Il Caso Matteo Baiocco tre volte Re d’Italia “Scusate se ho vinto!”

Il Caso Matteo Baiocco tre volte Re d’Italia “Scusate se ho vinto!”

Il neo tricolore sbotta: “Non è colpa mia se la moto di Pirro era irregolare. Il valore non si discute però il suo atteggiamento mi ha fatto restare male”

Ha vinto il suo terzo titolo italiano Superbike, ma anche il campionato nazionale più discusso degli ultimi anni.

Nemmeno una vittoria, a meno di non considerare quelle a tavolino ottenute con la squalifica del suo diretto avversario, Michele Pirro, la cui moto è stata trovata irregolare a metà campionato, cancellandolo, di fatto, dalle classifiche. Ma come Pirro, Baiocco fa solo il pilota. Sale sulla moto che gli danno, e quindi raccoglie quello che semina in pista e quello che decidono i regolamenti. Baiocco è uno mai polemico, e quindi stonano po’ le sue dichiarazioni a caldo, nell’immediato dopogara. Tocca sentirlo al telefono. Per esperienza so che Baiocco non si nega mai.

Matteo Baiocco 3° titolo tricolore SBK
Matteo Baiocco 3° titolo tricolore SBK

“Innanzitutto inizio con i ringraziamenti. Ringrazio la mia squadra, il Team Motocorsa Racing di Lorenzo Mauri. Mauri aveva messo su una squadra per lui, l’anno scorso, ma di fatto come team vero, questo è un esordio a tutti gli effetti. Come pilota ha corso la sua ultima stagione, ha avuto delle difficoltà ma devo dire che la sua testa era già quella da team manager.  Scendeva dalla moto e invece di andare dai tecnici veniva da me a chiedere come stessero andando le cose. La sua attenzione umana e finanziaria è stata per me. La prima cosa per cui sono felice è questa. Un debuttante ha seminato e ha raccolto. E sono lieto di essere stato io ad accompagnarlo in questa avventura.

Tornando al tuo titolo, ho letto dei commenti duri sul web, sulla questione. Parliamo di quelli che riguardano te.

“So di che parli. Mi spiace che vedano me come un antagonista anche fuori dalla pista. Io sono stato avversario di Michele Pirro in pista, ma né io né la mia squadra abbiamo fatto niente altro a parte correre. E’ stato violato un regolamento ma non c’è stato nessun reclamo da parte nostra. Se ci fosse stato sarebbe emerso il nostro nome. Invece per buona parte del tempo siamo stati sotto osservazione anche noi. Solo che gli esiti del controllo sono stati diversi. Non voglio entrare nel merito della gestione di questa cosa da parte degli organi preposti.  Fra una gara e quella dopo io mi devo solo allenare. Quello che succede non mi deve interessare. Ha detto le stesse cose anche Pirro, no? Stessa cosa per me. Mi spiace solo passare per colpevole di qualcosa. C’era un campionato sul piatto e ce lo siamo andati a prendere, ma non sentiamo di averlo rubato a nessuno.”

E’ lungo l’elenco delle gioie e dei riconoscimenti?

Matteo Baiocco ha 32 anni
Matteo Baiocco ha 32 anni

“La prima gioia è che il titolo sia rimasto in Ducati, poi che sia il terzo titolo per me. Come riconoscimento ne ho uno grande per Pirro. Riconosco che è stato quasi sempre più veloce di me. Io a Vallelunga ero molto veloce, poi è piovuto e io ho fatto una brutta gara, lui è stato bravissimo.  Al Mugello ho fatto un errore ma ero vicinissimo a lui, poi ho sofferto un po’ ma non ero eccessivamente lontano. La sua moto andando avanti è cresciuta, siamo cresciuti tanto anche noi, ma ormai eravamo rimasti indietro. Da qui i suoi successi e le mie non vittorie.”

E’ un atteggiamento da gentiluomo.

