Daytona 200 Gara: incredibile vittoria di Joey Pascarella

Daytona 200 Gara: incredibile vittoria di Joey Pascarella

Strepitoso finale a 4 piloti per la 200 miglia di Daytona

di Redazione Corsedimoto

Ci sono storie che solo la Daytona 200 sa raccontare. Joey Pascarella, 21enne californiano, è il vincitore della 71esima edizione della 200 miglia ai comandi di una privatissima Yamaha YZF R6 del Project 1 Atlanta, compagine dal budger risicato (certa di correre soltanto a Daytona!), in gara per promuovere l’associazione l’ente benefico “March of Dimes” a sostegno dei bambini in difficoltà nella prima infanzia. Il nativo di Victorville, conosciuto nella nostra penisola per convincenti risultati nel CIV Superstock 600 (una pole position ed un podio all’attivo lo scorso anno), ha concretizzato una vera e propria impresa ed il sogno di una carriera, il tutto soltanto alla terza gara disputata nella classe SportBike e al secondo gettone di presenza alla 200 miglia (15° nell’edizione 2011). Qualificatosi in prima fila con il quarto riferimento cronometrico, in gara l’ex campione AMA SuperSport West Division ha dato prova del proprio talento riuscendo a condurre la contesa complessivamente per 41 delle 57 tornate previste, ma soprattutto gestendo da “veterano” la spettacolare volata finale con 4 piloti in corsa per la vittoria. Tra i più giovani vincitori di sempre alla 200 miglia (resiste il record di Brad Andres, in trionfo nel 1956 a 18 anni compiuti), Pascarella per soli 42 millesimi ha preceduto all’esposizione della bandiera a scacchi il detentore del trofeo Jason DiSalvo (protagonista di una rimonta senza preceduti), per 0″120 Cameron Beaubier e Martin Cardenas, con lo stesso scarto rilevato sul traguardo dal sistema di cronometraggio. Come testimoniato dal numero di giri condotti in prima posizione, la vittoria di Pascarella non è stata frutto del caso, restando nel gruppo di testa sin dalle concitate fasi iniziali della contesa, potendo contare su una Yamaha YZF R6, seppur “immacolata” da sponsor, decisamente competitiva grazie al lavoro del team Project 1 Atlanta di Perry Melneciuc. Senza alcun errore, Pascarella si è presentato all’ultimo giro in testa, riuscendo a resistere agli assalti del poleman colombiano Martin Cardenas (GEICO Suzuki), del compagno di fuga nell’ultimo stint di gara Cameron Beaubier (Graves Yamaha) e di Jason DiSalvo, arrivato davvero ad un soffio dal bis questa volta con la Triumph Daytona 675R del Latus Motors Racing. Nella “Victory Lane” 12 mesi or sono con una Ducati 848 EVO, DiSalvo è stato penalizzato da una sosta anticipata al 13° giro per una vibrazione sospetta al posteriore della propria 3 cilindri britannica, con ogni probabilità causata dal decadimento eccessivo del pneumatico. Ripartito in 32esima posizione con oltre 1 minuto da recuperare, grazie al gioco dei pit-stop e ad un ritmo da qualifica Jason ha riagganciato il gruppo di testa proprio nel rush finale, recuperando mediamente 1″ a giro rispetto alla concorrenza. Per il “bis” è mancato soltanto un pizzico di fortuna nella concitata volata al photofinish, dalla strategia perfetta (replicando in toto tempi e modi dell’attacco decisivo dello scorso anno), ma senza fare i conti con il “traino” inavvertitamente offerto dalla scia di un doppiato a vantaggio di Pascarella. Sfumata la vittoria, resta una gara-capolavoro per DiSalvo, al via con una Triumph Daytona 675R vestita con gli stessi colori del compianto Gary Nixon, leggenda del motociclismo americano, l’ultimo vincitore a Daytona con Triumph nel 1967 con una Tiger 100. Sul podio, nonostante il medesimo distacco con il poleman Martin Cardenas, ha concluso Cameron