8h Suzuka: bilancio, analisi e curiosità dei primi Official Test 2018

8h Suzuka: bilancio, analisi e curiosità dei primi Official Test 2018

Due giorni di prove sotto il diluvio, ma con tanti spunti d’interesse: cosa hanno detto i primi Test ufficiali della 8 ore di Suzuka 2018.

di Alessio Piana, @alessiopiana130
Takaaki Nakagami con la Honda CBR HRC a Suzuka

Se non altro, nell’eventualità di una gara sotto la pioggia, squadre e piloti di riferimenti su pista bagnata ne hanno che metà basta. Di fatto questa potrebbe essere l’unica valutazione di rilievo emersa da una due-giorni di Official Test della 8 ore di Suzuka 2018 che ha lasciato poco spazio all’inventiva e, soprattutto, poche “finestre” per macinare chilometri in condizioni quantomeno praticabili. Il diluvio abbattutosi sul tracciato dell’ottovolante ha limitato allo stretto indispensabile le attività in pista, favorendo indirettamente gli assenti o chi ha semplicemente preferito (vedi Yamaha Factory) declinare il primo confronto diretto con la concorrenza in vista della 41esima edizione della gara-delle-gare.

PIOGGIA PROTAGONISTA – Come sempre in questi casi c’è il rovescio della medaglia. Le squadre presenti ai cosiddetti “Manufacturer/Tyre Test” di dati e riferimenti su pista bagnata ne hanno acquisiti a sufficienza per andare sul sicuro nell’eventualità di una 8 ore bagnata dalla pioggia. Non ci credete? Chiedere a Dominique Aegerter, dal 2014 presenza fissa a Suzuka, passato quest’anno da F.C.C. TSR ad HARC-PRO Honda. “Rispetto alla CBR 2017 ho notato grandi differenze su pista bagnata: sono stati, per davvero, due giorni di test produttivi“, l’ammissione dell’attuale pilota Kiefer Moto2, non l’unico ad aver massimizzato il più possibile il tempo a disposizione. “Sono arrivato a Suzuka all’ultimo momento utile per i miei impegni MotoGP“, ricorda Takaaki Nakagami, “ma nonostante la stanchezza ed il jet lag ho cercato di girare il più possibile. Non mi era mai capitato di provare a lungo la CBR su pista bagnata in questi due anni, ora ci sono. Questo, nel caso dovesse piovere in gara, per noi sarà un vantaggio“. Già, perché a Suzuka non si può mai dare nulla per scontato, anche per un discorso relativo alla legge dei grandi numeri: una 8 ore bagnata (non soltanto un temporaneo scroscio come nella prima ora dell’edizione 2017) non si vive dal 2014, all’epoca persino accorciata a 6 ore e 30 minuti di gara per il diluvio incontrato in prossimità del via…

TANTE INCOGNITE – Quel che è certo tutti, ma proprio tutti, i team presenti ai primi Test sperano di incontrare nella conclusiva tre-giorni di prove in agenda settimana prossima condizioni meteorologiche favorevoli. Più che un desiderio, si tratta di una necessità: Factory Team (Yamaha, HRC, Yoshimura, Kawasaki Team Green e pochi altri) a parte, pochi hanno avuto l’occasione di provare con le moto in configurazione “8 tai” in dei test privati a Suzuka. Inoltre quest’anno si prevede un’edizione legata molto alla gestione dei consumi (con Honda che sembra consumare decisamente meno rispetto alla concorrenza…), pneumatici (obbligatorietà per tutti delle specifiche da 17″) e strategie. Rifinire il tutto nella conclusiva tre-giorni di prove è un auspicio condiviso all’unisono.

HRC RUBA LA SCENA – Se sul piano cronometrico c’è poco da parlare, tra giovedì e venerdì in pista ha inevitabilmente rubato la scena lo squadrone ufficiale HRC. La CBR 1000RRW, vestita con i colori Red Bull, ha fatto bella mostra di sé sul piano estetico e tecnico, con tante novità rispetto al 2017 (motore, forcellone), confermando alcune soluzioni (sospensioni Ohlins, elettronica chiaramente Magneti Marelli) intraprese dall’edizione 2016. Per riappropriarsi del trofeo la casa dell’ala dorata punterà sulla certezza Takumi Takahashi, su di un Takaaki Nakagami che deve farsi perdonare la scivolata dello scorso anno e Leon Camier che a Suzuka nelle sue pregresse esperienze ci ha sempre messo del suo. Sarà la volta buona? Sulla carta non sembra mancar nulla, organizzazione al box compresa: nelle prove di pit-stop il Team HRC (pardon, Red Bull Honda with Japan Post) è stato di gran lunga il più veloce rispetto alla concorrenza…

Dominique Aegerter difenderà i colori del team HARC-PRO Honda
Dominique Aegerter difenderà i colori del team HARC-PRO Honda

EQUIPAGGI DA DEFINIRE – Se HRC dovesse mancare il bersaglio, se non altro Honda si è garantita l’apporto di altre squadre “satellite” che possono dire la loro: da HARC-PRO a F.C.C. TSR (che penserà a come aggiudicarsi il titolo iridato FIM EWC), passando per Moriwaki, Sakurai, SuP, Honda Asia o Honda Suzuka Racing Team, quattro delle quali con la disponibilità di propulsori HRC. In tutto questo, già che c’era, la casa dell’ala dorata ha persino ingaggiato Randy De Puniet come “riserva” d’eccezione: ha girato con HARC-PRO, potrebbe subentrare in corso d’opera con il team F.C.C. TSR bissando l’esperienza dello scorso anno. Quando si dice non lasciare nulla al caso…

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy