Matteo Baiocco va in Aprilia “Cambio quattro carte e tento il poker”

Matteo Baiocco va in Aprilia “Cambio quattro carte e tento il poker”

Il campione d’Italia lascia la Ducati e approda in Nuova M2 Racing, satellite di Noale. Ecco perchè.

di Gianluigi Ragno Misterhelmet, @misterhelmet

Nel periodo natalizio, una mano di carte rischiosa la gioca Matteo Baiocco. Esperienza nel mondiale Superbike e nel British Superbike, il pilota di Osimo (Ancona), 32 anni,  tre volte campione Italiano tenterà il poker nel Campionato Italiano Velocità, cambiando quattro carte delle cinque da giocare: nuova moto, nuova configurazione, nuove gomme e nuovo team.

Baiocco, colonna Ducati (è stato anche tester ufficiale) correrà la stagione del CIV 2017 con l’Aprilia del team M2 Racing gommata Dunlop e supportata da Noale. Lo abbiamo sentito di ritorno da Cartagena, dopo un test che ha definito interessante.

Matteo Baiocco, 32 anni, durante il test Aprilia a Cartagena
Matteo Baiocco, 32 anni, durante il test Aprilia a Cartagena

La moto è performante e raccolgo l’ottimo lavoro di messa a punto generale di chi mi ha preceduto, gomme a parte, naturalmente. Non avrei mai pensato ma, dopo un lungo periodo sul bicilindrico, mi sono trovato davvero bene. Penso che l’Aprilia si addica molto alle mie caratteristiche di guida. Anche Dunlop sta lavorando bene. Le intenzioni dichiarate che riguardano un cambio di passo nello sviluppo, si percepiscono tutte…”

Un cambiamento totale, da parte tua, deciso da insoddisfazione?

Non posso parlare di insoddisfazione quanto piuttosto di ricerca di nuovi stimoli. E’ ovvio che se fosse stato tutto perfetto non avrei cambiato, ma ci tengo a dire che non dipende dal mio team. Al team Motocorsa di Lorenzo Mauri devo dire grazie perché abbiamo avuto una stagione vincente e ancora grazie perché ha cercato di continuare la nostra collaborazione. Diciamo che, per una volta, mi sono sentito lusingato perché Aprilia è una casa che ha mostrato molta attenzione nei miei confronti, cosa che era venuta, almeno queste le mie sensazioni, un po’ a mancare negli ultimi anni.

Ti saresti aspettato qualcosa in più da parte di Ducati?

“Con Ducati ho vinto quasi tutto quello che potevo vincere nelle mie condizioni, e dove non potevo vincere ho ben figurato. Magari è una mia interpretazione quella di poter pensare di tornare al mondiale, ma evidentemente non è nei loro progetti.”

Il CIV è una scelta obbligata?

Sì e no. Da un lato è chiaro che l’obiettivo di un pilota è il mondiale, dall’altro è inutile andarci per fare numero, magari pagando. Un campionato nazionale fatto bene, in cui si può vincere è senza dubbio da preferire, a questo punto della mia carriera. All’estero molti buoni piloti lo hanno capito e il risultato è stato l’innalzamento del livello dei rispettivi campionati, basti guardare BSB, Australian Superbike, e altri.”

Il CIV sembra stia vivendo una situazione simile.

“Esattamente. L’anno prossio ci saranno Pirro, Zanetti, Roccoli, tutti piloti di ottimo livello che non sfigurerebbero a livello iridato. Ci sarà da divertirsi, e io raccolgo la sfida. In questa mano di poker cambio quattro carte, chissà che non mi riesca il colpaccio. Io ci credo”.

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