Beaubier, a tratti vera e propria “ombra” di Pascarella nonostante qualche sbavatura di troppo con la R6 preparata dal Graves Motorsports. Grazie a questo risultato dell’ex pilota ufficiale KTM nel mondiale 125 GP (compagno di squadra di Marc Marquez nel 2009), la Yamaha completa un prestigioso 1-3 a suggellare la 21esima affermazione (terza negli ultimi 4 anni) a Daytona proprio nell’ambito delle celebrazioni per il 40° anniversario della prima, storica vittoria datata 1972 ad opera del figlio d’arte Don Emde. Fuori dalla lotta per il primato per una sciagurata seconda sosta ai box ha concluso in 5° piazza Dane Westby (M4 Suzuki), lasciandosi alle spalle l’ex vincitore e poleman nel 2011 Jake Zemke, buon 6° con la Ducati 848 EVO del Ducshop Racing, uscito vincitore dalla volata del secondo gruppo a scapito di Tommy Hayden, tornato alla 200 miglia a distanza di 11 anni dall’ultima presenza del 2001, sostituto “in corsa” in Graves Yamaha dell’infortunato Garrett Gerloff, KO con il femore destro fratturato per un pauroso highside nelle prove del venerdì. Per quanto concerne i nostri due portabandiera, Nico Vivarelli all’esordio ha concluso in 25esima posizione con la Yamaha del Team Race APEX mentre Dario Marchetti, al rientro a Daytona dopo successi maturati tra Battle of the Twins e Sound of Thunder, è stato costretto al ritiro nel corso dell’undicesimo giro con la Ducati 848 EVO del Ducshop Racing. Per tutti la rivincita nel marzo 2013, alla ricerca di un altro “upset” come Joey Pascarella, già propriamente ribattezzato come “The Ultimate Underdog”. Cronaca di Gara Alle 13:00 in punto semaforo verde per la 71esima edizione della 200 miglia di Daytona con 46 piloti regolarmente schierati in griglia di partenza, Martin Cardenas (GEICO Suzuki) in pole position affiancato in prima fila da Cameron Beaubier (Graves Yamaha), Jason DiSalvo (il più veloce nel Warm Up su Triumph Latus Motors Racing) e Joey Pascarella (Yamaha Project 1 Atlanta) con i nostri Nico Vivarelli e Dario Marchetti rispettivamente in 32esima e 42esima posizione. Tutto è pronto al Daytona International Speedway con 57 giri del “Long Course” da percorrere in meno di 2 ore: accensione, spegnimento del semaforo… via! E’ Cameron Beaubier a conquistare l’hole-shot alla prima curva, lasciandosi alle spalle Aquino (scattato come un centometrista dalla seconda fila), Cardenas e Westby, malissimo DiSalvo addirittura 11°. Ben presto i piloti arrivano al “West Banking” con Westby che sfrutta l’effetto slingshot offerto da una tripla-scia davanti a se, conclude in testa il primo giro con Aquino, Beaubier, Cardenas e Pascarella appaiati, già a 1″ un folto gruppo di inseguitori composto nell’ordine da Solis, Zemke, Nash, Gagne, Tommy Hayden, West, DiSalvo e JD Beach. Non cambia la situazione nelle fasi iniziali della contesa con il quintetto di testa che abbozza un tentativo di fuga nei confronti del secondo gruppo da 8 piloti, mettendo tra Pascarella (5°) e Zemke (6°) ben 2″. Solite scorribande nel banking di Daytona con il capoclassifica Dane Westby, giovato dalle doti velocistiche della propria Suzuki GSX-R 600, che riesce ad amministrare la situazione completando (ed è una notizia per la 200 miglia) ben quattro giri consecutivi in testa. Proprio in questo momento la corsa entra nel vivo: Joey Pascarella è il più deciso e si presenta con un’improvida staccata a piede sinistro in fuori all’ingresso della chicane “Bus Stop”, con la conseguenza inevitabile di vedersi sfilato in uscita nella sopraelevata della NASCAR 4 dai compagni di fuga Westby, Beaubier, Aquino e Cardenas. Cerca la rimonta Jason DiSalvo, passato in men che non si dica dall’undicesima alla quinta