Daytona 200: sabato la 71esima edizione di una corsa leggendaria

Daytona 200: sabato la 71esima edizione di una corsa leggendaria

Pronostico impossibile con due piloti italiani al via

di Redazione Corsedimoto

Una gara che vale una carriera, degno “main event” di una settimana esclusivamente dedicata alle due ruote. Sabato 17 marzo alle 13:00 locali scatta la 71esima edizione della Daytona 200, la leggendaria 200 miglia che dal 1937 si disputa regolarmente sul mitico Speedway della Florida, eccezion fatta per la parentesi del lustro 1942-1946 dovuta alla Seconda Guerra Mondiale. Al Daytona International Speedway 47 piloti inseguiranno il sogno di transitare nella “Victory Lane” sfiorando per 57 giri consecutivi, a quasi 300 orari, il banking del “Long Course” da 3,51 miglia (5.65 kilometri), quest’anno con la completa incertezza sui valori in campo per uno schieramento di partenza ringiovanito (scesa l’età media dei “big”), polivalente ed appassionante. Dal 2005 riservata alle moto sportive di media cilindrata (nel 2004 l’ultima edizione con le Superbike in gara), la 200 miglia chiuderà la “Bike Week” con attesi oltre 500.000 motociclisti a Daytona Beach e nella Florida, con lo spettacolo dentro e fuori i cancelli dello Speedway più rinomato nel mondo delle due ruote tra raduni, parate, esibizioni, Supercross, Flat Track e chi più ne ha, più ne metta. Il motociclismo made in USA vivrà pur sempre un momento difficile dovuto alla crisi economica (e ad incomprensibili scelte del promoter DMG), ma la Daytona 200 mantiene sempre un fascino ed una storia impareggiabile per questo sport. Non è un caso che in 70 edizioni sin qui disputate 7 iridati MotoGP/500cc (Giacomo Agostini, Kenny Roberts Sr, Eddie Lawson, Freddie Spencer, Kevin Schwantz, Wayne Rainey e Nicky Hayden) sono transitati vittoriosi sotto la bandiera a scacchi, 11 contando Campioni del Mondo di altre classi (Jarno Saarinen, Johnny Cecotto, Scott Russell, Chaz Davies) più un numero incalcolabile di leggende del motociclismo americano. Dagli albori della corsa che anticipò di una decade la prestigiosa 500 miglia riservata alla NASCAR, Daytona è sempre stata terreno di caccia per le case costruttrici: dal dominio delle case americane (Indian e Harley-Davidson ) all’approdo dei colossi giapponesi nei primi anni ’70, con la striscia di 13 affermazioni consecutive Yamaha dal 1972 al 1984 nel periodo più glorioso della corsa, con le stelle del mondiale 500cc (i Rainey, Lawson, Schwantz, Spencer…) regolarmente schierati dalle case ufficiali. Il presente della Daytona 200 Con compresibile nostalgia si può ripensare agli anni ’80, ma guardando ai giorni nostri la Daytona 200 ed in campionati AMA vivono un periodo di “eterna transizione”. Dalla rivoluzione voluta nel 2009 dal Daytona Motorsports Group, nuovo promoter dell’AMA Pro Racing che fa capo alla famiglia France (titolari della NASCAR e dell’ISC), la 200 miglia ha vissuto di esperimenti (due edizioni disputate in notturna) ed immancabili polemiche giusticate dall’instabilità dei regolamenti. Per ragioni di sicurezza dal 2005 fuori le Superbike, spazio dapprima alla defunta Formula Xtreme, successivamente alla “Daytona SportBike”, eletta (senza successo) nel 2009 a classe di