Superbike Nervi tesi tra Davies e Rea retrocesso in seconda fila

Superbike Nervi tesi tra Davies e Rea retrocesso in seconda fila

Superbike Nervi tesisissimi tra Davies e Rea dopo l’incomprensione in Superpole. “Non è sportivo” accusa il gallese. “Ma cosa vuole?” risponde JR1

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Che Chaz Davies e Jonathan Rea non si amino è noto da tempo. Se le suonano in pista da due e mezzo, cioè da quando Chaz è diventato pilota di punta Ducati e l’altro il Cannibale della Superbike. Ma che i nervi fossero così tesi non era immaginabile. Per una incomprensione in pista, in coda alla Superpole, Chaz e Jonathan sono arrivati quasi alle mani. La Race Direction ha retrocesso Jonathan Rea di tre posizioni, quindi partirà in seconda fila.

cover incidente 1 GUERRA – Il fatto è stato documentato dalla TV. Rea aveva appena firmato il nuovo, mostruoso, primato  della Superbike ad Assen, addiriturra un decimo meglio del primato ufficiale MotoGp di Marc Marquez e appena nove decimi lontano dal record assoluto della pista siglato da Valentino Rossi nella qualifica top class del 2015. Ha rallentato vistosamente senza uscire dalla traiettoria, finendo per trovarsi sulla linea di Chaz Davies che stava ancora tirando al limite per provare a migliorare il suo terzo tempo, a nove decimi dal rivale. La Ducati ha dovuto rallentare di brutto e Chaz non ha mascherato il suo disappunto, tentando di colpire con un pugno la Kawasaki di Rea. Bersaglio mancato di poco.

LITE – I due antagonisti si sono ritrovati fianco a fianco in parco chiuso, a fine sessione.”Non è sportivo, la pista non è sua e quando si rallenta è buona regola togliersi dai piedi, ma lui pensa di essere solo” ha accusato Davies in TV. Rea, con un tono di voce un pà alterato, gli ha risposto per le rime. “Non so di cosa stia parlando, a chi avrei dato fastidio? Forse vuole scherzare...”  Incuranti del plotone di microfoni spianati Chaz e Jonathan hanno continuato a battibeccare anche dopo le interviste.Senza diminuire i toni, tantomeno smorzare la polemica. A meno di due ore dal via della prima sfida di Assen.

cover incidente 3ACCUSE – In effetti Rea avrebbe dovuto essere più accorto. E’ difficile che piloti di questo livello non sappiano quello che accade intorno a loro, e per altro Jonathan è perfettamente guidato dal box Kawasaki e sa in ogni istante chi lo sta seguendo. Che sia rimasto in mezzo per creare deliberatamente disturbo non si può dire con certezza, ma il sospetto c’è. E Melandri, non coinvolto direttamente nel fattaccio, lo rinfocola a modo suo. “Rea fa spesso giochetti di questo genere, era successo pochi minuti prima: io sono arrivato dietro, ma andava così piano che ho dovuto rallentare improvvisamente, e con me anche gli altri piloti che seguivano. Si mette in mezzo e non si preoccupa di chi arriva dietro di lui.

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