Presidente, che Moto-E questa?

Presidente, che Moto-E questa?

Il neo presidente FIM Jorge Viegas è Country Manager di RP Global, multinazionale austriaca delle energie rinnovabili: spunta un conflitto d’interessi?

di Massimiliano Garavini
Jorge viegas

Roma, sei febbraio scorso: in una piovosa giornata invernale, con la Capitale paralizzata, nei locali ristrutturati delle Officine Farneto, è stato presentato al mondo il campionato della MotoE. Il dato meteorologico non è secondario; la convocazione della conferenza stampa non avvenne in modo esemplare, per cui il tempo a disposizione per organizzarsi fu poco. Gli ingorghi stradali e il maltempo fecero il resto: pochi i giornalisti presenti, pasticciata la comunicazione. Anche l’evento, riferirono alcuni colleghi, fu modesto. Del resto, il campionato riservato alle elettriche sembrava partire davvero in sordina.

PRESENTAZIONE – Carmelo Ezpeleta, CEO di Dorna, parlando alla stampa spagnola, era stato chiaro: «siccome tanto qualcuno lo deve fare, meglio se lo facciamo noi.» Il rischio che accadesse qualcosa di simile a quanto avvenuto nel mondo auto, con la FormulaE, era da scongiurare. Si annunciano partner, si definiscono strategie, si stabiliscono equilibri. A Roma parlarono in tre: Vito Ippolito, Presidente in carica della FIM, Carmelo Ezpeleta e Francesco Starace, AD di Enel (Title Sponsor del campionato). Tutti felici e tutti contenti, ognuno con le proprie strategie, sicuramente ognuno con un’idea di business ben definita; Enel che mira a diventare uno dei big player europei nella distribuzione dell’elettrificazione automotive, Dorna che accontenta il fondo Bridgepoint, la Federazione che passa all’incasso di un altro campionato. Poi? Poi più niente, per mesi.

PROPOSITI – La MotoE, dopo le dichiarazioni entusiaste della vigilia, rimane confinata nel limbo delle esibizioni; show a contorno della top class, con piloti locali, meglio se vecchie glorie. I contenuti tecnici sono quasi sconosciuti, perlopiù ignorati, accolti con scetticismo. Cari appassionati, vi basti sapere che è un campionato single manufacturer, – come recita il sito ufficiale dell’italiana Energika, il fornitore unico del campionato – che il calendario prevede cinque gare (tutte europee), di otto giri ciascuna. I piloti al via saranno diciotto, in carico a dodici squadre. Ci credono talmente tanto, nella neonata formula elettrica, che i teams sono gli stessi del Motomondiale: nessuna formazione aggiuntiva, nessun soggetto che non partecipi alla solita compagnia di giro. Il “tutto in famiglia” aumenta la sensazione che sia un’operazione che si deve fare, ma non scalda il cuore degli appassionati.

CONSIDERAZIONI – Dal Qatar, la MotoE sparisce dai radar. Fino alla tappa di Misano del circus, a settembre non si conoscono ancora le date del calendario di gare. Solamente ad Aragon sono stati resi noti i nomi dei protagonisti che, nella prossima stagione, si sfideranno nella neonata formula. Poi, improvvisamente, da ottobre a questa parte l’ambiente sembra diventato a sua volta “elettrico”. Un’improvvisa accelerazione, un cambio di passo, ha portato alla ribalta la MotoE: ne parlano ovunque nel paddock, in molti guardano con curiosità al fenomeno, tutti si dichiarano entusiasti. Chi prima era scettico, se non ha cambiato idea adesso sta alla finestra. Anche nomi che non ti aspetteresti mai di trovare, per storia o per blasone: uno come Paolo Simoncelli, per esempio. Tra vecchie glorie e nuovi nomi, il mondiale elettrico si popola. Gli esclusi (abbiamo parlato di Troy Corser) lamentano di dover pagare per partecipare al sabba, neppure fosse un mondiale celebrato e non invece un campionato ancora acerbo.

RETROSCENA – Si ha un po’ la sensazione che sia un comodo parcheggio per tutti quelli che, a vario titolo, non hanno trovato una sella, o una posizione abbastanza “mediatica” in altri campionati, ma insomma ce lo facciamo bastare. Il fermento che sembra galvanizzare ad alto voltaggio l’ambiente, però nasconde un retroscena. Il primo dicembre è avvenuta l’elezione del nuovo presidente della FIM, il portoghese Jorge Viegas; colpo di scena: il favorito della vigilia, l’austriaco Srb, appena prima del rush finale rinuncia alla candidatura. Ufficialmente perché vittima di un’incidente nautico che gli ha procurato una dolorosa frattura del coccige. Ufficiosamente perché bersaglio di una campagna di veleni. Così finisce che Il candidato unico Viegas venga eletto nella notte di Andorra, senza voto ferire. I titoli: finisce l’era di Vito Ippolito, si apre quella di Viegas; che, occorre ricordarlo, aveva già provato, senza successo, a candidarsi alla presidenza. Chi è, dunque, Jorge Manuel Alves Pessanha Viegas?