riferimento del motociclismo americano con un regolamento “variabile” per consentire a moto di differenti specifiche tecniche e cilindrata di lottare per il primato. Una formula studiata per ingolosire le case, ma che di fatto non ha portato alcun beneficio per la crescita del motociclismo targato AMA Pro Road Racing, se non una ritrovata spettacolarità che ha reso la SportBike tra i campionati più combattuti ed avvincenti del pianeta, incomprensibilmente sottostimata da appassionati e addetti ai lavori. Per il 2012 la DSB, e di conseguenza la 200 miglia di Daytona, ha rivisto il sistema per equilibrare le performance delle moto tra concessioni regolamentari per le moto in maggiori “difficoltà” ed un differente peso minimo per le tre tipologie di “Supersport” al via: le 4 cilindri sgravate di 5lbs da 360 a 355 (161kg), medesimo discorso per le bicilindriche (da 385 a 380lbs pari a 172kg), addirittura 15lbs in meno per le tre cilindri da 375 a 360lbs (164kg). Una mossa “lungimirante” da parte dello staff AMA Pro Road Racing coordinato da David Atlas, giustificata per l’atteso ritorno in forma ufficiale della Triumph attraverso l’importatore nordamericano ed il Latus Motors Racing, formazione vittoriosa 12 mesi or sono con una 848 EVO affidata a Jason DiSalvo, il primo storico trionfo della Ducati alla 200 miglia. Oltre alle modifiche in materia di peso-minimo, in anticipo di 1 anno rispetto all’AMA Superbike è stato deciso di imporre un “price cap” per l’elettronica di 7.500 dollari, con tutte le squadre obbligate a presentare la documentazione necessaria per rientrare in questo “tetto” indispensabile per ridurre i costi da affrontare in una stagione. Si riparte dall’incredibile finale del 2011 Modifiche al regolamento tecnico, ma anche sportivo con un imperativo: evitare la riproposizione di quanto accaduto nell’edizione 2011. Problemi di gomme, incidenti a 170 mph (250 km/h!), bandiere rosse a go-go e conseguente sostituzione in corsa dei motori: tutto questo per la prima “Daytona 147” della storia con una distanza di gara ridotta da 57 a 42 giri. Partendo dal primo punto, la Dunlop, monogomma del campionato, ha fatto un passo indietro: nel 2011 le elevate temperature (48° l’asfalto) mai incontrate prima nei “Tire Test” avevano causato problemi di tenuta del pneumatico anteriore Sportmax GPA 120/70R-17, con un surriscaldamento del medesimo che ha spedito a terra a 170 mph Danny Eslick, campione DSB 2011 ed uno dei pretendenti alla vittoria finale. Onde evitare il ripetersi di una simile situazione, i commissari quest’anno si riservano la possibilità di imporre a tutti i concorrenti la preventiva sostituzione degli pneumatici in qualsiasi momento, ben prima dell’unica sosta ai box in programma. Una scelta dovuta per ragioni di sicurezza, così come a gran voce è stata rivista la normativa della sostituzione dei propulsori nell’eventualità di un’interruzione della contesa, mossa “vincente” lo scorso anno del Latus Motors Racing per la Ducati 848 EVO #40 di Jason DiSalvo, ma che ha provocato una coda infinita di polemiche tanto da spingere l’AMA a divulgare una lettera chiarificatrice (e di scuse…) per spiegare l’accaduto. Fortunatamente la storica 70esima edizione della Daytona 200 sarà