MotoGP: Ducati, fuoco alle polveri

MotoGP: Ducati, fuoco alle polveri

I giochi di mercato 2019 aleggeranno sulla presentazione ufficiale. La cosa che conta sarà schierare una Desmosedici competitiva

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Tanto tuonò, che piovve. Lunedì 15 gennaio, in diretta streaming da Borgo Panigale alle ore 10.30 anche noi trasmetteremo il grande evento. Il mondo scoprirà la squadra ufficiale Ducati Team MotoGP per l’assalto al campionato 2018.

RETROGUSTO – Capiamoci: la presentazione ufficiale è il momento in cui si dovrebbero mettere da parte le vecchie ruggini, per parlare delle nuove ambizioni. Però la sensazione è che mai come quest’anno la ribalta avrà un retrogusto amarognolo, lasciando molto spazio alle supposizioni. Dopo le parole del Direttore Sportivo, Paolo Ciabatti, niente sarà più come prima. Se per prima intendiamo i felpati comunicati stampa, l’hashtag #forzaducati, le dichiarazioni di prammatica, insomma le solite cose. Cosa vedremo dunque,lunedi?

MONDOVISIONE – Lustrini, ricchi premi e cotillons. La rivincita del lombrico sull’aquila. Una passerella che ci farà sapere chi avrà preso il posto di TIM come main sponsor del Top Team ed espressioni bellicose di intenti. Lo show made in Bologna sarà come sempre perfetto, verranno svelate le nuove livree con tutti i protagonisti in prima linea a sorridere in mondovisione. L’evento, inutile sottolinearlo, dalle parti di Ducati è molto sentito. Non a caso la rossa di Borgo Panigale è la prima MotoGP ad essere presentata in pompa magna. Il fenomeno Ducati è planetario: l’attesa è spasmodica dall’Italia all’Indonesia, dal Giappone alla Spagna, basta guardare con quale trepidazione è seguita la Casa italiana sui social per rendersi conto che i numeri illustrati nei comunicati stampa sono un fatto terribilmente concreto.

SUCCESSO – Questa presentazione arriva immediatamente dopo la consueta relazione sullo stato di salute dell’azienda da parte dell’amministratore delegato, Claudio Domenicali, che raggiunge otttimi risultati. Ducati cresce – e pure bene, a nostro modesto avviso – su tutti i mercati principali, mentre è in significativa espansione pure su quelli emergenti. Una cosa di cui essere, obiettivamente, orgogliosi. A lasciare un sentore agrodolce è la questione piloti, della MotoGP s’intende, che pare non essere ancora risolta. Il florilegio di supposizioni sul futuro di Dovizioso, sorte ancora prima che la ragione autorizzasse a parlarne, le illazioni sobillate a mezzo stampa, non giovano alla credibilità del sistema. La cronaca di un divorzio semi-annunciato, quando stai per presentare uno squadrone che tenterà l’assalto al titolo mondiale della Top Class, non fa bene a nessuno. Le insinuazioni, le stilettate, quella che una volta si sarebbe chiamata pretattica e adesso rappresenta purtroppo l’ordinaria amministrazione, ci appaiono come una nota stonata di sottofondo, nel gran varietà che precede la stagione.

TIMING – Noi crediamo che prima del ritorno in Europa del motomondiale niente ci sia dato sapere con esattezza. I contratti si chiudono quando si chiudono, marketing docet. Le rendite di posizione, in MotoGP, non esistono più da tempo e forse non sono mai esistite. Di sicuro possiamo dire che la Ducati sta facendo un grosso sforzo tecnico per limitare al massimo quelle caratteristiche che la rendono sì peculiare, ma pure ostica da guidare. Questo, in fondo, è la cosa che interessa gli appassionati. I due campioni che sono chiamati a sfidare re Marquez nel 2018, perlomeno in questo, sono concordi. Moto meno “fisica” uguale più velocità di percorrenza. Decimi guadagnati in curva. Sarà interessante vedere, a luci spente, terminati i discorsi al miele e le dichiarazioni buone per farci i titoli, quanto i migliori tester da corsa della Top Class, Michele Pirro e Casey Stoner, troveranno “user friendly” la nuova Desmosedici. Sepang ci dirà qualcosa. Il Qatar qualcos’altro. Speculare adesso sui contratti in scadenza a fine stagione non ha troppo senso. Le parti si devono annusare, incontrare, discutere. Poi, se son rose, firmeranno. Troppe interviste fanno male alla salute, questa è la verità.

LINEA VERDE – Nel frattempo ci godiamo la bella novità di una Ducati “giovane”, che pensa a Pecco Bagnaia e a Mir in senso proattivo: il futuro è adesso, questa è la novità più sostanziale della Casa italiana; e si tratta di una gran bella novità se pensiamo che nella massima categoria, tra ipotesi di rottamazione e usato sicuro, qualcuno si preoccupa soprattutto di rinnovare. Pensa in modo alternativo. Sarà interessante capire, al netto del politichese di queste situazioni, quali saranno le dichiarazioni d’intenti del Direttore Generale Ducati Corse, Luigi Dall’Igna. Quelle di Claudio Domenicali le conosciamo già: vincere. Davide Tardozzi, Team Manager della squadra, ci ha anticipato: «siamo una famiglia, vogliamo rimanere tali». Proprio come accade in ogni famiglia – aggiungiamo noi – ognuno ha i propri fratelli coltelli.

MotoGP Mercato piloti 2019, Pecco Bagnaia in Ducati Pramac

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