Moto2: L’appello di Dominique Aegerter “Io credo in me”

Moto2: L’appello di Dominique Aegerter “Io credo in me”

Il pilota svizzero lancia una raccolta fondi sul web. Il traguardo è distante 170 mila euro

di Massimiliano Garavini
Moto2: Dominique Aegerter,

I believe in you. Io credo in te. Sembra uno slogan, invece è una piattaforma online di fundraising, ovvero di raccolta fondi. Il sito svizzero www.ibelieveinyou.ch, tra gli altri progetti, ospita anche il sogno di Dominique Aegerter; il pilota svizzero, involontario protagonista dei recenti, nefasti, eventi seguiti alla vicenda Kiefer Racing aveva in più occasioni dichiarato di voler ricorrere a forme di finanziamento “esotiche”; irrituali perlomeno per quanto riguarda il motociclismo.

SOLDI – La ricerca delle risorse per correre in Moto2 è affare complesso: ce ne siamo occupati spesso, perché il problema è di stretta attualità. Non si tratta solo di reperire sponsor personali, ma anche di fare i conti con un budget impietoso che diventa una vera corsa a ostacoli: non gareggi contro gli avversari, ma contro il tempo. Kiefer Racing ha ottenuto da KTM il via libera a portare in pista quella che sembra la Moto2 più interessante del 2018 ma per completare un’intera stagione di gare nella middle class c’è bisogno di solide garanzie. Reperire coperture finanziarie rappresenta dunque la prima priorità. Domi Aegerter ha scelto una strada forse irrituale ma di cui sentiremo parlare sempre più spesso in futuro. Il crowdfunding è infatti una delle modalità di finanziamento diffuso più efficaci per raggranellare il budget destinato a finanziare un progetto.

CROWDFUNDING – Non pensiamo solo a startup tecnologiche, ma anche a iniziative più modeste; rivolgersi a tali forme di finanziamento per un pilota può fare la differenza tra gareggiare o restare al palo. Funziona così: apro una raccolta su una piattaforma autorizzata e “vendo” la mia idea. Mi metto in gioco. Non è un’ elemosina online, ma un modo differente di offrire contenuti. Nel caso specifico di Domi Aegerter, 12’300 persone che seguono costantemente i suoi account social rappresentano il principale bacino di potenziali sostenitori. Il passaporto elvetico probabilmente ha convinto il #77 a rivolgersi a un sito del suo Paese. La raccolta fondi, che è appena cominciata e durerà per i prossimi 50 giorni, si prefigge un traguardo di 170’000 euro.

RISULTATI – I primi 22 sostenitori hanno coperto l’1,1% del budget complessivo. L’obiettivo comunque resta la mobilitazione dei tanti fan dello svizzero; le donazioni partono da “simbolici” 17 euro a salire. Chi supporta il sogno del pilota riceve in cambio una serie di frills, cioè di omaggi, in proporzione a quanto ha donato. Si parte da un selfie esclusivo del pilota in uno dei circuiti del motomondiale, a salire. Cene col pilota, sfida sui go kart, fino all’automobile Honda Civic R-Type dello svizzero.

APPELLO – Il #77, vincitore – poi squalificato per irregolarità nell’olio motore –dello scorso GP di Misano, si presenta ai fan : «Ci vado e “vado a tutto gas”! Fedele a questo motto, vivo da racer sin da quando ero bambino.» La regola del fundraising impone la massima trasparenza. Una glassnost necessaria se vuoi essere credibile. Ecco perché, recita la pagina di presentazione del progetto firmata dallo stesso pilota «la morte del mio team manager, Stefan Kiefer, mi ha molto angosciato. Inoltre, l’accordo per vendere la squadra è saltato all’ultimo minuto, il che ha reso l’intera situazione ancora più complicata. Con l’aiuto degli sponsor, dei tanti sostenitori privati e di KTM, la sopravvivenza minima della squadra per il momento è stata raggiunta. Ma la Moto2 ha bisogno di qualcosa di più del semplice team. Sono necessari investimenti costanti in aggiornamenti tecnici e pezzi di ricambio. Tutto il materiale e lo staff devono essere movimentati. Le sessioni nella galleria del vento e ulteriori giornate di test sono indispensabili e costano molto. Chi vuole essere in buona forma, vuole avere anche la migliore preparazione possibile. Questa formazione non consiste solo di allenamento fisico intenso e preparazione psicologica, ma include anche diverse sedute in Spagna. Pertanto, è necessario coprire un minimo di CHF 200.000 (circa 171’000 euro al cambio attuale). Per coprire queste spese aggiuntive, ho bisogno del TUO aiuto. Senza di te #domifighters io non riuscirò a gareggiare al massimo livello quest’anno. Tu sei sempre stato il mio impulso, il mio gas e la mia motivazione! Ora ho bisogno di te più che mai.»

TRAGUARDO – Questo è l’appello, in tedesco e in inglese che Domi ha lanciato ai propri fan: datemi fiducia e io cercherò di ripagarvi coi risultati in pista. Il video collegato alla richiesta di supporto esalta questo grintoso messaggio. Non sappiamo se Aegerter riuscirà a raggiungere l’oneroso obiettivo prefissato, a meno che la campagna social non diventi virale in breve tempo. Appare più probabile che lo svizzero si fermi a quota 20% del budget se i sostenitori si mobiliteranno in tempi brevi. In ogni caso, Aegerter ha mostrato che questo è il futuro di chi intenda promuovere la propria carriera di pilota senza avere alle spalle facoltosi mecenati.

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