Superbike 2017 Giampiero Sacchi “Al lavoro per qualcosa di grande”

Superbike 2017 Giampiero Sacchi “Al lavoro per qualcosa di grande”

Il manager ternano dice e non dice. Ma tutto lascia pensare che riuscirà a portare in pista un ex iridato, con la moto più titolata degli ultimi sette anni.

L’idea è quella di capire come mai un team come Iodaracing, comunque protagonista del mondiale Superbike già al debutto, sia diventato  crocevia di numerosi interessi e la convergenza di un numero consistente di partnership. P assando, in poco tempo, da oggetto di chiacchiere e dubbi a vero e proprio centro del mercato piloti e marchi con cui collaborare. Serve la chiarezza del diretto interessato:  il proprietario Giampiero Sacchi.

“Sotto certi aspetti sta andando come mi aspettavo che andasse. A inizio stagione ho chiarito che siamo venuti in Superbike per avere un ruolo ed un peso che in MotoGP, per vari motivi, non riuscivamo ad avere. Ci stiamo riuscendo. E tutto questo nonstante personalmente io freni molto gli entusiasmi. Diversamente da altri non mi piace dichiarare qualcosa prima di averla fatta per il solo desiderare di farla. Essere arrivati a questo punto con questa attenzione  è il motivo per il quale siamo arrivati in Superbike. Quando lotti per non arrivare ultimo, è normale che non ci sia tutto questo desiderio di correre con te o di sponsorizzarti. Se invece sei in una condizione completamente diversa, la prospettiva cambia”.

A che punto siamo per il 2017?

“La domanda che mi faccio da solo è: abbiamo il budget? Possiamo fare le cose come vogliamo noi?
La risposta che mi do, sempre da solo, è che siamo ad un crocevia. Da alcune cose in divenire dipenderà il nostro futuro, ovvero se saremo in grado di fare il progetto nella modalità che ci siamo proposti quando abbiamo deciso di sbarcare in Superbike. Alcune proposte scelte potrebbero risultare per noi molto più allettanti di altre in termini di raggiungimento del budget, altre lo sono meno ma ci soddisfano di più dal punto di vista tecnico e sportivo. Il nostro desiderio è quello di continuare con Aprilia, e per questo stiamo lavorando”.

La proposta più allettante sarebbe quella legata a BMW?

“A questo non rispondo, non rilascio commenti in merito ad altre alternative. Dico solo che stiamo lavorando e che mi piacerebbe, prima della fine del mondiale, quindi entro la prossima settimana, poter dire qualcosa in più in merito alle nostre partnership ma fino a che le carte non saranno firmate, non possiamo dire niente. Devo dire che nella vita mi è capitato di avere sorprese anche dopo aver firmato i contratti, quindi è ovvio che ci andiamo con i piedi di piombo. Di fatto siamo contenti del momento e speriamo di poter annunciare presto qualcosa di definitvo, sia dal punto di vista dei piloti che dal punto di vista degli sponsor e, di conseguenza, del marchio con cui collaboreremo.”

Di Iodarcing si parla di continuo. Significa che qualcosa del vostro progetto è emerso…

“Evidentemente si è capito che, nonostante la mia cautela, sono 31 anni che alla fine ci siamo sempre.”

Avete fatto anche un pensierino alla classe 300?

“Sulla 300 mi colpisci nel cuore…ho le idee chiarissime. E’ una classe che mi piace moltissimo e quando ne ho sentito parlare per la prima volta ho subito detto che avrei fatto volentieri addirittura due moto. Credo sia una formula interessantissima, un’alternativa validissima alla Moto3 per tutti quei piloti provenienti dal vivaio dei campionati nazionali. Un’alternativa che consentirà di arrivare alla ribalta internazionale delle derivate di serie ancora molto giovani, cosa fino ad ora realmente consentita solo a chi sbarcava in Moto3. E’ un percorso formativo reale verso la Superbike. Sotto questo aspetto Dorna sta facendo un grande lavoro, possa essere gradito o no. Al momento però sono concentrato sulle nostre cose. Se il nostro problema diventasse la classe 300, vorrebbe dire che il tema Superbike lo avremmo superato e allora sarebbe fantastico.”

Savadori va con Milwaukee. A questo punto Alex De Angelis può restare?

“Perché no, De Angelis è un candidato concreto.  Ma oltre a lui sono sicuro che riuscirò a mettere in pista un grande pilota”.

Nei week end in Francia e a Jerez c’era da prendere il numerino per venire a parlare con voi…

“E’ vero e questo mi lusinga, devo anche dire che però, dall’alto dei miei 60 anni, soprattutto per quanto riguarda i piloti italiani c’è sempre troppo orgoglio nel prendere un telefono, o magari venire a parlare apertamente con noi. Alcune trattative sono sfumate addirittura sul nascere, il che mi dispiace, perché magari avremmo potuto trovare facilmente un accordo. Con molti non siamo andati nemmeno oltre i preliminari, altro che cifre. Per questo mi sento di dire, ovviamente scherzando e parafrasando una personalità molto famosa, NON ABBIATE PAURA.”

Piaceva Leon Camier, magari legato a quell’altra scelta di cui non si vuol parlare, cioè BMW?

“Camier ha rinnovato con MV, pazienza. Sarebbe stato un binomio pazzesco e molto intrigante per noi, ma devo dire che quello a cui stiamo lavorando è qualcosa di decisamente prestigioso;  per i motivi che sai stiamo abbottonati”.

Con un Sacchi che dice e non dice, ma che fa capire chiaramente che è molto vicino al risultato tanto da puntare ad un pilot di super prestigio attualmente insoddisfatto che, evidentemente gradisce l’Aprilia, la chiacchierata finisce. Chi legge potrebbe fare uno sforzo dimostrando di essere stato attento. Ma comunque non ci sarà molto da aspettare. Potrebbe essere già tutto delineato in Qatar, magari prima di Gara2.

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