Superstock 1000: Kevin Calia “Appiedato senza motivo!”

Superstock 1000: Kevin Calia “Appiedato senza motivo!”

Kevin Calia scaricato all’improvviso dopo che aveva firmato per correre nell’Europeo Superstock 1000: “Rischio seriamente di rimanere a piedi”.

di Alessandro Palma

C’è un’assenza importante da registrare per quanto riguarda l’Europeo Superstock 1000 2018, il cui primo round si svolgerà al Motorland Aragon nel weekend dal 13 al 15 aprile.

Kevin Calia, presenza fissa nel campionato dal 2015, non ci sarà. Il giovane pilota imolese avrebbe dovuto correre nella ex-FIM Cup, ma nel gennaio scorso si è ritrovato a piedi senza chiari motivi. Classe 1994, Calia è reduce da un 2017 difficile tra CIV e Superstock 1000 in sella alla Suzuki del team Phoenix Racing, che ha poi lasciato a metà stagione. L’annata è stata salvata parzialmente da un podio nel CIV Superbike al Mugello con una Kawasaki e Calia aveva poi trovato l’accordo per tornare nell’Europeo Superstock 1000 nel 2018. Ma qualcosa è andato storto e Calia, che nella STK1000 ha ottenuto vari podi e il terzo posto finale nel 2016, si è ritrovato improvvisamente senza sella quando mancano pochi mesi all’inizio della stagione.

Abbiamo intervistato Calia per capire come si sia arrivati a questa situazione e per parlare della stagione passata. Ecco cosa ci ha detto.

Quali erano i tuoi piani per il 2018?

Avevo trovato l’accordo per correre in Superstock 1000 con un team (CM Racing, ndr) che mi aveva permesso di fare le ultime due tappe del CIV la scorsa stagione. A novembre avevamo già fatto tutto e mandato l’iscrizione, ma poi a gennaio mi sono ritrovato improvvisamente a piedi. Io ci ho messo grande impegno e il podio conquistato al Mugello con una Kawasaki e un team all’esordio nel CIV lo dimostra. Ma evidentemente non è bastato…

Come mai ti hanno appiedato?

Non lo so. Il patron del team ha ingaggiato un altro pilota (Riccardo Russo, ndr) e quando l’ho saputo sono rimasto spiazzato. Inizialmente i piloti dovevamo essere io e un altro ragazzo, ma nessuno dei due era quello annunciato dal team. Da quel giorno è cambiato tutto: le promesse sono diventate dei forse e a metà gennaio mi hanno scaricato! La cosa che mi fa arrabbiare maggiormente è che alla fine della scorsa stagione ho detto di no ad altri team che mi avevano contattato, dato che mi ero “sistemato”.

Pensi di poter trovare una sella all’ultimo minuto? Stai trattando con qualche team?

Oggettivamente penso sia davvero dura. Le moto buone sono praticamente tutte occupate e, dopo una stagione di sofferenza come il 2017, ho poca voglia di passare altri mesi col nervoso e la consapevolezza di non poter lottare per le posizioni che mi competono. Al momento sto trattando per correre nel CIV o nel campionato spagnolo, ma ormai non mi aspetto niente…

Parlando del 2017: cosa ti aveva spinto a sposare la causa del team Phoenix Suzuki?

Inizialmente non avevo intenzione di lasciare il team Aprilia Nuova M2 Racing dopo tre anni molto positivi (3° nel CIV nel 2014, podio all’esordio in Superstock 1000 nel 2015 e 3° in STK1000 e 2° nel CIV nel 2016), ma sapevo che in Aprilia sarebbe cambiato qualcosa nel 2017 e quindi ho deciso di buttarmi su un progetto nuovo. Ci tengo a precisare che mi erano state fatte promesse, e pure tante, da una figura di Suzuki Italia. Mi era anche stato detto che il team era ufficiale e supportato da Suzuki.

Quali sono stati i problemi principali, che hanno poi portato al divorzio a metà stagione?

Eravamo partiti bene, poi il team Phoenix Suzuki si è separato da RSV Motor dopo la prima gara di Aragon e lì è iniziata una crisi che non è mai finita del tutto. Cambiavo meccanico, mancavano tante cose e in gara facevamo presenza. Ovviamente le moto erano nuove e avevano i classici problemi di gioventù, ma per noi quello era diventato il problema minore…

Cosa hai provato nel trovarti in un situazione del genere dopo tre anni al vertice?

La Suzuki rappresentava per me una nuova sfida e il mio sogno era vincere e arrivare in alto con questo marchio. Nel pre-stagione 2017 mi sono allenato tantissimo per prepararmi al meglio in vista di questa avventura e nei test invernali sono stato veloce nonostante girassi, per via di ritardi nelle consegne, con una moto di serie. Ma fin dalla prima gara gli aggiornamenti tardavano ad arrivare e a metà stagione correvo con una moto che aveva l’elettronica stradale e quasi nessuna gestione elettronica, oltre a non avere la possibilità di acquisire dati.  Lottavo contro Superbike e Superstock con una moto di serie, e per moto di serie intendo una del concessionario senza specchietti e fanali, rischiando la vita per niente. Ho stretto i denti il più possibile, ma non avevo più fiducia nelle persone che lavoravano per me e nei mezzi che avevamo e prima della pausa estiva ho deciso di mollare. Mi sono sentito tradito, perché io in quel progetto ci credevo davvero!

Non è ancora ufficiale, ma sembra che la Superstock 1000 scomparirà a fine 2018. Cosa pensi a riguardo?

Penso che purtroppo sia una cosa naturale. La STK1000 è stata sempre trattata come la categoria meno importante del WorldSBK e oggettivamente trovare sponsor per una categoria che costa molto ed è poco conosciuta è quasi impossibile. Molta gente non ha neanche idea di cosa sia la Stock 1000…Poi c’è da aggiungere che, se vogliono abbassare il livello tecnico della Superbike, devono per forza cancellare la Stock. Già nel 2016, quando hanno introdotto la SC1 al posteriore al posto della SC2, ci siamo avvicinati tantissimo ai tempi della SBK con moto molto più vicine alla serie e gomme scolpite. Ovviamente ci sono piste e piste, ma in generale coi tempi delle prime due file in Superstock si può stare attorno alla decima posizione in Superbike…

Cosa farai quest’anno, se non riuscirai a trovare un’altra sella?

Da ottobre lavoro come cameriere in una trattoria sui colli imolesi e penso che rimarrò lì, dove almeno ho delle certezze. A parte questo, nel caso in cui non dovessi trovare un impiego in pista, farò qualche gara con la moto da cross per divertirmi e continuare a fare ciò che mi piace. Sto inoltre valutando alcune opzioni come istruttore per qualche scuola guida o per giornate in pista e mi piacerebbe rimanere nel mondo delle corse. Comunque a volte conviene rimanere alla finestra e aspettare un occasione buona verso metà stagione, piuttosto che correre giusto per fare numero.

 

Nella foto Kevin Calia a Misano nel 2016. Credit: Luk Coussens

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