ricordata non soltanto per queste vicissitudini, ma anche e soprattutto per un spettacolare e concitato finale con 7 pretendenti alla vittoria racchiusi in soli 5 decimi, culminato con l’inevitabile “big-one” con 4 piloti a terra e Jason DiSalvo transitare vittorioso sotto l’esposizione della bandiera a scacchi con soli 29 millesimi di vantaggio su Cory West (Vesrah Suzuki), 154 su Jake Zemke (Yamaha Project 1 Atlanta), 219 su JD Beach (Attack Kawasaki), 364 su Josh Herrin (Graves Yamaha) successivamente multato e squalificato per aver innescato la carambola finale coinvolgendo gli incolpevoli Taylor Knapp e Dane Westby. DiSalvo punta al bis su Triumph, Zemke su Ducati Proprio Jason DiSalvo, meteora del mondiale Supersport (metà stagione 2010 con ParkinGO Triumph BE1), sarà insieme a Jake Zemke uno dei due ex-vincitori della 200 miglia al via di quest’edizione. Rimasto al Latus Motors Racing, squadra di George Latus tra i principali “Dealer” Harley-Davidson degli Stati Uniti, Jason ha lasciato la Ducati 848 EVO dall’ultimo round della stagione 2011 per accettare la sfida-Triumph con il pieno supporto della casa madre, con l’obiettivo di condurre la Daytona 675 alla vittoria. Dopo un esordio da dimenticare al New Jersey Motorsports Park, il Latus Motors Racing ed i tecnici Triumph Motorcycles, favoriti anche da un regolamento più permissivo (e 7kg in meno di peso minimo…), hanno sviluppato una Daytona 675 secondo le specifiche DSB già in condizione di puntare alla vittoria, segnando record-su-record nei test invernali in Florida. Il binomio DiSalvo-Latus cercheranno così di dar vita alla seconda impresa in due anni: dopo aver consegnato alla Ducati la prima vittoria alla 200 miglia in 70 edizioni, adesso l’obiettivo è riportare la Triumph nella “Victory Lane” a 45 anni dall’ultimo trionfo del 1967 ad opera del compianto Gary Nixon. Perso DiSalvo, la Ducati potrà comunque contare un un “pezzo da 90” come Jake Zemke, ingaggiato dal Ducshop Racing con una 848 EVO, pluri-vincitore a Daytona tra 200 miglia (nel 2006 con Erion Honda, poleman lo scorso anno con Yamaha Project 1 Atlanta) e AMA Superbike (doppietta nel 2010 con Jordan Suzuki). Nonostante un programma definito proprio all’ultim’ora, Zemke rientra di diritto tra i pretendenti alla vittoria e al Rolex destinato all’autore della pole position. Giovani leoni pronti per la vittoria Se DiSalvo e Zemke sono piloti affermati, una vasta schiera di piloti under-22 mai come quest’anno correranno a Daytona con legittime ambizioni da primato con ottime moto e team. Questo il caso di JD Beach, rivelazione lo scorso anno con Attack Kawasaki, ora sotto contratto con il team RoadRace Factory ai comandi di una Yamaha YZF R6 vestita dei colori Red Bull. Già campione AMA SuperSport East Division, AMA Flat Track e della Red Bull MotoGP Rookies Cup e con una stagione nell’American Superbike alle spalle, a 20 anni il nativo di Snoqualmie si confronterà con un team-mate di spessore come Jake Gagne (18 anni, altro ex-campione Rookies Cup), senza scordarci del 2° classificato AMA SuperSport West Division 2011 Benny Solis (18 anni, Vesrah Suzuki) o di altri due ex-campioni della categoria come Joey Pascarella (21, Yamaha Project 1 Atlanta, trascorsi nel CIV