Motomondiale: Bomba o non bomba

Motomondiale: Bomba o non bomba

Guevara lascia la Moto3, Kiefer Racing non trova acquirenti, Petronas si disimpegna: nelle categorie di lancio c’è qualcosa che non va

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KUALA LUMPUR, MALAYSIA - OCTOBER 29: Hafizh Syahrin of Malaysia and Petronas Raceline Malaysia speaks with journalist on the grid during the Moto2 race during the MotoGP Of Malaysia - Race at Sepang Circuit on October 29, 2017 in Kuala Lumpur, Malaysia. (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Juanfran Guevara annuncia via Facebook che ha deciso di abbandonare il circus del motomondiale per motivi “economici e personali”; Sandro Cortese vede sfumare il sogno della Moto2 per oggettivi problemi economici; Petronas “abbandona” il suo pilota Shayrin dopo averlo seguito per nove anni. Ce n’è abbastanza per farsi qualche domanda.

BOLLA – Recita un vecchio adagio: segui il denaro e troverai il colpevole. Sì, va bene, ma se il denaro non c’è, allora resta solo il colpevole. Chi? Facile: tutti quei soggetti che, a vario titolo, ci hanno fatto credere che le “nuove” categorie del motomondiale sarebbero state più accessibili, sia come formula che come costi. La verità è che le cose non stanno proprio in questo modo. Senza voler fare i conti in tasca a nessuno è indiscutibile che le squadre privilegino i cosiddetti piloti paganti; quei racers che, in sostanza, portano in dote sponsor personali o robusti capitali. Abbastanza chiaro pure il tariffario: oltre trecentomila euro per una stagione in Moto3, il triplo, o quasi, per la Moto2. Questo fatto innesca una bolla non da poco: non sono molti quelli così munifici da poter pagare per correre.

MILIONI – La recente vicenda che ha visto coinvolto Kiefer Racing, risulta abbastanza emblematica: per far correre due piloti nella stagione 2018 era necessario coprire un budget di 2,5 milioni di euro. I soldi non sono mai stati trovati, neppure attraverso i fantomatici investitori russi. Non abbaiamo alla luna: Moto2 e Moto3 costano troppo, rispetto alla resa in termini di marketing. Questa forse è la risposta a tutti i dubbi. Nel motomondiale comanda il marketing, ma evidentemente qualcosa di sbagliato c’è, se le squadre faticano a coprire il costo della stagione. Lo spiega bene Cuzari, patron del Team Forward: «[per una stagione in Moto2] Si arriva a una cifra totale di circa € 2.600.000. Dorna ci dà tra € 150-180.000 per stagione. € 2.600.000 meno € 150.000 di Dorna rende una cifra di 2.450.000€ .Conosco molto bene questi conti perché ero in MotoGP fino alla fine del 2015. Il budget della MotoGP è di circa 7,5 milioni di euro. Dorna paga 2,5 milioni per pilota. 7.500.000€ meno € 5.000.000 di Dorna, rende il numero magico di € 2.500.000. È quasi lo stesso costo di un team in Moto2.» Chiara l’antifona: in Moto2 perdi dei soldi. Insiste Cuzari: «lo sport nazionale per i team che militano in Moto2 non è quello di cercare di trovare nuove aziende, ma di cercare di fregare gli sponsor ad altre squadre, perché è più facile: pensano che a una società che ora paga 1,3 milioni, si possa offrire 1 milione. Attualmente alcune squadre in MotoGP possono permettersi di chiedere meno denaro di una volta. Se sei un sponsor con un milione di euro da spendere, cosa sceglieresti: MotoGP o Moto2? MotoGP naturalmente.»

CAPO – Il re è nudo. La replica di Carmelo Ezpeleta alle dichiarazioni di Cuzari, è arrivata a stretto giro: «Chiaramente, se un team Moto2 non è felice, può lasciare. C’è una folla di persone in attesa del loro posto. Non accetterò, che Cuzari o qualcun altro, richiedano questo e quello, affermando di non essere soddisfatti. E’ molto facile, andate via, la porta è aperta. Stiamo pensando in futuro a creare un campionato per Team in Moto2 e in Moto3, perché forse è più facile trovare sponsor. La Moto2 e la Moto3 stanno lavorando molto bene: pensiamo che l’arrivo del motore Triumph nel 2019 sarà un buon affare per la Moto2, infatti, stiamo dicendo no a molte richieste di ingresso in Moto2. Per me, è tutto chiaro: alcuni sostengono cose ridicole. Dicono che Kalex è molto costosa; quindi non usare Kalex, usa Tech3. Che non è lontana dai primi ed è sempre in top ten. Siamo molto aperti, offriamo quello che possiamo offrire, è tutto, se sono felici, sono felici, altrimenti ci aspettano altri soggetti.» 

RUSSI – Se le persone che bussano alla porta sono i miliardari russi, stiamo freschi. Sarà pure come racconta il CEO di Dorna, però è un dato di fatto che i conti non tornino; la penale per David Pickworth nei confronti di KTM per aver disatteso il contratto di fornitura dei mezzi che sarebbero andati a Sandro Cortese e Domi Aegerter è di 100.000€ . Una cifra considerevole, ma ben poca cosa rispetto al budget che sarebbe stato stanziato per una regular season con due piloti. Questo autorizza a giocare con gli annunci, in modo da sconvolgere quei cosiddetti campionati cadetti, propedeutici alla top class. Pubblicità gratis, o quasi. Nel frattempo i piloti restano a piedi e il bravo Juanfran preferisce continuare il suo percorso universitario ironia della sorte in Business Administration piuttosto che perseverare in un’emorragica (economicamente parlando), carriera. Non sfugga un altro dettaglio: Petronas, annunciata tra i grandi sponsor della middle class a metà ottobre, neppure due mesi dopo molla il pezzo. Un laconico comunicato stampa pone fine ai sogni di gloria non solo del pilota malese Hafizh Syahrin (nella foto d’apertura) ma rappresenta anche la pietra tombale per le speranze di Sandro Cortese di rimanere in Moto2.

MALESI – Ricordiamo che lo stesso pilota tedesco aveva dichiarato che Carlos Ezpeleta, figlio del big boss e responsabile dei programmi Moto2 e Moto3 di Dorna, si stava impegnando nella trattativa coi malesi; che evidentemente di supportare la categoria intermedia proprio non hanno voglia. Il bollettino diramato da Petronas è molto chiaro: «Petronas non sarà con Hafizh per il 2018 e le successive stagioni. Petronas, tuttavia, continua a sostenere pienamente il team Moto3.» Perché i malesi lasciano, dopo aver annunciato neppure due mesi fa il rinnovato impegno in middle class, con possibile raddoppio dei piloti? La risposta forse ce la offre Razlan Razali, CEO di Sepang International Circuit (SIC) che gestirà per la prima volta nella storia della Moto2 la squadra corse ex Petronas Raceline Malesia che ha cessato l’attività: «potremmo considerare Sandro come team mate di Hafizh solo se porterà il 100% del denaro necessario per la sua stagione.» Petronas si è liberata del team Moto2 cedendolo di fatto a SIC. Limitando, evidentemente, l’emorragia. A questo punto, se seguiamo il denaro (che non c’è), ci chiediamo dove sia la famosa fila che sgomita per entrare nella categoria intermedia. La sensazione è che Moto2 e Moto3 siano con la spia della riserva accesa: il problema è che all’orizzonte non si vede il distributore.

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