Daytona 200: trionfo da dominatore di Cameron Beaubier

Daytona 200: trionfo da dominatore di Cameron Beaubier

5 Yamaha ai primi 5 posti, 9° Elena Myers

Dominatore, mattatore, imbattibile. Cameron Beaubier è il vincitore e l’indiscusso protagonista della 72esima edizione della Daytona 200, celebre 200 miglia dal 1937 regolarmente in programma al Daytona International Speedway nell’ambito della “Bike Week” che richiama ogni anno in Florida indicativamente mezzo milione di motociclisti da tutto il mondo. Tornato in madrepatria nel 2010 per rilanciare la propria carriera dopo una sfortunata parentesi nel mondiale 125 GP con la KTM ufficiale (all’epoca ritrovandosi come scomodo compagno di squadra un certo Marc Marquez), il 20enne di Roseville non ha oggettivamente incontrato avversari ritrovandosi quale leader della contesa addirittura dal 7° dei 57 giri previsti. Sempre in testa, costantemente sull’irresistibile ritmo gara sull’1’51” basso tanto da doppiare fino al 6° (!) classificato, “Cam” ha condotto la Yamaha YZF R6 preparata da Graves Motorsports nella “Gatorade Victory Lane” consegnando alla casa dei Tre Diapason la 22esima affermazione in 72 edizioni della 200 miglia, affiancando il proprio nome a leggende del motociclismo come Giacomo Agostini, Kenny Roberts Sr , Freddie Spencer, Eddie Lawson, Wayne Rainey, Kevin Schwantz e Nicky Hayden. In corsa per la vittoria lo scorso anno, Beaubier questa volta ha tradotto la pole position conseguita venerdì (con oltre 1″4 di vantaggio) con una vittoria di velocità e talento, il miglior modo possibile per candidarsi quale principale pretendente al titolo della Daytona SportBike, la classe eletta dall’AMA Pro Road Racing dal 2009 per la 200 miglia della Florida. Scattato (malissimo) dalla pole, il pilota californiano di scuola Red Bull MotoGP Rookies Cup ha lasciato “sfogare” gli avversari nei primi giri costruendo, dal 7° passaggio in avanti, un vantaggio sapientemente amministrato e consolidato dal perfezionistico lavoro al box Y.E.S Graves Yamaha: le due soste (obbligatorie) in programma nell’ordine di 14-15″ ciascuna, tutto secondo routine per la compagine di Chuck Graves alla terza affermazione nell’ultimo lustro dopo i successi di Ben Bostrom e Josh Herrin rispettivamente nel 2009 e 2010, concretizzando una “doppietta” grazie al secondo posto del 17enne Garrett Gerloff, tra i più giovani di sempre a salire sul podio della 200 miglia. Doppietta Graves Yamaha con Beaubier (6) e Gerloff (8) All’1-2 di casa Graves Motorsports corrisponde una supremazia in termini velocistici e di affidabilità della casa dei Tre Diapason con il risultato di monopolizzare con cinque Yamaha YZF R6 la top-5 grazie all’apporto di Bobby Fong (terzo con il team Triple Crown Industries/Richie Morris Racing) e della coppia di RoadRace Factory Red Bull formata da Jake Gagne (4°) e JD Beach (5°), guarda caso ex-rivali proprio di Beaubier nell’AMA SuperSport e nella Red Bull MotoGP Rookies Cup. Al tripudio Yamaha corrisponde una giornata disastrosa per la concorrenza, con ben poco da salvare. Honda, presente con il Team Hammer Inc. di John Ulrich, ha spezzato l’egemonia di Yamaha con il sesto posto del vincitore dell’edizione 2007 con Attack Kawasaki Steve Rapp, richiamato all’ultim’ora in sostituzione di Dane Westby, infortunatosi giovedì per una brutta caduta nell’inaugurale sessione di prove libere con lesione alla milza e corsa all’Halifax Medical Center di Daytona Beach al seguito. Non è andata meglio alla Ducati, protagonista nelle prime battute della contesa con Jake Zemke (in trionfo nel 2006 con Honda e poleman nel 2011) ed il podio nel mirino, fuori gioco al 31esimo giro per un problema tecnico alla 848 EVO prepatata dal team Desmo Veloce. Sfortunati Zemke (98) e DiSalvo (40) Assente la Kawasaki (senza nemmeno omologare presso le competenti sedi AMA Pro Road Racing la nuova Ninja ZX-6R 636), la Triumph è uscita ben presto di scena con i suoi due piloti di punta (nonchè gli ultimi due vincitori della 200 miglia) falcidiati da infiniti problemi: il detentore del trofeo Joey Pascarella con la Daytona 675R del team Riders Discount è addirittura rientrato al box nel corso del 1° giro concludendo a 10 tornate dal vincitore, Jason DiSalvo ha alzato la bandiera bianca poco più tardi, impossibilitato a ripetere la sensazionale vittoria del 2011 (su Ducati) e la prodigiosa rimonta della passata edizione (proprio con Triumph Latus Motors Racing). A salvare il bilancio Triumph ci ha così pensato Elena Myers, nona assoluta all’esordio (e a 18 anni compiuti) alla 200 miglia con la 675R del Sturgess Cycle Racing, bissando in egual modo l’eccezionale affermazione di 12 mesi or sono in Gara 2 nell’AMA SuperSport, la prima vittoria per una motociclista in 85 anni di storia del Daytona International Speedway. Oltre al miglior risultato di sempre per una rappresentante del gentil sesso alla 200 miglia di Daytona, Elena ha vinto il “derby” tutto-in-rosa con Melissa Paris, 10° con la Honda iscritta da MPH Racing con il supporto del Team Hammer Inc., penalizzata nel finale da un ride-through per un’irregolarità nell’ultima sosta ai box con 6 e non 5 meccanici al lavoro sulla propria CBR 600RR. “Lady Hayes” (Melissa è sposata con il tri-Campione AMA Superbike in carica) rientra così tra chi ha qualcosa da rammaricarsi all’esposizione della bandiera a scacchi insieme al pluri-Campione AMA SuperSport (4 titoli nell’ultimo biennio tra nazionali, East e West Division) James Rispoli, 7° complice un disastroso secondo pit-stop vanificando un potenziale podio.. ma nulla più: non con questo Cameron Beaubier in pista. Cronaca di Gara Con 31 piloti (minimo storico) schierati in griglia di partenza, alle 13:00 in punto scatta ufficialmente la 72esima edizione della 200 miglia di Daytona. Allo spegnimento del semaforo Garrett Gerloff (2° nelle qualifiche ufficiali) sembra anticipare la partenza, ma in realtà, così come il compagno di squadra Cameron Beaubier, è autore di un pessimo start consentendo alla Ducati 848 EVO condotta da Jake Zemke di conquistare l’hole-shot alla staccata della prima curva su Fong, Lewis ed i già menzionati portacolori Graves Yamaha. Con il gruppo compatto si supera l’infield di Daytona, via verso il banking della NASCAR 4 con Beaubier che in un lampo raggiunge il terzetto di testa e, sfruttando il gioco delle scie, chiude al comando il 1° dei 57 giri previsti su Zemke, Fong, Gerloff, Beach, Lewis, Rispoli con più staccati Gagne, Nash, Solis e DiSalvo. I piloti alla "Bus Stop" Manca qualcuno all’appello? Sì, ed è il detentore del trofeo Joey Pascarella, rientrato ai box proprio nel corso del primo giro per un problema tecnico alla propria Triumph Daytona 675: riuscirà, seppur doppiato di ben 5 giri, a ripartire per