Daytona 200: cronaca del trionfo di Jason DiSalvo e Ducati

Daytona 200: cronaca del trionfo di Jason DiSalvo e Ducati

La cronaca di gara della 200 miglia di Daytona 2011

Condizioni climatiche perfette (temperature superiori ai 30°) per la 70° edizione della Daytona 200. Alla partenza Jake Zemke, autore della pole position, viene beffato da Jason DiSalvo che passa a condurre alla staccata della prima curva con la Ducati 848 EVO del Latus Motors Racing. La risposta del vincitore dell’edizione 2006 non si fa attendere ed arriva in pieno banking alla conclusione del primo giro riconquistando subito il comando della contesa su DiSalvo, Eslick e Josh Herrin scattato benissimo dall’ottava posizione in griglia. Costretto alla resa Eric Bostrom, sfortunatissimo nel weekend: la sua Kawasaki Ninja ZX-6R si ammutolisce per la disperazione dalla tenda in pit lane del team Attack Performance, compagine vittoriosa a Daytona nel 2007 e 2008 con Steve Rapp e Chaz Davies. La corsa senza uno degli attesi protagonisti va avanti con Zemke a condurre in gruppetto dei fuggitivi tra i quali tenta di riagganciarsi PJ Jacobsen, il più veloce nel Warm Up con la Ducati 848 EVO del Celtic Racing preparata da Fast by Ferracci. Purtroppo il 17enne talento americano vola a terra alla prima curva nel tentativo di conquistare la sesta posizione: proverà a ripartire, salvo poi ritirarsi poco più tardi per un problema al propulsore. Si arriva con tempi record in prossimità della prima sosta ai box: al 15° giro è Danny Eslick, polesitter del 2010, in testa con la Suzuki GSX-R 600 del Richie Morris Racing, lasciandosi alle spalle l’acerrimo rivale Josh Herrin (con il quale è arrivato quasi alle mani lo scorso anno a Birmingham), Jason DiSalvo, Jake Zemke ed il sorprendente JD Beach, campione AMA SuperSport East Division in carica, secondo pilota del team Kawasaki Cycle World Attack e all’esordio nella Daytona SportBike dopo successi maturati nella Red Bull Rookies Cup e nell’AMA Flat Track (Indy Mile su tutte). Giunti al 18° giro inizia la concitata fase dei doppiaggi: Eslick è bravo a farsi largo tra i piloti più lenti guadagnando un minimo vantaggio sugli inseguitori. Servirà a poco, perchè proprio lui inaugura la fase della prima di due soste ai box per rifornimento e cambio gomme: il suo team ci mette un pò tanto che, alla ripartenza, avrà perso ben 4 posizioni. Alla tornata successiva è la volta di Jake Zemke, Josh Herrin e Jason DiSalvo, con i primi due arrivati quasi al contatto all’ingresso della corsia dei box. Passa così provvisoriamente a condurre JD Beach, ai box nel corso del 21° giro quando si ricompone la reale classifica della 200 miglia: Herrin conduce su Zemke e DiSalvo, Eslick più staccato in bagarre con Knapp e proprio JD Beach. Se i tre si danno battaglia con continui capovolgimenti di fronte (DiSalvo con la Ducati tiene il confronto velocistico e motoristico con le R6 di Herrin e Zemke), dietro si registra il colpo di scena che condizionerà la contesa. Giusto al 25° passaggio Danny Eslick, 7 tornate dopo la sosta ai box, per una (presunta) perdita di pressione del pneumatico anteriore vola a terra a oltre 160 mph (250 km/h) in uscita dalla curva sopraelevata NASCAR 4. Miracolato, Eslick non si fa nulla e riuscirà