Superstock 600) e Austin DeHaven (17, Yamaha Triple Crown Industries, titolo nazionale AMA SuperSport nel 2010). Interessante ed apprezzabile la filosofia del team ufficiale Graves Yamaha che ha puntato tutto su una giovane coppia di talento e sicuro avvenire: Cameron Beaubier (ex-KTM nel mondiale 125 GP, rivelazione lo scorso anno nella Daytona SportBike) e Garrett Gerloff, per molti il talento dal maggior potenziale del panorama motociclistico americano tanto da vincere all’esordio da “Pro” in SuperSport a 16 anni appena compiuti. Attesi protagonisti (e favoriti? Non rientrano nella classificazione di “Young Guns”, ma comprensibilmente sono già collocati alla voce di potenziali favoriti. Questo il caso di Martin Cardenas, campione Daytona SportBike 2010, tornato in questa categoria dopo una positiva parentesi nell’American Superbike con 1 vittoria all’attivo ed il 4° posto finale di campionato. Il pilota colombiano, trascorsi nel mondiale 250 GP con Blusens Aprilia e Repsol Honda, è sceso dalle 1000 alle 600cc sempre con il team M4 Suzuki per volontà del main sponsor GEICO, indicato da molti come il favorito #1 per la vittoria ai comandi di una competitiva Suzuki GSX-R 600. Con la stessa moto e team correrà anche Dane Westby, nel “gruppone” di testa lo scorso anno prima della rovinosa caduta causata da un’improbabile manovra di Josh Herrin nelle concitati fasi finali della contesa. Doverosa menzione anche per Tommy Aquino, da anni tra i “big” dei campionati AMA tra Supersport e SportBike (1 vittoria nel round conclusivo 2011 in New Jersey, 3° in classifica generale), a Daytona proprio alla sua ultima gara in carriera in madrepatria prima di trasferirsi in Europa per correre nel CEV Moto2. Infine, da evidenziare con un circoletto rosso il #57 di Cory West, “runner-up” dell’edizione 2011 arrivando ad un soffio dalla vittoria. Cos’era mancato? 29 millesimi per l’esattezza: anche questo è Daytona.. Dario Marchetti e Nico Vivarelli i nostri due portabandiera In 71 anni di storia soltanto un pilota italiano (e che pilota!) ha conquistato la vittoria alla 200 miglia di Daytona: Giacomo Agostini, edizione 1974, ai comandi della esordiente Yamaha TZ750 ufficiale. Sarà difficile riportare in Italia questo ambito trofeo, ma due nostri portabandiera si presenteranno in Florida con legittime aspettative ed ambizioni. Dario Marchetti, al rientro dopo il tremendo incidente dello scorso anno, correrà con una Ducati 848 EVO del Ducshop Racing vantando un curriculum di tutto rispetto a Daytona con successi alla Battle of the Twins e Sound of Thunder. Sarà invece all’esordio Nico Vivarelli, trascorsi nel mondiale 125cc e Superstock 1000 FIM Cup, ingaggiato dall’APEX Racing con una Yamaha YZF R6, recentemente impegnato in una produttiva sessione di test al Palm Beach International Raceway, ponendo le basi per una 200 miglia da ricordare. Outsiders all’inseguimento di un sogno La 200 miglia è anche l’occasione per piloti, amatori e non, di coronare il sogno di una vita: correre a Daytona, possibilmente riuscendo a distinguersi in positivo al termine dei 57 giri previsti, un pò come John Ashmead, primo vero pilota “privato” a salire sul gradino più alto del podio. Non ha di queste pretese Robertino