MotoGP Misano Il paddock è placcato oro ma le moto non si vedono

MotoGP Misano Il paddock è placcato oro ma le moto non si vedono

Fatevi un giro nel paddock di Misano: entrare è un privilegio ambitissimo ma quando sei dentro… non vedi le moto

La delusione dopo l’illusione, è reale. E qualcosa non torna per chi sa cosa guarda. Tirando le somme, la  MotoGP live, o meglio, il format GP in generale, nella parte dedicata agli appassionati, non convince.

Che non convinca da addetti ai lavori è questione di gusti. Un mondo dorato non è detto che sia d’oro massiccio: la placcatura fa la differenza eccome, fra apparenza e sostanza. Chi è lì per la spuma è accontentato, ma è dal punto di vista dell’appassionato che proprio non ci siamo. Efficace la valorizzazione dall’esterno, un ambiente in cui tutti vorrebbero entrare ma solo in pochi portano a casa il risultato. Deludente il conseguimento delle aspettative. Uno splendido acquario, con i vetri neri.  Da fuori si vede così poco da voler desiderare di entrare… poi dall’interno, uguale. Si vede poco lo stesso e quel poco non si può toccare. Una volta entrati, l’eccitazione svanisce.

Un pass da giornalista offre dei privilegi  simili a quelli di coloro che hanno l’accesso al paddock e spiega l’inutilità di essere qui, per un appassionato vero, se l’obiettivo è toccare il mondo dei sogni. Niente gara, se non tramite qualche monitor (a casa si vede meglio). Niente pascolo libero con accesso al prato, alle tribune, alle curve. Nessun accesso ai dettagli. Contatto con i beniamini: stile carcere americano. Colloquio sorvegliato, pochi istanti, grande ressa, molti filtri, troppi filtri, tutta fretta. Comprare merchandising e spendere soldi? Facile, quello si può, anzi è l’unica cosa rimasta da fare.
Ma la passione è stoppata sul nascere, per i loggionisti delle corse. Il vippodromo dei privilegi opera una selezione innaturale. Chi può e ha gli accessi, se ne frega, chi un po’ se ne frega, non può. Il vip avrà il suo evento, guarderà i bilici, le hospitality, mangerà benissimo, servito e riverito. E’ lì non per guardare le moto o la MotoGP, ma il  singolo pilota-fenomeno, come in una metonimia di marketing in cui una parte del tutto sovrasta morbosamente il tutto che la contiene. Altro non interessa. E gode del nulla mentre all’appassionato è negata la sostanza.

Dal punto di vista del marketing economico tutto torna. MotoGP come bene di Geffen con un paddock che ad aumentare di prezzo e difficoltà di accesso, vede aumentare anche la domanda per entrarvi. Non importa se infine non ci sono vantaggi reali. Poi, sia chiaro, la MotoGP tecnicamente, sportivamente, strutturalmente etc, è una figata vera, ma la passione “accontentata”, la libido realizzata, sono altre cose. Un po’ come andare al nightclub a guardare le super top che però sono fredde e non ti parlano neanche. Tanto vale tornare da tua moglie.

1 commenti

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  1. fabu - 4 mesi fa

    ma al night almeno le super top le vedi! ma non é una novità, mi ricordo che giá nel ’92 a Misano ebbi la stessa stessa sensazione, e non c’era manco l’erba tagliata del prato. per cui a Misano, per il motomondiale, non ci ho messo più piede! per vedere qualcosa, nelle tappe italiane, devi andare nei paddock il giovedì. oppure conviene andare all’estero.

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