MotoGP & Misano “Evento top in Europeo ma c’è ancora margine”

MotoGP & Misano “Evento top in Europeo ma c’è ancora margine”

Quasi 160 mila nel week end: il GP San Marino cresce senza sosta. Andrea Cicchetti, coordinatore del GP, tra bilancio e anticipazioni

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Decennale in archivio e contratto quadriennale firmato. La MotoGP nella Riders’ Land ha già impostato il suo futuro e se la formula dei promotori è singolare perché vede insieme non solo Regione, Provincia e cinque Comuni, ma anche uno Stato straniero come la Repubblica di San Marino e un privato disposto a investire come la Santa Monica SpA. A tirare le fila nelle vesti di coordinatore è un giovane riminese che ha affiancato alla passione per il calcio l’adrenalina delle due ruote.

Andrea Cicchetti, poco più che quarantenne, tramite l’azienda Moab, da 11 anni riveste il ruolo di coordinatore generale del Gran Premio, perché una formazione così articolata e varia ha bisogno di un punto di sintesi per portare la barca in porto ogni anno.

Dieci anni consecutivi di MotoGP, cos’era e cosa è diventato questo evento?

“Era una sfida ambiziosa perché riportare il motomondiale a Misano significava ricominciare un nuovo libro nel solco di una tradizione importante. La sfida si fondava sulla consistenza di una lunga tradizione, sulla ferrea volontà della Santa Monica di investire sull’impianto, sull’ambizione della Repubblica di San Marino e del Segretario di Stato allo sport (Paride Andreoli, ndr) di rimanere in prima linea quando l’esperienza della Formula 1 stava terminando e l’intuizione delle Amministrazioni di costruire un ulteriore prodotto turistico. Ogni anno abbiamo messo un mattoncino, siamo arrivati a dieci edizioni ed ora ci ritroviamo fra le mani uno degli eventi sportivi più importanti d’Europa”.

Ora la firma per un quadriennio. Qual è il traguardo da centrare?

“Prima un grazie di cuore ai promotori, perché di questi tempi non è semplice tener duro su investimenti di questo tipo. Si sono parlati e confrontati a lungo, si sono conciliate esigenze diverse e si è impostato un lavoro futuro. Il dialogo è vero se il confronto è sincero. Non è sempre stato facile, però tutti dobbiamo ringraziare per l’impegno confermato. Ora gli obiettivi non cambiano, ma dobbiamo consolidare quanto realizzato finora. Siamo passati dal vivere una grande domenica per ampliare al weekend. Ricordo che in dieci anni abbiamo raddoppiato gli spettatori e da un paio d’anni ragioniamo in termini di settimana nella Riders’ Land. Quest’anno il salto è stato importante. Ecco dobbiamo rendere solida tutta la settimana e congegnare un programma sempre più capace di calamitare appassionati da tutto il mondo. La nuova sfida è potenziare il mercato estero, andando a raccontare nei circuiti europei cosa siamo, un territorio che presenta due eccellenze che si uniscono: Motor Valley e Food Valley, una miscela esplosiva”

Avete diffuso uno studio sull’impatto economico che produce la MotoGP: ogni euro investito viene moltiplicato per sette volte.

“Si. Lo studio di Trademark e Sigma è stato molto prezioso nei mesi che hanno condotto verso l’accordo. Grazie alla Santa Monica per averlo realizzato. Le informazioni di natura economica sono importanti, ma tutta la parte sulla composizione del pubblico e sui movimenti sul territorio lo sono altrettanto. C’è uno spazio enorme per crescere, sono certo che lo riempiremo”.

Vi disturbano voci sulla concorrenza che ritualmente prova a scipparvi la MotoGP?

“Ospitare la MotoGP non è una chimera per nessuno perché il profilo è quasi esclusivamente di natura economica e così come in Spagna ci sono diverse gare, anche in Italia possiamo aumentare. Lasciamo a Dorna questa incombenza. Una cosa però la posso dire: deve trattarsi di operazioni in equilibrio economico perché devono avere una prospettiva, alle spalle ci vuole tanta sostanza e non è facile in questo momento. Ecco, credo che si dovrebbero applaudire i nostri promotori proprio perché dalla sostenibilità economica non hanno mai derogato”.

Ultima domanda: qual è il segreto del successo?

“Tutto quello che è stato costruito è frutto di un grande lavoro d’insieme. Quando ci ostinavamo a parlare di Riders’ Land qualcuno sorrideva e invece è il punto di partenza di tutto. La passione muove le montagne e vedere all’opera quotidianamente tanti nuovi talenti che vanno formandosi fra le curve del Simoncelli, magari buttando l’occhio verso il Sic che spunta da ogni angolo, genera entusiasmo. La MotoGP qui è nel suo alveo naturale, noi dobbiamo solo evitare gli errori”.

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