Lord of The Bikes, Italiano sì, nuovo no

Lord of The Bikes, Italiano sì, nuovo no

Costa 20mila € e piace più di tante mega produzioni. Peccato le diverse rivendicazioni di paternità

In Italia televisivamente non ne va bene una agli show motoristici. Se Superbike e Moto GP fanno ascolti miseri e Top Gear è stato aspramente criticato per fare (male secondo gli appassionati) il verso a quello originale, almeno Lord of The Bikes, condotto da Ringo e in onda sempre su SKY 1 come apripista della serata, ha accolto un consenso praticamente unanime da parte dei motociclisti.

Il format,  annunciato come un’idea tutta Italiana e completamente nuova, è già nella bufera. Su Rocket Garage, Blog motociclistico di riferimento per gli appassionati del custom e della scena cafè racer   http://rocket-garage.blogspot.it/2016/02/lord-of-bikes.html  hanno iniziato subito a volare gli stracci in merito alla novità e alla paternità del progetto.

Nei commenti alla news riportata sul blog, alcuni lettori chiamati in causa scrivono che il progetto è tutt’altro che nuovo e che si tratta di uno script pensato realizzato e conseguentemente depositato in SIAE già nel 2012. Inoltre c’è un trailer  https://vimeo.com/54938759  realizzato sia in Italiano che in Inglese (il prodotto è stato proposto anche a BBC, ITV e Channel 4) che vede fra i protagonisti l’artista Dino Romano, presente anche nell’edizione attuale.

Quella che sembra essere una puntata zero, sarebbe stata girata nell’estate del 2012 e caricata sulla piattaforma video Vimeo in data 11 dicembre dello stesso anno. Alcuni invece dicono che Il progetto sarebbe stato lanciato in Italia nel 2013 da Bike Riders e proposto a varie aziende italiane nel 2014. Il format, stando alle voci, sarebbe piaciuto alla Piaggio che però avrebbe posto una condizione: che vi fossero solo Moto Guzzi… in seguito a varie modifiche su misura, la stessa Piaggio avrebbe dichiarato nel 2015 di non essere interessata… finendo poi per realizzare la trasmissione con altra produzione.

Anche la versione pilota prevedeva, come la realizzazione attuale, sempre 10 customizzatori, e una giuria qualificata quasi quanto l’attuale con Jerry Caronte e Fred Kodlin. La versione attualmente in onda su SKY, invece, condotta dal noto dj Ringo, vede come giudici Filippo Barbacane (forse il miglior customizzatore su base Moto Guzzi al mondo), Paolo Sormani (giornalista storico del mondo custom e cafè racer) e Aryk, un’esperta di verniciature custom. Ma alla fine cosa c’è da discutere se la trasmissione è ben fatta, piace e funziona? Niente, se non il fatto che in Italia non riusciamo a far niente senza polemiche,  rubarci le idee e pugnalarci alle spalle.

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