MotoGP: Carmelo Ezpeleta, lo Street Fighter

MotoGP: Carmelo Ezpeleta, lo Street Fighter

La MotoGP in un circuito cittadino? Una boutade. Il vero interesse di Dorna è scoprire nuovi mercati, per sostenere il fatturato

di Massimiliano Garavini

Il serissimo quotidiano d’informazione finanziaria spagnolo Expansión ha intervistato Carmelo Ezpeleta. Che c’è di strano, si dirà, il boss di Dorna parla spesso con la stampa. La novità è che durante l’intervista emerge una considerazione, quasi a margine, che ha scatenato le speculazioni: «Ci potrebbe essere un circuito cittadino in Moto GP. C’è un solido progetto in una città calda. In teoria, il rettilineo sarà una strada urbana mentre il paddock sarà coperto, integrato in un complesso fieristico. Così, durante il Gran Premio saranno utilizzati per la gara e per tutto il resto dell’anno destinati a svariate attività».

KAZAKISTAN – Apriti cielo. Iraddiddio. La notizia rimbalza in Italia e viene ripresa come una verità rivelata. Un’epifania fuori tempo massimo. Non pensate a una riedizione qatarina della mototemporada romagnola dei bei tempi andati. Macau ? No, fuori strada. Anche se il posto è caldo, non ha molta fortuna col motorsport ultimamente. La realtà è ben altra. Don Carmelo ha ricamato sopra un concetto che, allo stato attuale delle cose, sarà pure solido però appare abbastanza improbabile. A meno che non si vogliano cercare facili annunci. Ezpeleta non si è limitato alle supposizioni sulla costruzione di un ipotetico circuito cittadino in un luogo assolato, ma ha pure citato il Kazakistan o la Finlandia come aspiranti candidati a ospitare un GP nel prossimo futuro. Posti che proprio caldi non sono ma insomma, ce ne faremo una ragione. Altri otto candidati premono per entrare nel gioco grosso.

MISTERO – Ecco spiegato l’arcano: il senso dell’articolo non consiste nello scoop sul circuito stradale, quanto piuttosto sul business, presente e futuro, della MotoGP. Un posizionamento strategico che non potrà, per forza di cose, più essere “eurocentrico”. Al massimo potrà diventare “eurocentrifugo”: cioè partendo dalle solide basi continentali andrà ad esplorare nuovi scenari. Questo è il vero significato delle parole di Ezpeleta. Le boutade sui circuiti cittadini, magari nelle solite località da petrolieri e sceicchi, lasciano il tempo che trovano. Il finale dell’intervista è interessante: «il CEO [parla] della sua ricerca di nuovi eroi locali, per rendere la griglia un luogo che non sia solo europeo».

CACCIA AI SOLDI – La ricerca di nuovi mercati, televisivi soprattutto ma anche strategici per il mercato motociclistico mondiale, sono il vero obiettivo. Ce la racconta bene un’inchiesta pubblicata sul supplemento settimanale di El Pais, uscita in Spagna verso la metà dello scorso novembre. Nell’articolo si legge qualche numero: Dorna fattura 330 milioni di euro di cui un terzo provengono dai diritti televisivi, mentre il fee che ogni soggetto che intende organizzare un GP a casa propria deve sborsare si aggira su una cifra variabile dai 4 ai 10 milioni di euro. Il promoter spagnolo assicura un elevato rientro per l’investimento, conteggiabile in circa 60 milioni. Ecco spiegata la ragione per cui le istituzioni pubbliche vedono nel motomondiale un volano di espansione economica e promozionale. Per il GP di Misano e della Riviera di Rimini si parlava di una ricaduta sul territorio di 9€ per ogni euro investito. Come dire, spendo dieci e incasso novanta. Questo è il nocciolo della questione. Le fanfaluche sui circuiti cittadini sono un divertente gioco enigmistico, ma poco più. Oppure crediamo a Peter Pan?

MotoGP: Carmelo Ezpeleta “Un circuito cittadino e meno gare in Spagna”

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