una corsa da classificarsi alla voce di “calvario”. Senza uno degli attesi protagonisti prosegue la contesa con la composizione di un terzetto di testa formato da Beaubier, Fong e Zemke, ma ben presto il poker di inseguitori Gerloff, Rispoli, Gagne e Beach si ricongiunge al trio in fuga proponendo un effettivo “gruppone” di 7 piloti in corsa per il primato. Il considdetto “Lead Pack” ha un ritmo-gara insostenibile per gli altri, anche per Huntley Nash che rimedia ad un’escursione nelle vie di fuga della curva 1 con una pregevole rimonta lasciandosi alle spalle due ex-vincitori della 200 miglia come Steve Rapp e Jason DiSalvo. Giunti al sesto giro Jake Zemke decide di rompere gli indugi e porta la propria Ducati 848 EVO in testa, ma è soltanto una fase interlocutoria: nonostante una situazione di “four-wide” in pieno banking, Beaubier si apre uno spiraglio e riconquista la leadership nel corso del settimo passaggio. Buon momento per il poleman, disastrosa giornata per la Triumph: dopo Joey Pascarella anche Kenny Riedmann (Sturgess Cycle Racing) e soprattutto Jason DiSalvo (Latus Motors Racing, vincitore nel 2011 su Ducati e 2° lo scorso anno proprio in sella ad una Daytona 675R) rientrano in corsia box per inaspettati problemi tecnici. L’ex pilota ParkinGO Triumph del Mondiale Supersport proverà a ripartire, ma 4 giri più tardi è costretto ad alzare definitivamente la bandiera bianca lasciando a Elena Myers (dodicesima) il compito di difendere i colori Triumph Motorcycles. Jake Zemke a tratti addirittura in testa Con già diversi ritiri eccellenti si arriva ben presto al 10° dei 57 giri previsti con Beaubier che conduce con mezzo secondo su Zemke e Fong, perdono contatto Gerloff, Rispoli, Gagne e Beach, scontano 9″ il terzetto formato da Nash, Lewis e Rapp. Questo è il primo punto di svolta della contesa: Jake Gagne con la R6 di RoadRace Factory Red Bull, sfruttando una tripla-scia davanti a sé, realizza il giro più veloce in 1’50″087, ma in realtà è Beaubier ad avere un passo insostenibile per chiunque tanto da costruir un considerevole margine di 2″ sui più diretti inseguitori. Un tesoretto amministrato sapientemente dal 20enne californiano in prossimità del primo dei due pit-stop obbligatori in programma, con il team-mate Gerloff ad inaugurare il valzer delle soste ai box per cambio gomme e rifornimento nel corso del 18° giro. Alla tornata seguente arriva proprio il momento del leader Beaubier, al 20° passaggio è la volta di Fong e Gagne, al 21° di Zemke, suo malgrado costretto a scontare un disastroso pit-stop di 25″9 (cronometrati): ripartirà alle spalle di Rispoli (5°), ma a 21″ dal leader Beaubier che rafforza il primato con 6″ su Gerloff, 10″ su Fong. “Cam” è scatenato e con un insostenibile passo “addormenta” la corsa: in due giri guadagna altrettanti secondi su Gerloff (2° a 8″), Fong (3° a 12″) e Gagne (4° a 15″), di fatto qui si registra la vera svolta decisiva della competizione. Con la gara tramortita in termini di spettacolarità dalla supremazia velocistica del pilota Graves Yamaha, la regia di SPEED TV indugia sul duello tutto “in rosa” tra Melissa Paris ed Elena Myers per l’undicesima posizione, proprio in questa circostanza doppiate dal fuggitivo Beaubier, spaventosamente sul ritmo dell’1’51” basso quando per gli altri resta impossibile infrangere il muro dell’1’52”. Il risultato al giro di boa della