SBK Parla Giampiero Sacchi “Nelle corse chi perde…spiega”

SBK Parla Giampiero Sacchi “Nelle corse chi perde…spiega”

Il manager umbro ex MotoGP è in Superbike con Aprilia da appena tre gare. Ma ha già capito cosa servirebbe per riprendere il volo. Ecco le sue idee.

E’ appena arrivato, appena si fa per dire, visti i trascorsi agonistici e l’esperienza accumulata nel motomondiale. Giampiero Sacchi però ha già  le idee chiare  sulle potenzialità e sul suo “nuovo” ambiente di lavoro: la Superbike.

“Siamo dei folli pieni di passione. Mettiamo in pista moto che praticamente non abbiamo visto… e qui in Spagna, alla terza gara, stiamo andando anche forte“.  Ad Aragon fa un freddo cane e Alex De Angelis  ironizza che sono questi i test invernali che gli mancavano. E’ evidente che l’umore è alto perché il trend nel box Iodaracing è in crescita.

Non siamo qui per vincere, sarebbe presto“, continua Sacchi, “ma nemmeno per giocare. Nelle corse chi vince vince e chi perde spiega…e io non vorrei spiegare niente, se non il fatto che ci interessa il trend. Il nostro è in crescita e l’aritmetica indica che miglioriamo. E siamo al debutto totale con moto e piloti, quindi quello che stiamo facendo ad Aragon è super positivo. A noi serve crescere per stare davanti ed essere appetibili per media e sponsor. E questa è la nostra parte”.

Lascia ovviamente intendere che c’è un’altra metà del lavoro che dovrebbe essere fatta anche da altri.

“La Superbike deve essere valorizzata. E’ il campionato dei costruttori di moto, ci 7 case costruttrici contro le 5 della MotoGP,  col pubblico più competente del panorama motoristico. Gli spettatori della SBK sono compratori di motociclette, per quanto non se ne vendano più come prima, non di magliette e cappellini. Per questo mi aspetterei un tono meno dimesso, una minor sudditanza. Dovremmo tutti cercare di valorizzare il nostro mondo e di conseguenza noi stessi che ci lavoriamo. Insomma dovremmo tirarcela positivamente un po’ di più. Valorizzare il percepito.”

Del resto i numeri TV parlano chiaro. Se è vero che la MotoGP brilla di luce propria dal punto di vista del prestigio, i dati di ascolto sono al limite del tragico. BTSport e Movistar TV non hanno nemmeno comunicato i dati di ascolto… e SKY fa briciole. Se è pur vero che Mediaset arranca, in virtù di certe scelte strategiche non troppo efficaci che la portano, come spettatori, addirittura al di sotto di quanto realizzato da La7, non c’è paragone con la pay tv.

“Dobbiamo credere nel campionato e nel prodotto, continua Sacchi, spiegando agli sponsor che alla fine possiamo fare milioni di telespettatori l’anno, non poche migliaia. Spettatori competenti, di qualità. Nella mia ricerca continua di sponsor, è questo che cerco di comunicare”.

A Dorna il grosso del lavoro. Differenziare la Superbike dalla MotoGP, senza stopparla, aprirla al pubblico senza svenderla. Valorizzare i media del presente ma anche e soprattutto quelli che faranno la parte del leone nel futuro.

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