IL CASO Gli opposti destini di Biaggi e Stoner

IL CASO Gli opposti destini di Biaggi e Stoner

Il ritorno di Stoner sta scatenando entusiasmi, Biaggi dicevano che era minestra riscaldata. Quando gli interessi distorcono la realtà

Quando i poveri si vestono in modo non convenzionale, sono considerati poco eleganti. Se si tratta dei ricchi, si dice che sono eccentrici.

Per l’arredamento è la stessa cosa. Povero o minimal… a seconda di chi lo interpreta.
Il ritorno di Biaggi e Stoner funziona uguale. Il rientro di Max aveva suscitato clamore e tante aspettative, ma l’entusiasmo non aveva sfondato la cerchia dei sostenitori. Molti altri avevano storto la bocca parlando di minestra riscaldata e di crisi della Superbike, costretta a queste iniziative per acquisire un minimo di visibiità contro una MotoGP mediaticamente strabordante. Quello di Troy Bayliss, prima ancora, stessa cosa.

Il ritorno di Stoner ha avuto un effetto praticamente contrario. Entusiasmo per tutti tranne che per una piccola fazione di player che hanno da perdere dal punto di vista del confronto diretto. Eppure la MotoGp si era chiusa lasciando tanti di quei conti aperti, che non aveva certo bisogno di un’ulteriore spinta per attirare l’attenzione.

Come al solito, dipende da chi le cose le fa, e soprattutto, le comunica e le vende. Mentre alla MotoGP è consentito di crescere nel modo che vuole, nutrendosi del meglio, come un’ape regina, la Superbike deve rimanere nel suo, fare il compitino e non allargarsi troppo, magari anche con un campionato poco spettacolare e avaro di emozioni (perfetto, quello del 2015). Che non le venga in mente di brillare…a Dorna serve un comprimario che rimanga nei ranghi. E televisivamente, tutti avvisati, servono motivi validi e differenze nette per guardare le gare a pagamento.

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