posizione segnando un significativo 1’50″205 nel corso del 5° giro. La lotta del quintetto in fuga consente al gruppone degli inseguitori di rifarsi sotto, tanto che si riagganciano nell’ordine proprio DiSalvo, Zemke, Solisa, Gagne e Beaubier, proponendo una pattuglia acrobatica di 9 piloti racchiusa in 8 decimi (!) tra il leader Pascarella e Beaubier, scivolato al 9° posto per una piccola sbavatura all’ingresso della prima curva. Per quanto concerne i nostri due portabandiera, Nico Vivarelli è 33esimo, Dario Marchetti 43esimo con il proprio compagno di squadra al Ducshop Racing Zake Zemke ora 5° ed il più veloce in pista in 1’50″203. Il capoclassifica Pascarella sbaglia nel corso del 9° giro alla rinomata curva 3 (la “International Horseshoe”), spalanca le porte a Westby che si ripresenta in testa dovendo ora difendersi da un rimontante Beaubier, abile a portarsi al comando con una decisa staccata alla “Bus Stop”, passato dal 9° al 1° posto in poco meno di due giri! Si arriva così a doppia cifra nel computo delle tornate percorse senza ulteriori scossoni degni di nota nella corsa al primato; discorso ben diverso per il nostro Dario Marchetti, costretto al ritiro nel corso dell’undicesimo passaggio lasciando a Nico Vivarelli (30°) l’onere e l’onore di tener alto il tricolore a Daytona. Giunti al 13° giro si registra il primo effettivo colpo di scena della contesa: in pieno “front straight” Jason DiSalvo, in piena corsa per la leadership, si alza dalla propria moto scrutando in maniera sospetta il retrotreno della propria Triumph Daytona 675R. Problemi di gomme? Purtroppo, e siamo soltanto a 1/5 di gara, sì: il detentore del trofeo taglia la “Bus Stop” rientrando poco più tardi in pit lane per una prolungata sosta ai box. Doverosa sostituzione del pneumatico posteriore, ripartirà in 32esima posizione esattamente a 1 minuto e 2″ secondi dal gruppo di testa, il tutto per il legittimo disappunto generale sotto la tenda del Latus Motors Racing. Uno dei candidati alla vittoria saluta (solo momentaneamente?) la compagnia, ma la corsa è più viva che mai con Westby, Pascarella, Aquino, Beaubier, Cardenas e Zemke nell’ordine nelle prime 6 posizioni, ora impegnati a scrollarsi di dosso due (sciagurati) doppiati, con Westby arrivato ad un soffio dal patatrac all’ingresso dell’infield. Altri problemi per Benny Solis, giovane californiano vice-campione AMA SuperSport West Division in carica, costretto ad una sosta anticipata ai box ritrovandosi addirittura contromano nelle vie di fuga del back straight. Al 18° giro inizia, secondo copione, il valzer delle soste ai box: rientrano Tommy Hayden e Jake Gagne, si fa sul serio nella successiva tornata con Zemke, Cardenas, Pascarella e Beaubier uno dopo l’altro in pit lane. Proseguono invece, seppur per poco, Westby e Aquino, con il 22esimo giro che offre l’opportunità di fare il punto della situazione al termine della prima di due soste in programma: Beaubier si ripresenta al comando con Pascarella e Cardenas a stretto contatto, sconta dalla 4° posizione 6 secondi tondi tondi Westby, a seguire Aquino (+ 12″), West (+ 17″), addirittura a 24″ Zemke avvicinato da Jason DiSalvo, tornato in corsa con una strategia completamente stravolta per la sosta anticipata (con una 30ina di secondi complessivamente persi) del 13° giro. Nessun cambiamento degno di nota quando si varca il giro di boa della contesa: al 28° giro Pascarella conduce su Beaubier e Cardenas, distacchi invariati per Westby e Aquino, raggiunge la sesta posizione un rimontante Jason DiSalvo (ritmo da 1’50” basso), il più veloce in pista tanto da ridurre lo svantaggio a 20″. I difficoltosi doppiaggi sono una manna dal cielo per