Daytona 200: l’impresa del team Latus e di Jason DiSalvo

Daytona 200: l’impresa del team Latus e di Jason DiSalvo

I primi a portare la Ducati al successo a Daytona

Settanta edizioni per il primo trionfo Ducati alla 200 miglia di Daytona. Può bastar questo per raccontare l’impresa del Latus Motors Racing e di Jason DiSalvo, i primi a portare una Ducati (nello specifico la 848 EVO preparata secondo le specifiche della Daytona SportBik) nella “Gatorade Victory Lane” del Daytona International Speedway. Il Latus Motors Racing è (pardon, era) una squadra piccola, totalmente privata, voluta dalla passione di George Latus, titolare del principale concessionario Harley Davidson dell’Oregon. Inizialmente il Latus Motors Racing aveva preso parte alle gare dell’AMA Flat Track e addirittura dei Dragster (Top Fuel), per poi decidere, all’epoca insieme a Buell, di passare ai campionati AMA Pro Road Racing. Dallo scorso anno il passaggio fortemente voluto a Ducati, ingaggiando un ex-vincitore della 200 miglia come Steve Rapp, al via di tutte le gare della Daytona SportBike 2010. Una stagione di apprendistato prima di “aprire il portafoglio” (personale, non c’è un main sponsor) per ingaggiare un pilota professionista come Jason DiSalvo, in cerca del riscatto dopo una deludente parentesi nel Mondiale Supersport con Triumph BE1. Di chiare origini italiane con trascorsi da pilota di Yamaha USA e M4 Suzuki, Jason DiSalvo ha accettato questa sfida cogliendo subito la vittoria alla 200 miglia di Daytona. Se può ritenersi fortunato per l’esposizione della prima bandiera rossa, che ha consentito al proprio team di risistemare la propria Ducati 848 EVO (sostituendo il propulsore, così va in America…), il 27enne pilota dello stato di New York è sempre rimasto nelle posizioni di testa; nella prima frazione duellava con Herrin e Zemke, nella seconda è stato abile ed arruolato a tenersi largo dai contatti “beffando” in volata Cory West, leader all’ingresso del banking dopo un spettacolare sorpasso all’ultima variante. Con un pilota in cerca del riscatto/rilancio, con una squadra soltanto da un paio d’anni nel giro che conta del motociclismo made in USA, la Ducati è riuscita a celebrare una vittoria inseguita per anni e anni con la propria formazione ufficiale e piloti del calibro di Russell, Polen, Spencer, Bayliss, Corser, i fratelli Bostrom e chi più ne ha, più ne metta, oltretutto a cinque anni dal ritiro Ducati dall’AMA Superbike. All’epoca in contrasto con i regolamenti AMA che oggi consentono alla 848 EVO di difendersi degnamente nella classe SportBike con le 4 cilindri 600cc Supersport: e di vincere a Daytona..

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