contesa è di trovare un Beaubier dominatore con 11″ di margine su Gerloff e 17″ su Fong, recupera qualcosina con il podio nel mirino Jake Zemke, ma al 31° giro è costretto al ritiro per un problema tecnico alla Ducati 848 EVO preparata dal team Desmo Veloce. Sul podio Bobby Fong (50) Con i tre ex-vincitori della 200 miglia di Daytona fuori gioco, l’edizione 2013 proporrà inevitabilmente un nome nuovo nell’albo d’oro. La candidatura di Cameron Beaubier viene formalizzata con il secondo pit-stop in programma, rientra al 39° dei 57 giri previsti con il team Graves Yamaha a dir poco fenomenale: 14″2 per il rifornimento e cambio gomme (anteriore e posteriore), tempi quasi da top team della 8 ore di Suzuka. Di fatto il secondo valzer delle soste ai box sortisce poche modifiche negli equilibri della corsa con Beaubier a condurre con 17″ su Gerloff, 32″ su Fong, 45″ su Gagne, scivola 8° James Rispoli penalizzato da disastrosa sosta al box Celtic Racing vanificando una buona gara con il terzo posto nel mirino. Inizia così il “rush finale” con Melissa Paris costretta a scontare un ride through per un’irregolarità al pit-stop (6 e non 5 i meccanici al lavoro sulla propria Honda CBR 600RR), sufficiente per lasciare ad Elena Myers il 9° posto e la vittoria nella “graduatoria femminile” della 200 miglia. A tutti gli effetti è questo l’ultimo evento da segnalare: Cameron Beaubier, da assoluto dominatore, conquista la vittoria con 22″ su Gerloff, 38″ su Fong con soltanto 5 piloti (tutti in sella ad una Yamaha YZF R6) classificati a pieni giri. Per la “Daytona Bike Week” appuntamento a marzo 2013 con la 73esima edizione della 200 miglia. DAYTONA 200 2013 Classifica Finale 01- Cameron Beaubier – Y.E.S. Graves Yamaha – Yamaha YZF R6 – 57 giri in 1h47’07.746 02- Garrett Gerloff – Y.E.S. Graves Yamaha – Yamaha YZF R6 – + 22.254 03- Bobby Fong – Triple Crown/RMR – Yamaha YZF R6 – + 38.143 04- Jake Gagne – RoadRace Factory Red Bull – Yamaha YZF R6 – + 1’08.755 05- JD Beach – RoadRace Factory Red Bull – Yamaha YZF R6 – + 1’17.608 06- Steve Rapp – GEICO Motorcycle Road Racing – Honda CBR 600RR – a 1 giro 07- James Rispoli – National Guard Celtic Racing – Suzuki GSX-R 600 – a 1 giro 08- Ben Young – FOGI Racing – Yamaha YZF R6 – a 1 giro 09- Elena Myers – Sturgess Cycle Triumph – Triumph Daytona 675R – a 2 giri 10- Melissa Paris – MPH Racing – Honda CBR 600RR – a 2 giri 11- Barrett Long – Longevity Racing – Ducati 848 EVO – a 2 giri 12- Scott Ryan – Stiles Racing – Yamaha YZF R6 – a 2 giri 13- Tristan Palmer – Huggys Speedshop – Kawasaki ZX-6R – a 3 giri 14- Anthony Fania – KSW Racing – Yamaha YZF R6 – a 3 giri 15- Fernando Amantini – Team Amantini – Yamaha YZF R6 – a 3 giri 16- Luke Mossey – GB Racing – Yamaha YZF R6 – a 3 giri 17- Brian Kcraget – TOBC Racing – Suzuki GSX-R 600 – a 3 giri 18- Barry Burrell – ADR Motorsports – Yamaha YZF R6 – a 3 giri 19- Luke Stapleford – Profile Racing – Kawasaki ZX-6R – a 3 giri 20- Daniel Ortega – DanOrtegaRacing.com – Yamaha YZF R6 – a 5 giri 21- Shane Narbonne – Six-FourMotorsports.com – Suzuki GSX-R 600 – a 6 giri 22- John Ashmead – OPR LEVEL 10 Racing – Kawasaki ZX-6R – a 6 giri 23- Joey Pascarella – Riders Discount Racing – Triumph Daytona 675R – a 10 giri 24- Huntley Nash – LTD Racing – Yamaha YZF R6 – a 13 giri Alessio Piana (Twitter: @AlessioPiana130)

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