All Japan Superbike Autopolis: vince Tatsuya Yamaguchi

All Japan Superbike Autopolis: vince Tatsuya Yamaguchi

Crash nelle prime posizioni

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Che l’appuntamento di Autopolis risultasse quasi “determinante” per le sorti dell’All Japan Superbike classe JSB1000 di questa stagione lo si sapeva sin dalla vigilia. Essendo l’ultimo round prima del doppio-impegno nelle gare di durata a Suzuka (con la 300 kilometri a giugno e la 8 ore nel mese di luglio), per tutti i piloti e squadre era necessario “fare” il risultato, portando così punti importanti per la classifica. Per questo che la gara di Autopolis, tracciato di proprietà Kawasaki, è risultato più spettacolare che mai ed ha celebrato il trionfo di Tatsuya Yamaguchi, pilota del team HARC-PRO con la Honda CBR 1000RR ex-ufficiale HRC. Yamaguchi con questa affermazione ha conquistato la leadership di campionato a quota 62 punti, precedendo Chojun Kameya che non è andato oltre la settima posizione con la Fireblade del team Sakurai. Naturalmente festeggia Yamaguchi e ne ha ben ragione di farlo: i suoi avversari si sono letteralmente “eliminati” quando la battaglia si stava facendo infernale.

Con un gruppetto di testa composto da cinque piloti, al 15° dei 18 giri in programma si è registrato un contatto tra Daisaku Sakai (Yoshimura Suzuki) e Shinichi Itoh (Keihin Kohara Honda): ad avere la peggio è stato l’ex pilota del Mondiale 500cc, caduto e, ripartito, ha chiuso solo ottavo perdendo terreno in classifica. Questa caduta ha di fatto “spezzato” il gruppo, consentendo a Yamaguchi di vincere in tranquillità con 5 secondi di vantaggio sullo stesso Sakai e Katsuyuki Nakasuga, Campione in carica solo terzo con la nuova Yamaha YZF R1 che è, in Giappone, in notevole ritardo di sviluppo, tanto che la casa dei Tre Diapason ha deciso di non prender parte alla prossima 300 kilometri di Suzuka proprio per sviluppare la nuova Superbike.

Tra gli altri protagonisti di Autopolis bisogna parlare di Akira Yanagawa, straordinario quarto con la Kawasaki Ninja ZX-10R ufficiale del Team Green. D’accordo, su questa pista ci ha fatto i solchi nell’inverno, e tutte le “Verdone” sono risultate più che competitive, basti pensare alla sesta posizione di Hidemichi Takahashi (Team Green) o la nona del rientrante Hitoyasu Izutsu (Trick Star Racing), tornato dopo l’infortunio alla clavicola di Tsukuba. Questo non toglie ragionevolmente i meriti al leggendario pilota del motociclismo giapponese, capace di sfiorare il podio in una stagione che non doveva nemmeno vederlo al via: fino a poche settimane dalla partenza del campionato, infatti, la Kawasaki aveva ritirato la partecipazione ufficiale al campionato giapponese così come accaduto in MotoGP.

Alessio Piana

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