consentire a Dane Westby di ricongiungersi al terzetto in fuga, tanto che al 35° giro addirittura sopravanza Pascarella presentandosi in testa con la seconda sosta ai box all’orizzonte. Comprensibilmente il primo a rientrare in pit-lane è Jason DiSalvo (37° giro), ma il decadimento eccessivo degli pneumatici obbliga anche gli altri protagonisti della 200 miglia ad anticipare la seconda sosta: al 38° passaggio è il turno di due dei quattro fuggitivi, Beaubier e Pascarella (quest’ultimo rischiando di toccare il muretto che delimita la corsia di rientro in pista), al 39° tocca a Martin Cardenas, come per la prima sosta prosegue per un giro supplementare Dane Westby, rientrato soltanto al 40° passaggio. Una strategia vincente? In teoria sì, in pratica no: i meccanici del team M4 incontrano qualche problema di troppo nella sostituzione del pneumatico anteriore, la sosta dura complessivamente 42″7 (cronometrati) contro i canonici 15, massimo 20 secondi. Che disdetta per Westby, addio sogni di gloria alla 200 miglia per il secondo anno consecutivo: travolto da Josh Herrin a pochi metri dal traguardo 12 mesi or sono, fuori dai giochi oggi per un banale problema al pit. Senza Westby (5° a 29″) la classifica sembra ormai delineata per l’ultimo stint di gara. Beaubier e Pascarella, i primi “big” a rientrare ai box, conducono ora con 6 secondi di margine su Cardenas (sosta lenta, guarda caso stesso team di Westby…), ma è il distacco di Jason DiSalvo (5°) a sorprendere: soltanto 14″, sostanzialmente dimezzato il gap da quel problema del 13° giro. Il countdown recita “10 Laps to Go” e la gara, ora come non mai, è apertissima. Pascarella e Beaubier a confronto per il primato, ma questa lotta fratricida permette a Cardenas e DiSalvo di portarsi rispettivamente a 5 e 9 secondi: con un passo-gara più veloce 1″ a giro, la rimonta è possibile. Cercano di amministrare situazione di vantaggio e pneumatici i due giovani fuggitivi con Pascarella che sembra il più impiccato, non affonda la staccata invece Beaubier limitandosi a seguire il giovane connazionale (e conterraneo: entrambi californiani) in attesa del “rush finale”. La loro giovane età, seppur diverse stagioni di motociclismo ad alti livelli, è deleteria in questo momento decisivo della corsa: Cardenas riduce il gap a 4 secondi, a 8″ c’è DiSalvo, in più i doppiati di certo non aiutano. Beaubier decide così di rompere gli indugi a 6 giri dal termine sfruttando un errore di Pascarella all’ingresso della “International Horseshoe”, ma tutte le attenzioni sono doverosamente rivolte verso Martin Cardenas: 4″, 2″9, 1″2 a quattro giri dal termine, incredibile da dirsi, ma il coriaceo pilota colombiano gli ha ripresi. Inizia una nuova gara a -3 dall’esposizione della bandiera a scacchi con Beaubier, Pascarella e Cardenas all’attacco, ma anche DiSalvo non scherza, con uno svantaggio sceso addirittura a soli 2″9. Il terzetto di testa inaugura una lotta fratricida che fa il gioco proprio del vincitore dell’edizione 2011, che in un solo giro (!) riacciuffa i tre fuggitivi proponendo un incredibile finale a 4 per la vittoria. A -2, prima ed ultima prova di volata: Pascarella transita con 46 millesimi di vantaggio su Beaubier, 160 su Cardenas, 164 su DiSalvo, nessuno abbozza manovre offensive, aspettando soltanto l’evolversi di questa bagarre. Il poker d’assi percorre la penultima tornata del “Long Course” di Daytona, sventola finalmente la bandiera bianca: inizia il 57esimo ed ultimo giro, Cardenas è il primo a provarci passando Beaubier per la seconda posizione alla curva 3. I quattro appaiati si presentano nel primo banking della NASCAR 3, DiSalvo grazie ad una tripla scia svernicia in un