BSB Donington: Leon Haslam, all’attacco senza paura

BSB Donington: Leon Haslam, all’attacco senza paura

Leon Haslam pochi mesi fa ha perso il titolo all’ultima gara. Ci riprova con la stessa Kawasaki. All’attacco sempre, senza paura

di Massimiliano Garavini
LONGFIELD, ENGLAND - OCTOBER 15: Leon Haslam of JG Speedfit Kawasaki team prepares to ride during the British Superbike Championship finale at Brands Hatch on October 15, 2017 in Longfield, England. (Photo by Ker Robertson/Getty Images)

Non puoi scrivere un ritratto di Leon Haslam senza partire dagli occhi. Perché il #91 ha uno sguardo allungato, felino. Penetrante. Fa persino impressione quando è schermato dalla visiera scura del casco, figuriamoci quando ti fissa dritto in faccia. Questa determinazione, più di altre cose, ti arriva al cervello. Forse addirittura più del curriculum da veterano delle corse (qui il programma TV del round 1 del BSB a Donington)

CUORE DI LEON – Il quasi 35enne inglese, compirà infatti gli anni il 31 di maggio, ha guidato in carriera – MotoGP escluse – praticamente tutte le moto da corsa, di ogni categoria; il suo passaggio, appena diciassettenne, da una 125 2T alla 500 V2 è indicativo del personaggio. Scusate se è poco. Questa grinta ti colpisce, altroché, visto che è indicatore infallibile di racingdipendenza. Leon è figlio d’arte e del resto non fa mistero del pedigree di famiglia, apparendo spesso a fianco del padre Ron “Rocket” Haslam, ma per noi resta soprattutto un distillato purissimo di scuola inglese superbike. Tanto gas, cuore e coillones. Perché ce ne vogliono tanti per alzarsi dopo la caduta a Brands Hatch che lo scorso anno gli è costata la lotta per il titolo di campione del BSB per andare ad abbracciare, zoppicando sulle stampelle con la caviglia fracassata, il rivale Shane “Shakey” Byrne. Attenzione, perché l’inglese, che abita a due passi da Donington, non era reduce da un semplice incidente. Aveva rischiato seriamente.

LONGFIELD, ENGLAND - OCTOBER 15: Leon Haslam (C) of JG Speedfit Kawasaki team is helped onto the track by a mechanic and his father Ron Haslam (L) to congratulate Shane Byine of Be Wiser Ducati on winning the British Superbike Championship at Brands Hatch on October 15, 2017 in Longfield, England. Haslam crashed out and injured himself during the final race. (Photo by Ker Robertson/Getty Images)SENZA PAURA – Abbiamo parlato così tanto a lungo del beau geste tra le due stelle della categoria, che forse ci siamo dimenticati di raccontare il coraggio di Leon. Nomen omen ? Chissà, ma sta di fatto che Haslam ricorda molto da vicino il matador di “sangue e arena”; io non ho paura. Nè del confronto in pista, nè di nessuno nella categoria. Come fai a raccontare quegli occhi che aggrediscono le curve senza pensare a questo inglese che nel 2010 arrivò secondo, dietro a uno dei migliori Max Biaggi di sempre; mica era in sella di quella meraviglia di tecnica raffinata che rispondeva al nome di Aprilia RSV4 Factory. Lui correva a vita persa, con la Suzuki GSX del Team Alstare: buona sì, ma volete mettere il confronto? Non è stato un caso se l’italiano ha chiamato il figlio Leon. Ecco cosa c’è dietro Haslam: la fotografia di un motorsport esaltante, che parla di sfide ai limiti dell’incredibile.

LONGFIELD, ENGLAND - OCTOBER 15: Leon Haslam (C) of JG Speedfit Kawasaki team is helped onto the track to congratulate Shane Byine (L) of Be Wiser Ducati on winning the British Superbike Championship at Brands Hatch on October 15, 2017 in Longfield, England. Haslam crashed out and injured himself during the final race. (Photo by Ker Robertson/Getty Images)DEMOLITION MAN – Prendete la wild card a Donington nel mondiale SBK dello scorso anno: tutti a dire che i piloti del BSB non valevano quelli del mondiale. Il Team Puccetti invece sfida il pregiudizio, schiera l’inglese, sicuro che avrebbe potuto far bene. Ma c’è una bella differenza tra speranza e realtà. C’è una scommessa. Gli elementi ci sono, ma le incognite non sono da meno. Leon è esperto, conosce il circuito come le sue tasche, ma corre in un campionato diverso, dove il regolamento differente non consente di fare troppi ragionamenti di fino. Vada come vada. Il #91 arriva secondo in Gara1, demolendo in fretta quei pregiudizi sui piloti BSB: questi vanno davvero fortissimo, altro che storie. Chiedere ai privati Kawasaki nel mondiale delle derivate di serie, per conferme. In questa preseason 2018 Haslam non nasconde l’ambizione di rivincita, contro gli storici rivali.

HASLAM E REA – Però c’è un’immagine che, più di altre, parla di Leon: l’annuncio del dream team Kawasaki che parteciperà alla 8 ore di Suzuka. Si vedono i due portacolori, Rea e Haslam. Differenze: mentre il nordirlandese con quel suo sorriso timido trasmette un’idea di force tranquille, l’espressione del #91 è sfrontata. Sembra dirti «non sono qui per perdere». Buca la foto, con quello sguardo. Ecco, lui sembra dirti che non ci sta proprio, a fare il comprimario. Questa stagione del BSB parte davvero bene: il veterano Haslam, col logo luciferino sulla carenatura, è chiamato a essere uno dei protagonisti, nonostante la nutrita muta di giovani sfidanti. Ma si sa, i grandi felini non temono proprio nessuno.

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