addirittura a rientrare ai box riprendendo, con tre giri di distacco, la corsa. Senza Eslick adesso è Josh Herrin leader su Zemke e DiSalvo, quarto è JD Beach attualmente il più veloce in pista, ma senza la possibilità di “drafting”, ovvero di prendere una scia buona per recuperare i 4″ di svantaggio dal terzetto di testa. Si giunge al 28° giro e Jason DiSalvo, all’ingresso della curva 1, quasi tampona Josh Herrin: sembra accusare un problema tecnico alla propria Ducati 848, ma in realtà è nuovamente dovuto al pneumatico anteriore. I delegati AMA Pro Racing propendono così per l’interruzione della corsa al 29° giro con “mandatory front tyre change”, ovvero la sostituzione obbligatoria del pneumatico incriminato. La classifica alla precedente tornata propone così Jake Zemke in testa con 57 millesimi su Josh Herrin, 90 su Jason DiSalvo, a 5″ JD Beach, a 13″ Cory West, più staccati Aquino, Westby, lo sloveno Skubic, Knapp e Villa a completare la top-10. Potrà ripartire dalla 36esima e ultima posizione Danny Eslick, staccato tuttavia di 3 giri. Con il cambio-gomme imposto a tutti i partecipanti, teoricamente per la ripartenza sarebbe questione di minuti: in realtà la sosta si prolunga ad un paio d’ore, con i delegati AMA Pro Racing ed i tecnici Dunlop che studiano tutte le soluzioni possibili per evitare il ripetersi del problema riscontrato nella “prima manche”. La prima decisione è di accorciare la distanza di gara: da 30 a 15 giri, con i 28 già percorsi la Daytona 200 diventa una… 147 miglia! Primo tentativo di restart alle 15:15 locali, ma la partenza slitta alle 15:30, poi alle 15:45 ed, infine, alle 15:50. Due giri di formazione in griglia, finalmente si riparte: Jake Zemke dalla pole conserva la leadership, tutto il gruppo arriva alla prima curva e… boom! Tre piloti (Russ Wikle, Barrett Long e Jason Farrell) a contatto con il risultato di ritrovarsi a terra e la presenza di olio in pista. Nuova bandiera rossa, si ripartirà con un nuovo Warm Up Lap fortunatamente senza la precedente ed interminabile sospensione. Al terzo via è Jason DiSalvo, miracolato al primo start, a prendere la leadership su Zemke, Herrin, Beach, Westby, Holden, West e Knapp, gruppo compatto di otto piloti protagonista del concitato finale della “Daytona 142”. In testa passano praticamente tutti, quasi in NASCAR Style: Beach, Zemke, addirittura Cory West che corre con una privatissima Suzuki preparata da Yoshimura del team Vesrah. Si difende bene la gialla GSX-R 600 #57, equilibrata all’ingresso della doppia-variante di Daytona, ma anche nel Banking dove resiste alla pattuglia di Yamaha e Ducati. A sei giri dalla bandiera a scacchi è proprio Cory West a condurre davanti a Josh Herrin e Jake Zemke, ma Jason DiSalvo e compagnia sono ad un battito di ciglia. Non Jake Holden: la sua Ducati 848 del Roberson Motorsports si ammutolisce ed è malinconicamente costretto alla resa. Da 8 a 7 piloti, da Cory West a Josh Herrin come nuovo leader della contesa. Il vincitore dell’edizione 2010 della 200 miglia ha vita durissima, resiste al comando soltanto per un giro aprendo la porta a Jake Zemke, compagno di battaglia sin dal primo via. Si arriva presto all’ultimo giro: passa nuovamente in testa Josh Herrin che si presenta da leader davanti a Jake Zemke e la Kawasaki di JD Beach, seguono Dane Westby, Jason DiSalvo e Cory West. Proprio quest’ultimo alla variante opposta al rettilineo dei box prende la testa della corsa, ma viene sfilato prima in prossimità del traguardo da Jason DiSalvo che taglia per primo il traguardo, ma… ecco l’ennesimo colpo di scena! Taylor Knapp e Dane Westby giungono al contatto all’ingresso della curva 4, volano paurosamente a terra (nessuna conseguenza fisica), bandiera rossa! Classifica dunque al giro precedente con Josh Herrin vincitore per il secondo anno consecutivo? No, l’AMA Pro Racing propende (giustamente) per assegnare la vittoria a Jason DiSalvo, al momento della red flag in testa davanti a Cory West, Jake Zemke, JD Beach, Josh Herrin e Dane Westby, riprendendo il regolamento attivo nella NASCAR Sprint Cup. Vince così Jason DiSalvo con il Team Latus Motors Racing, la Ducati per la prima volta conquista il successo alla 200 miglia (147 a dire il vero…) di Daytona. AMA Pro Daytona SportBike 2011 Daytona 200, Classifica Gara 01- Jason DiSalvo – Team Latus Motors Racing – Ducati 848 – 42 giri 02- Cory West – Vesrah Suzuki – Suzuki GSX-R 600 – + 0.029 03- Jake Zemke – Project 1 Atlanta – Yamaha YZF R6 – + 0.154 04- JD Beach – Cycle World Attack Performance – Kawasaki ZX-6R – + 0.219 05- Josh Herrin – Monster Energy Graves Yamaha – Yamaha YZF R6 – + 0.364 06- Dane Westby – M4 Suzuki – Suzuki GSX-R 600 – a 1 giro 07- Taylor Knapp – Vesrah Suzuki – Suzuki GSX-R 600 – a 1 giro 08- Tommy Aquino – YES Pat Clark Graves – Yamaha YZF R6 – a 1 giro 09- Bostjan Skubic – Inotherm Yamaha Team Slovenia – Yamaha YZF R6 – a 1 giro 10- Fernando Amantini – Team Amantini – Kawasaki ZX-6R – a 1 giro 11- Cameron Beaubier – Crozier Motorsports – Yamaha YZF R6 – a 1 giro 12- Santiago Villa – RoadRacingWorld.com Suzuki – Suzuki GSX-R 600 – a 1 giro 13- Paul Allison – Triple Crown Industries – Yamaha YZF R6 – a 1 giro 14- Kris Turner – Turner’s Cycle Racing – Suzuki GSX-R 600 – a 1 giro 15- Huntley Nash – LTD Racing YES Yamaha – Yamaha YZF R6 – a 1 giro 16- Joey Pascarella – Run 1 Racing Motorsports – Yamaha YZF R6 – a 2 giri 17- Jason Farrell – Martinez Motorsports – Kawasaki ZX-6R – a 2 giri 18- Tyler O’Hara – GP Bike Parts – Yamaha YZF R6 – a 2 giri 19- Melissa Paris – HT Moto Yamaha – Yamaha YZF R6 – a 2 giri 20- David Sadowski Jr – Top Shelf Motorcycles Racing – Ducati 848 – a 2 giri 21- Ricky Orlando – Orlando Racing – Kawasaki ZX-6R – a 2 giri 22- Reese Wacker – Wacker Racing LLC – Suzuki GSX-R 600 – a 2 giri 23- Pat Mooney – Pat Mooney Racing – Buell 1125R – a 2 giri 24- Anthony Fania – KSW Racing – Suzuki GSX-R 600 – a 2 giri 25- Luiz Cerciari – Cerciari Racing School – Suzuki GSX-R 600 – a 2 giri 26- Sam Rozynski – Triple Crown Industries – Yamaha YZF R6 – a 2 giri 27- David McPherson – McNology Racing – Yamaha YZF R6 – a 2 giri 28- Lyles Sanders – Sanders Racing – Yamaha YZF R6 – a 3 giri 29- Giuseppe Messina – Metric Devil Moto – Yamaha YZF R6 – a 3 giri 30- Scott Decker – Phantom Freightlines Racing – Suzuki GSX-R 600 – a 3 giri 31- Ray Hofman – RayBren Racing – Honda CBR 600RR – a 4 giri 32- Jake Holden – Roberson Motorsports – Ducati 848 – a 5 giri Alessio Piana

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