CHI E’? – Abbiamo recuperato il suo curriculum nel database del Tribunal Arbitral do Desporto, l’equivalente portoghese del TAS, il tribunale arbitrale dello sport. Sessantadue anni, originario di Faro, una carriera tutta giocata in politica: sportiva e non. A leggere tutti gli incarichi accumulati da Viegas si resta spiazzati, soprattutto se confrontati con quelli di Vito Ippolito; il portoghese ha una formazione da economista, è stato un ex giornalista pubblicista, già Presidente del consiglio di amministrazione dell’Autodromo di Estoril e poi ancora Presidente del consiglio di amministrazione del CONI portoghese. Attualmente ricopre incarichi apicali come Presidente del consiglio di amministrazione della federazione nazionale di vela, Presidente della Federazione Motociclismo Portugal (FMP), è arbitro e giudice del Tribunal do Desporto e membro permanente della direzione dell’Associazione delle imprese portoghesi impegnate nel settore delle fonti rinnovabili. Viene anche riportato come membro influente della Associazione Portoghese dei piccoli produttori di energia idroelettrica.

INTRECCI GLOBALI – Questo per restare negli incarichi pubblici. L’uomo dovrà pur campare, quindi si è dato da fare anche nel settore privato (ma fortemente attinente a quello pubblico). Sui suoi profili social si qualifica semplicemente come Country Manager per il Portogallo di una società austriaca leader nella progettazione di sistemi avanzati di produzione di energia da fonti rinnovabili: la RP Global, capogruppo austriaca con diverse filiali in tutto il mondo. Davvero una bella carriera per l’ex campione della 250 nazionale nel 1977. Su Twitter, a caldo, dopo la nomina a Presidente della Federazione Internazionale, ha dichiarato che il suo motto da capo del motociclismo mondiale sarà: «I say what I think and I do what I say»!!!. Dico quel che penso e faccio quel che dico. Un pragmatico, un vero uomo del fare. Però da ex giornalista dovrebbe anche sapere che è utile anche far sapere. Per esempio come mai la società con cui lavora, la RP Global, sia uno dei fornitori privilegiati di Enel, il title sponsor del campionato MotoE. C’è stato anche un caso di cronaca (nera) che vede coinvolti di sponda i due big players dell’energia: in Cile infatti, a seguito della morte dell’attivista Macarena Valdés per cause in corso di accertamento, – ma c’è chi parla apertamente di omicidio – il progetto idroelettrico del tandem Endesa-Enel, alla cui realizzazione partecipava la società austriaca RP Global, ha subìto una battuta d’arresto. La morte di Valdes ha fermato i lavori e sollevato un polverone. Dall’altra parte del mondo. Di certo c’è che Enel, title sponsor del campionato MotoE, fa affari “mondiali” con RP Global, che guarda caso è pure il datore di lavoro del neo eletto Presidente della Federazione internazionale.

CONFLITTO DI INTERESSI? – Intendiamoci: sono solo affari, lo sport non c’entra (per il momento) niente. Però il sospetto di un conflitto d’interesse che vede coinvolti, a vario titolo, tutti i principali attori di questo nuovo campionato andrebbe fugato. Facendo chiarezza, in ossequio al motto di Viegas. Giova ricordare infatti che anche nei comunicati stampa ufficiali si è parlato di Enel come del gruppo che “offrirà la sua esperienza tecnica ed esperienza nella mobilità elettrica alla Coppa del Mondo Enel MotoE. Il Gruppo fornirà in effetti una ricarica intelligente e rapida, servizi energetici avanzati, fornitura di energia verde e stoccaggio, con personale e strutture dedicate in loco. Il complesso sistema elettrico di MotoE sarà supportato dalle soluzioni di gestione energetica intelligente di Enel e dalle energie rinnovabili generate localmente attraverso l’ultima generazione di sistemi fotovoltaici portatili o disponibili presso le reti di distribuzione di energia locali. Inoltre, in qualità di Sustainable Power Partner di MotoGP, Enel collaborerà con Dorna per fornire a MotoGP soluzioni energetiche avanzate, comprese quelle volte a migliorare l’efficienza energetica degli eventi della competizione». RP Global sarà colei che fornirà il know how degli impianti? Nessuno ha voluto confermare, né smentire, le nostre richieste di chiarimenti. Di sicuro c’è solo che si correrà in quei Paesi e in quei mercati dove maggiori sono gli interessi di Enel, RP Global, e Dorna. Se in passato a Vito Ippolito sono stati contestati atteggiamenti definiti fin troppo “accondiscendenti” nei confronti di Dorna, il successore Viegas dovrebbe prestarsi a un’operazione di trasparenza per garantire che il nuovo mondo non sia del tutto simile al vecchio. Quello conosciamo già.

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