sol colpo Cardenas e Beaubier proponendosi come primo avversario di Pascarella. Si va verso la “Bus Stop”, in uscita nell’ordine Pascarella, DiSalvo, Cardenas e Beaubier si apprestano alla volata finale prendendo velocità nell’ultima sopraelevata della NASCAR 4: DiSalvo prova a replicare la manovra vincente del 2011, ma non ha fatto i conti con un doppiato che consente a Pascarella di guadagnare lo spunto decisivo negli ultimi metri, conquistando una vittoria che vale una carriera. Vince Joey Pascarella, Jason DiSalvo è 2° a 48 millesimi, transitano con lo stesso distacco di 0″112 Beaubier e Cardenas, con il photofinish che assegna la terza posizione a Beaubier. A 44″ transita un protagonista mancato come Dane Westby, la seconda volata premia con il sesto posto Jake Zemke per soli 16 millesimi su Gagne, a seguire Aquino e West a completare la top-10, mentre il nostro Nico Vivarelli conclude la prima esperienza a Daytona con il 25° posto finale nel gran giorno di Joey Pascarella, a 20 anni tra i più giovani vincitori di sempre in 71 edizioni della Daytona 200. DAYTONA 200 2012 Classifica Finale 01- Joey Pascarella – Project 1 Atlanta – Yamaha YZF R6 – 57 giri in 1h47’17.579 02- Jason DiSalvo – Team Latus Motors Racing – Triumph Daytona 675R – + 0.048 03- Cameron Beaubier – Yamaha Extended Service Graves – Yamaha YZF R6 – + 0.112 04- Martin Cardenas – GEICO Suzuki – Suzuki GSX-R 600 – + 0.112 05- Dane Westby – M4 Broaster Chicken Suzuki – Suzuki GSX-R 600 – + 44.354 06- Jake Zemke – Ducshop Racing – Ducati 848 EVO – + 47.418 07- Tommy Hayden – Yamaha Extended Service Graves – Yamaha YZF R6 – + 47.531 08- Jake Gagne – RoadRace Factory Red Bull – Yamaha YZF R6 – + 47.547 09- Tommy Aquino – SGA Racing Yamaha Champions School – Yamaha YZF R6 – + 47.643 10- Cory West – Riders Discount Vesrah Suzuki – Suzuki GSX-R 600 – + 58.335 11- JD Beach – RoadRace Factory Red Bull – Yamaha YZF R6 – + 1’22.196 12- Robertino Pietri – KATRA/SGA Racing – Yamaha YZF R6 – + 1’43.441 13- Michael Beck – Full Tuck Racing – Yamaha YZF R6 – a 1 giro 14- Bobby Fong – Meen Motorsports Racing – Yamaha YZF R6 – a 1 giro 15- David Gaviria – LTD Racing – Yamaha YZF R6 – a 1 giro 16- Barrett Long – Longevity Racing – Ducati 848 EVO – a 1 giro 17- Shawn Higbee – Higbee Racing – Buell 1125R – a 1 giro 18- Fernando Amantini – Team Amantini – Kawasaki ZX-6R – a 1 giro 19- Bostjan Skubic – Riders Discount Vesrah Suzuki – Suzuki GSX-R 600 – a 1 giro 20- Ben Young – BYR/FOGI Racing – Yamaha YZF R6 – a 2 giri 21- Josh Galster – Josh Galster Racing – Yamaha YZF R6 – a 2 giri 22- Reese Wacker – MOB Racing – Yamaha YZF R6 – a 2 giri 23- Paul Allison – Triple Crown Industries – Yamaha YZF R6 – a 2 giri 24- David Sadowski – Top Shelf Motorcycles Racing – Suzuki GSX-R 600 – a 2 giri 25- Nico Vivarelli – APEX/Mousebox Racing – Yamaha YZF R6 – a 2 giri 26- Melissa Paris – Sea Miracle Yamaha Racing – Yamaha YZF R6 – a 3 giri 27- Pat Mooney – Pat Mooney Racing – Buell 1125R – a 3 giri 28- Shane Narbonne – MOB Racing – Yamaha YZF R6 – a 3 giri 29- Anthony Fania – KSW Racing – Yamaha YZF R6 – a 3 giri 30- Dalton Dimick – Gearzy Racing – Yamaha YZF R6 – a 3 giri 31- Ricky Orlando – Ricky Orlando Racing – Kawasaki ZX-6R – a 3 giri 32- Jeff Wrobel – Wrobel Racing – Yamaha YZF R6 – a 4 giri 33- Sam Rozynski – Triple Crown Industries – Yamaha YZF R6 – a 6 giri 34- Scott Ryan – Stiles Racing – Yamaha YZF R6 – a 6 giri 35- Bryce Prince – Rotobox/Nexx – Yamaha YZF R6 – a 14 giri 36- Frankie Garcia – Aussie Dave Racing – Yamaha YZF R6 – a 25 giri 37- John Ashmead – Peter Brady Racing – Kawasaki ZX-6R – a 28 giri Alessio Piana

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