“Come posso negare il cronometro e la pista? Ho sempre avuto fair play. Conta poco il fair play quando sei dietro, ma dopo la squalifica io non ho mai cambiato atteggiamento, ho sempre mostrato disponibilità. Con Barni i rapporti erano e spero saranno sempre distesi. Da quando non corro più con lui, nel 2014 ho perso il campionato contro il suo team (guidava Goi – ndr – ), rompendo due volte. Nel 2015 nel mondiale correvo con Althea e mi sono fatto male in Qatar. Questo mi è costato il titolo dei privati vinto sempre dal team di Barni. Quest’anno ci siamo ripresi qualcosa. Non mi sembra la fine del mondo. Mi spiace molto per Pirro. Non vorrei sbagliarmi ma il suo atteggiamento è cambiato. Domenica non mi ha stretto la mano davanti a tutti e se n’è andato. Ci sono rimasto male. Mi sarebbe bastata una pacca sulla spalla, un cenno, magari anche un “vaffa” bonario o un rimbrotto. Invece niente. E’ stato brutto. Immagino che Michele sia molto dispiaciuto, ma il suo valore rimane e non glielo toglie nessuno. Peccato per la reazione da parte sua, nei miei confronti.”

Questa vittoria, aldilà dell’albo d’oro, non cambia le cose. Non ti manda agli europei, ai mondiali o in Champions League.

“La nostra sfida è stata contro le probabilità. Contro un pilota che usava gomme eccezionali da anni, che fa gare di MotoGP, con un team super collaudato. La nostra impresa, quella di una squadra che metteva il naso nel campionato per la prima volta contro Yamaha Pata ufficiale, Aprilia e altre strutture ufficiali o quasi, era in salita.  Avevamo il ruolo di guastafeste. Forse nessuno si aspettava che riuscissimo davvero nell’impresa. Noi come idea avevamo solo quella di non essere schiacciati da questi giganti. Io stesso alla fine mi sono risparmiato un po’ per paura di perdere tutto. Molti avversari sono venuti a stringermi la mano. Purtroppo sono mancati i più accreditati. Ho sentito il peso della freddezza nei nostri confronti, sia in merito alla vicenda che ci ha visti protagonisti, sia al modo in cui tutto si è concluso. Forse dovevamo scusarci per aver vinto…”

Con Ducati come va?

“Dopo la vittoria sono arrivati complimenti, messaggi, auguri e belle parole. Qualcuno era anche presente. Credo abbiano apprezzato che ci sia stato un piano B, dopo che il loro candidato principale era venuto meno.”

Piano B come Baiocco. E l’anno prossimo?

Ducati Motocorsa ha vinto al primo tentativo
Ducati Motocorsa ha vinto al primo tentativo

“Esatto! Il titolo è rimasto in casa. Io ho raccolto poco, ho fatto meno punti delle attese, ma sono comunque riuscito a vincere e a tenere il titolo a Bologna. Mi fa piacere essere il piano B, se poi le cose vanno così. Per quanto riguarda l’anno prossimo il mio team sta facendo degli sforzi per farmi fare delle wild card nel mondiale, ma è giusto che facciano passi misurati. A me di sicuro piacerebbe rimanere con Ducati, voglio bene a Ducati. BSB o mondiale, va tutto bene. L’importante è partecipare per ben figurare. Andare a rischiarmela e a vivacchiare a fondo classifica, non mi interessa.”

In sintesi, preferenze?

“Fare un campionato in cui poter far bene e divertirmi. Non finisce il mondo se non faccio il mondiale, finisce se però se mi riduco a fare la comparsa.  Per quanto riguarda la moto, preferirei stare con Ducati. E’ un amore che vorrei fosse ricambiato, ma è anche vero che se l’amore non è corrisposto, è inutile accanirsi, diventa stalking.  Il mio simbolo è la pecora, è nera me è una pecora… l’hai mai visto una pecora stalker?”

Foto Marco Lanfranchi

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy