Volt e (RI)volt: le moto elettriche da corsa hanno un futuro?

Volt e (RI)volt: le moto elettriche da corsa hanno un futuro?

Dorna nel 2019 lancerà un monomarca E di contorno alla MotoGP. Interessa a molti, ma i problemi sono enormi…

di Massimiliano Garavini
La Sarolea elettrica in prova ad Aragon guidata da Loris Capirossi

Quando il motorsport va in letargo inizia il tempo delle speculazioni. Alcune inutili, altre fittizie, altre ancora interessanti. Non è certo passata in secondo piano la notizia che l’ex boss delle corse di Michelin, Nicolas Goubert, sia finito a libro paga DORNA.  Il francese farà il direttore esecutivo della E-World Cup, il campionato per moto elettriche che dal 2019 sarà uno degli eventi di contorno della MotoGP. Nella foto d’apertura: Loris Capirossi in prova con la belga Sarolea ad Aragon.

PRESTAZIONI – Dici elettrico e invariabilmente pensi: “va piano”. Mancano ancora molte cose – troppe, suggerisce qualcuno – perché un campionato per moto senza motore a combustione interna, diventi interessante. Non c’è il rumore, non ci sono le prestazioni, non c’è l’autonomia. Il confronto col mondo auto è improponibile: gli investimenti nel settore delle due ruote sono importanti, ma niente di paragonabile con le quattro ruote. Così ci si arrabatta come si può. Si farà, non si farà, sarà un buco nell’acqua ? Sì probabilmente, quasi certamente all’inizio, in futuro chissà. La direzione verso la mobilità elettrica è tracciata, ma non è detto che sia l’unica strada. Per il momento i problemi tecnici sono insormontabili. Un conto è produrre uno scooter elettrico, un altro quello di far gareggiare un mezzo così prestazionale da non far rimpiangere troppo la cara, vecchia, motocicletta a benzina.

PROBLEMATICHE – Ci hanno provato in tanti ma i problemi ci sono, eccome. Finché non si risolve il problema delle batterie, che limitano fortemente l’autonomia e le performance, è difficile pensare ad un campionato alternativo. Forse qualche gara show, forse pure dei dimostratori di tecnologia, ma se guardiamo al rapporto peso/potenza possiamo capire subito che non ci siamo. Claudio Domenicali, AD Ducati Motor, ha chiarito la faccenda in diverse occasioni: «Anche a causa del peso delle odierne generazioni di batterie non vedremo una Ducati elettrica prima del 2020. L’elettrificazione delle due ruote avverrà in ritardo rispetto alle automobili.Le elettriche sono moto molto più emozionanti di quanto si possa pensare, però dal punto di vista tecnologico il peso delle batterie costituisce un limite allo sviluppo di una moto sportiva elettrica. Non ho dubbi che nel futuro avremo moto elettriche performanti e più competitive di quelle a motore endotermico. Non riesco ancora a collocare nel tempo questo momento.» In sostanza: non adesso.

INVESTIMENTI – Qualcosa si muove, visto che recentemente lo stesso Domenicali ha rilasciato al Sole24Ore una sibillina affermazione: «ogni ipotesi sulle moto elettriche si inquadra negli enormi investimenti del gruppo Volkswagen in questo campo.» Tradotto: si farà, ma non è ancora il momento. In campo auto è diverso. La sperimentazione è partita prima, la filosofia di partenza è differente. Crash.net ha pubblicato un articolo a firma di Peter McLaren, in cui ha raccolto le opinioni di alcuni Team Manager della MotoGP. Cosa ne pensate delle moto elettriche? Le risposte, con sfumature diverse, suonano pressapoco le stesse: «noi siamo – e restiamo – Petrol Heads.» Teste di benzina. C’è chi come Livio Suppo, Pit Beirer e Paolo Ciabatti, la butta sul suono degli scarichi, vera e propria “musica” per gli appassionati e chi rimane piuttosto possibilista.

La Sarolea, moto elettrica da corsa – La politica è importante, meglio se non ci pestiamo i piedi e restiamo alla finestra; Lin Jarvis e Pit Beirer vedrebbero una possibile applicazione a breve dell’elettrico in altri ambiti del motociclismo sportivo – il motocross per esempio – dove il problema “rumore” è molto più sentito che in circuito. Nessuno dei due crede sul serio che a breve vedremo delle supersportive elettriche tanto emozionanti quanto le attuali a motore endotermico. Davide Brivio sospende il giudizio: «Penso che sia la strada su cui tutte le Case si stanno muovendo. Il mondo auto spinge nella direzione dell’elettrico, in realtà negli ultimi due anni abbastanza velocemente. E anche la moto sta guardando a questo. Quindi penso che sia normale che la Dorna valuti con attenzione la classe elettrica anche per le competizioni. Non so se l’attuale situazione durerà per sempre, ma per molti anni ancora tutto rimarrà così, coi motori a benzina.» Romano Albesiano, racing manager Aprilia, evidenzia il fatto che la corsa alla nuova tecnologia presenta come effetto collaterale un aumento vertiginoso dei costi:
«Come sapete, Aprilia è parte del Gruppo Piaggio e abbiamo appena presentato la Vespa elettrica. Spendiamo molte risorse in questo campo. Ma se parliamo di moto sportive, onestamente non credo che ci sarà una categoria elettrica con un livello di prestazioni anche solo avvicinabili a quelle esistenti in MotoGP. Forse la tecnologia ibrida potrebbe essere realistica, come in Formula 1. Sarebbero sistemi molto ingegnosi, ma probabilmente molto, molto costosi. Quindi è difficile. Si tratta in ogni caso di un esperimento interessante, naturalmente, perché il futuro sarà elettrico, in qualche modo. Ma è davvero difficile pensare a una moto sportiva completamente elettrica, con l’attuale livello di tecnologia delle batterie

SAROLEA – Ma le moto elettriche riusciranno mai a imporsi? Lin Jarvis sembra nutrire pochi dubbi: «Sono sicuro che in futuro anche nel nostro settore, i veicoli elettrici avranno sicuramente un peso sempre maggiore. Quindi, credo che sia assolutamente arrivato il momento giusto per Dorna di continuare a lavorare, ma ci vorrà molto tempo. Probabilmente le moto elettriche non riusciranno mai a rimpiazzare la classe MotoGP, ma potrebbero sostituire un’altra classe.» Qualche informazione però possiamo ricavarla in ogni caso. L’online spagnolo todocircuito.com ha cercato di capirci qualcosa: le specifiche della nuova E-world cup sarebbero abbastanza stringenti, con unico stint di 10/12 giri e moto che in ogni caso dovrebbero raggiungere i 250 km/h. Il trofeo avverrebbe in regime di monofornitura, con un obiettivo dichiarato di 18/20 partenti: non ci sarebbe competizione tra i costruttori, ma solo tra team e piloti. Alle squadre sarebbe lasciata la sola competenza di setting e regolazione, senza possibilità di personalizzare nessun componente. L’energia che serve a ricaricare i mezzi che si contenderanno il trofeo dovrà provenire da fonti rinnovabili, installate nel paddock: solare, solare-eolico, con pannelli e pale eoliche montate in un punto ben identificato. Il problema sono i costi: todocircuito ricorda che una moto come quella del costruttore belga Saroléa, che aspira al ruolo di fornitore unico, attualmente è stimata in circa 300’000€. Davvero tanti se consideriamo che una Moto2 ha un prezzo di circa la metà. Attualmente non è possibile abbassare la cifra, fermo restando il livello prestazionale.

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