Pietri, venezuelano atteso al via quest’anno di 5 gare della MotoGP come wild card con la FTR-Kawasaki CRT dell’Avintia Racing, in gara a Daytona con una Yamaha YZF R6 del SGA Racing. Ci spera invece Bobby Fong, vincitore di una prova della DSB 2010 su Ducati, al ritorno dopo un anno “sabbatico” con il Meen Motorsport, pronto a rimpolpare lo schieramento di “outsiders” insieme a Michael Barnes (Triple Crown Industries), Michael Beck (Full Tuck Racing, 1 punto nel mondiale Superbike a Monza 2008 con Yamaha GMT94) o lo sloveno Bostjan Skubic, addirittura 9° lo scorso anno, “veterano” di Daytona ora iscritto da un top-team come Vesrah Suzuki. Da segnalare la presenza di Melissa Paris, tra le più veloci motocicliste d’Oltreoceano (tanto da provare la Yamaha M1 MotoGP del team Tech 3 lo scorso mese di novembre a Valencia), ai nastri di partenza con una Yamaha YZF R6 preparata dall’Attack Performance di Rick Stanboli, compagine vittoriosa nel biennio 2007-2008 con Steve Rapp e Chaz Davies, ironia della sorte in quest’ultima occasione dopo la squalifica di Josh Hayes, marito proprio di Melissa… Tutto pronto a Daytona, si comincia giovedì Se la “Daytona Bike Week” è già iniziata sabato sera con l’AMA Supercross (vittoria di James Stewart), per i campionati AMA Pro Road Racing si entrerà nel vivo giovedì 15 marzo con la disputa dei primi turni di prove libere ed ufficiali, a seguire tra venerdì 16 e sabato 17 tutte le gare tra American Superbike, AMA SuperSport, Vance & Hines XR1200 Series e, ovviamente, la Daytona 200 con il via fissato alle 13:00 locali quando in Italia saranno le 18:00 in punto. DAYTONA 200 2012 L’entry list 5- Dane Westby – M4 Broaster Chicken Suzuki – Suzuki GSX-R 600 6- Cameron Beaubier – Y.E.S. Graves Yamaha – Yamaha YZF R6 7- Fernando Amantini – Team Amantini – Kawasaki ZX-6R 8- Garrett Gerloff – Y.E.S. Graves Yamaha – Yamaha YZF R6 10- Eric Haugo – Viking Moto – Yamaha YZF R6 12- Ricky Orlando – Rocky Mountain Kawasaki – Kawasaki ZX-6R 13- Melissa Paris – Sea Miracle Yamaha Racing – Yamaha YZF R6 14- Dalton Dimick – Gearzy Racing – Yamaha YZF R6 16- Robertino Pietri – Katra/SGA Racing – Yamaha YZF R6 19- Shawn Higbee – Higbee Racing – Buell 1125R 20- Paul Allison – Triple Crown Industries – Yamaha YZF R6 23- Dario Marchetti – Ducshop Racing – Ducati 848 EVO 24- Scott Ryan – Stilles Racing – Yamaha YZF R6 29- Barrett Long – Longevity Racing – Ducati 848 EVO 34- Michael Barnes – Triple Crown Industries – Yamaha YZF R6 35- Benny Solis – Riders Discount Vesrah Suzuki – Suzuki GSX-R 600 36- Martin Cardenas – GEICO Suzuki – Suzuki GSX-R 600 37- John Ashmead – Peter Brady Racing – Kawasaki ZX-6R 38- Kris Turner – Turner’s Cycle Racing – Triumph Daytona 675 40- Jason DiSalvo – Team Latus Motors Racing – Triumph Daytona 675 41- Pat Mooney – Pat Mooney Racing – Buell 1125R 43- Reese Wacker – MOB Racing – Yamaha YZF R6 45- David Sadowski Jr – Top Shelf Motorcycles Racing – Suzuki GSX-R 600 46- Shane Narbonne – MOB Racing – Yamaha YZF R6 50- Bobby Fong – Meen Motorsports Racing – Yamaha YZF R6 52- Joey Pascarella – Project 1 Atlanta – Yamaha YZF R6 56- Austin DeHaven – Triple Crown Industries – Yamaha YZF R6 57- Cory West – Riders Discount Vesrah Suzuki – Suzuki GSX-R 600 60- Michael Beck – Full Tuck Racing – Yamaha YZF R6 63- Jeff Wrobel – Wrobel Racing – Yamaha YZF R6 71- Nico Vivarelli – APEX/Mousebox Racing – Yamaha YZF R6 72- Bryce Prince – Rotobox/Nexx – Yamaha YZF R6 74- Josh Galster – EDR Performance – Yamaha YZF R6 75- Huntley Nash – LTD Racing – Yamaha YZF R6 77- Matthew Sadowski – Top Shelf Motorcycles Racing – Suzuki GSX-R 600 84- Anthony Fania – KSW Racing – Yamaha YZF R6 86- Ben Young – BYR/FOGI Racing – Yamaha YZF R6 95- JD Beach – RoadRace Factory Red Bull – Yamaha YZF R6 98- Jake Zemke – Ducshop Racing – Ducati 848 EVO 100- Bostjan Skubic – Riders Discount Vesrah Suzuki – Suzuki GSX-R 600 132- Jake Gagne – RoadRace Factory Red Bull – Yamaha YZF R6 175- Sam Rozynski – Triple Crown Industries – Yamaha YZF R6 229- Darren James – Ruthless Racing Inc – Buell 1125R 240- Frankie Garcia – Tuned Industries ADR – Yamaha YZF R6 700- David Gaviria – LTD Racing – Yamaha YZF R6 721- Shane Horton – Seven Two One Racing – Suzuki GSX-R 600 827- Tommy Aquino – SGA Racing Yamaha Riding School – Yamaha YZF R6 L’albo d’oro della Daytona 200 1937: Ed Kretz (Indian) 1938: Ben Campanale (Harley-Davidson) 1939: Ben Campanale (Harley-Davidson) 1940: Babe Tancrede (Harley-Davidson) 1941: Billy Mathews (Norton) 1947: John Spiegelhoff (Indian) 1948: Floyd Emde (Indian) 1949: Dick Klamfoth (Norton) 1950: Billy Mathews (Norton) 1951: Dick Klamfoth (Norton) 1952: Dick Klamfoth (Norton) 1953: Paul Goldsmith (Harley-Davidson) 1954: Bobby Hill (BSA) 1955: Brad Andrews (Harley-Davidson) 1956: John Gibson (Harley-Davidson) 1957: Joe Leonard (Harley-Davidson) 1958: Joe Leonard (Harley-Davidson) 1959: Brad Andres (Harley-Davidson) 1960: Brad Andres (Harley-Davidson) 1961: Roger Reiman (Harley-Davidson) 1962: Don Burnett (Triumph) 1963: Ralph White (Harley-Davidson) 1964: Roger Reiman (Harley-Davidson) 1965: Roger Reiman (Harley-Davidson) 1966: Buddy Elmore (Triumph) 1967: Gary Nixon (Triumph) 1968: Cal Rayborn (Harley-Davidson) 1969: Cal Rayborn (Harley-Davidson) 1970: Dick Mann (Honda) 1971: Dick Mann (BSA) 1972: Don Emde (Yamaha) 1973: Jarno Saarinen (Yamaha) 1974: Giacomo Agostini (Yamaha) 1975: Gene Romero (Yamaha) 1976: Johnny Cecotto (Yamaha) 1977: Steve Baker (Yamaha) 1978: Kenny Roberts (Yamaha) 1979: Dale Singleton (Yamaha) 1980: Patrick Pons (Yamaha) 1981: Dale Singleton (Yamaha) 1982: Graeme Crosby (Yamaha) 1983: Kenny Roberts (Yamaha) 1984: Kenny Roberts (Yamaha) 1985: Freddie Spencer (Honda) 1986: Eddie Lawson (Yamaha) 1987: Wayne Rainey (Honda) 1988: Kevin Schwantz (Suzuki) 1989: John Ashmead (Honda) 1990: David Sadowski (Yamaha) 1991: Miguel Duhamel (Honda) 1992: Scott Russell (Kawasaki) 1993: Eddie Lawson (Yamaha) 1994: Scott Russell (Kawasaki) 1995: Scott Russell (Kawasaki) 1996: Miguel Duhamel (Honda) 1997: Scott Russell (Yamaha) 1998: Scott Russell (Yamaha) 1999: Miguel Duhamel (Honda) 2000: Mat Mladin (Suzuki) 2001: Mat Mladin (Suzuki) 2002: Nicky Hayden (Honda) 2003: Miguel Duhamel (Honda) 2004: Mat Mladin (Suzuki) 2005: Miguel Duhamel (Honda) 2006: Jake Zemke (Honda) 2007: Steve Rapp (Kawasaki) 2008: Chaz Davies (Kawasaki) 2009: Ben Bostrom (Yamaha) 2010: Josh Herrin (Yamaha) 2011: Jason DiSalvo (Ducati) Alessio Piana

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