Maverick Vinales miracolato, come scongiurare il rischio investimento?

Maverick Vinales miracolato, come scongiurare il rischio investimento?

Il pilota Yamaha evitato per un soffio dal Dovi alla chicane di Assen. Pericolo investimento: se proteggessimo forcella e pedane?

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Chaz Davies nella Superbike a Misano, due settimane dopo Maverick Vinales durante la gara MotoGP ad Assen. Entrambi protagonisti di scivolate banali, e nei due casi anche a basse velocità,  che hanno rischiato l’osso del collo (letteralmente…) restando investito (Davies) o rischiando di esserlo (Vinales).  I piloti di oggi rischiano assai meno di quelli di un tempo: circuiti, materiali e assistenza medica hanno fatto progressi enormi. Ma c’è sempre l’eventualità di essere travolti in pista. La casistica degli ultimi vent’anni testimonia che questo ormai è l’unico grande rischio nelle corse. Inevitabile?

CASISTICA – Dal 2003 ad oggi ci sono stati quattro incidenti mortali nel Motomondiale: Dajiro Kato a Suzuka nella gara MotoGP (urto contro le barriere), Shoya Tomizawa durante la corsa Moto2 a Misano 2010 (investito), Marco Simoncelli durante la gara MotoGP a Sepang 2011 (investito) e Luis Salom durante le prove Moto2 al Montmelò 2016  (travolto dalla moto rimbalzata contro le barriere).  In Superbike, nello stesso periodo, ci sono state due disgrazie, entrambe per investimento e sempre nella Supersport: Craig Jones a Brands Hatch 2008 e Andrea Antonelli a Mosca 2013.

AIR BAG – La casistica ci dice quindi che la principale causa di incidenti gravi nel motociclismo di un tempo, cioè l’urto contro ostacoli, è stata drasticamente ridotta. Resta l’incubo del pilota scivolato e travolto da chi segue. Trovare misure per evitare che questo succeda è impossibile, qualcosa però si potrebbe fare. Partendo, intanto dall’adozione di misure di sicurezza “passive”. L’obbligo di utilizzo di tute dotate di airbag è il primo passo, non più rinviabile: i top rider già lo usano, ma bisognerà che le autorità sportive (promoter e Federazione Internazionale) rendano obbligatorio questo dispositivo a tutti i livelli, magari inducendo i fornitori a ridurre i costi.

PROTEZIONI MOTO – Si potrebbe anche studiare come proteggere, in qualche modo, i punti della moto più pericolosi in caso di contatto con un pilota a terra, cioè la forcella e le pedane. Di recente il comando del freno è stato protetto in modo da evitarne l’azionamento casuale in caso di contatto. Forse qualcosa si potrebbe ovviare anche per altri particolari. Esempio: il piede forcella  e parte degli steli potrebbero essere protetti da un’estensione del parafango? E le pedane potrebbero essere inglobate da un’estensione della carenatura? Domande che giriamo ai tecnici e agli esperti della sicurezza.

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