bologna ha faticato non poco a trovare la retta via, eccezion fatta per quale exploit isolato nell’ultimo periodo con il team Moto Rapido e piloti come Jakub Smrz (una pole position all’attivo) e John Hopkins (a ridosso del podio nel finale del 2015).

EFFETTO SHAKEY – La svolta positiva per la Ducati Panigale nel BSB è arrivata quest’anno. Il Paul Bird Motorsport, compagine dai trascorsi in MotoGP e WSBK abituata a monopolizzare la scena nel BSB (anche con Ducati ripensando ai gloriosi trascorsi sotto le insegne Monstermob Ducati), si è presa carico di un ambizioso programma ad ampio respiro per conto di Ducati Corse nella serie. Un contratto triennale (2016-2018) con il chiaro intento di riportare il brand italiano sul gradino più alto del podio, mettendo sul tavolo il meglio che possa offrire il mercato: il Re (e recordman) della serie Shane Byrne, un talento emergente come Glenn Irwin, uno staff di professionisti al seguito ed una partnership diretta con il Reparto Corse di Bologna. Se i primi test sono serviti a conoscere le peculiarità della Panigale per una squadra passata da Kawasaki a Ducati, trascorse poche gare la bicilindrica italiana è diventata la moto da battere. In Gara 2 a Brands Hatch Indy Shane Byrne ha portato la Panigale al primo, storico trionfo nel BSB, iniziando una sequenza di successi continui: 5 vittorie nelle ultime 9 gare, leadership di campionato e per quanto concerne la graduatoria degli addizionali Podium Credits in ottica-Showdown, i play-off dei tre conclusivi eventi del calendario 2016 che eleggeranno vincitori e vinti.

Shane Byrne seguito al box Be Wiser Ducati dal suo capotecnico Giovanni Crupi
Shane Byrne seguito al box Be Wiser Ducati dal suo capotecnico Giovanni Crupi

GLI ELEMENTI DEL SUCCESSO – Chiaramente in questi successi della Panigale nel BSB c’è molto, tanto di Shane Byrne. Arrivato all’impressionante numero di 74 vittorie in 311 gare disputate, il quattro volte Campione del BSB al ritorno in sella ad una bicilindrica (non gli succedeva dall’esperienza con Althea Ducati nel Mondiale 2010) ci ha messo poco a trovare il feeling congeniale per dominare la scena. La testa, classe e manetta di ‘Shakey‘ è stata ribadita dal perfetto weekend vissuto a Brands Hatch GP, riuscendo nelle due gare a fare la differenza sulla distanza a scapito di avversari di grande levatura (Leon Haslam, su Kawasaki, in primis). Byrne è assecondato non solo da una moto congeniale al suo stile di guida, ma da uno staff di prim’ordine messo insieme da Paul Bird cominciando doverosamente da Giovanni Crupi, capo-tecnico con il quale aveva già lavorato nel recente passato e perfetto conoscitore della Panigale anche nelle specifiche MCE BSB.

DUCATI RINNOVA L’INTERESSE NEI CONFRONTI DEL BSB – I successi oltremanica del Paul Bird Motorsport e Shane Byrne non sono passati inosservati a Bologna. A Knockhill era presente ai box Ernesto Marinelli, Project Leader Ducati Superbike, il quale ha avuto modo di festeggiare il successo di Gara 2 dopo l’esito sfortunato della prima manche. Domenica scorsa, subito dopo la doppietta conseguita a Brands Hatch, Paolo Ciabatti non ha mancato di ringraziare via Twitter lo stesso Byrne e tutto il team PBM, testimoniando come in Ducati il British Superbike sia diventato un programma seguito con interesse, proprio come succedeva tra fine anni ’90 (con i successi di Troy Bayliss e Neil Hodgson) ed i primi anni Duemila…

Qui la sintesi tv di Brands Hatch gara 1

Qui la sintesi TV di Brands Hatch gara 2

Qui cronaca di Brands Hatch e classifiche complete

Foto britishsuperbike.com / Twitter @PBM_Team

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