Fenomeno Lorenzo Lanzi: “Datemi una moto, e io ci metto il cuore”

Fenomeno Lorenzo Lanzi: “Datemi una moto, e io ci metto il cuore”

Il romagnolo, 35 anni, al Mugello monta gomme mai provate e compie una rimonta d’altri tempi. Ce lo racconta chi lo ha conosciuto bene

Oggi al CIV è andata così. Riassumiamo: team privatissimo, gommato Pirelli ma pagante, Lanzi capisce che con la situazione in corso è al Mugello per niente. Con il suo team va da Pirelli, ringrazia, e dice che comprerà delle Bridgestone. La squadra gli compra le gomme, il resto ce lo mette lui. Sta davanti alle altre BMW abituate a girare con gomme da lui mai viste. Ma soprattutto, sta davanti a tutti gli altri. E poi mi telefona per dirmi come è andata.

Chi non sa la storia è destinato a ripeterla. La saggezza contadina è sempre sottovalutata. Tutto questo perché è guardando a Lorenzo Lanzi, vincitore oggi al CIV con una mossa d’altri tempi, che si potrebbero capire altre cose che, invece, per pigrizia, non si capirano mai. Carriera strana quella di Lanzi. Minimotociclista, poi calciatore, poi di nuovo sulle moto…fuoristrada, sport production, motomondiale, superstock… un assaggio di AMA e debutto in Superbike da privato. Nella stessa stagione di debutto, sostituisce Laconi sulla moto ufficiale e vince due  gare. Per lui arriva la moto ufficiale…sembra fatta.
Poi però una situazione famigliare travagliata gli rovina la carriera. Lanzi delude (a guardar bene oggi, averlo un secondo pilota Ducati così) e in breve tempo rimane fuori dal giro grosso, con qualche ritorno nel mondiale Superbike, categorie minori o come sostituto.

cover lanzi dentrE’ qui che io pesco il jolly. Ci faccio un viaggio in auto da Parigi a Magny Cours, dove corre da supplente di Smrz per il team Liberty.E’ alla sua terza gara con una squadra che scomparirà proprio il week end di Francia… e lui fa un viaggio a vuoto. E’ il 2012. Annoto un’intervista che non pubblico, ma che mi serve a capire Lanzi e la sua visione contadina della vita. Ma anche senza annotare nulla, vi giuro che mi sarebbe rimasto tutto impresso. Imparo in tre ore d’ auto, più che in tre anni di sala stampa, come dovrebbe essere un pilota. Come dovrebbe essere il nostro mondo.

“Se sei un pilota corri solo se sai di poter vincere la corsa che stai per correre.”
“Se sei un pilota professionista, non esiste che corri gratis, ma devi garantire un risultato”.
“Se sei un pilota dilettante, non prendi i soldi, ma non esiste che paghi”.
“Se dai la tua parola, piuttosto muori, ma mantienila. Basta una stretta di mano”.
“Se devi tornare per far ridere, meglio che stai a casa”.
“Se devi tornare per farti compatire, meglio che stai a casa”.
“Se devi rischiare la vita per niente, meglio che stai a casa”.
“Se non sei davvero pronto, indovina:  meglio che stai a casa.”

Più di metà della griglia di tutti i campionati è fatta da piloti che non hanno per niente in mente questi dogmi. Non è il caso di Lanzi. Ripetutamente criticato per non essere in forma, in realtà è sfavorito dal suo fisico massiccio e brevilineo. Ma alla fine non delude mai, tutte le volte che viene pescato da Bagno di Romagna mentre ormai fa dell’altro per mettere insieme il pranzo e la cena, Lanzi è sempre un professionista. Negli anni dice dei no pesanti, dei sì rischiosi, ma sempre ragionando concretamente, da contadino.

Come è andata oggi lo avete già letto. E adesso parla lui:

“Siamo una squadra messa su con i sacrifici. Abbiamo la tenda a un  km dal paddock. Oggi ci siamo guardati negli occhi e abbiamo detto: cosa siamo qui a fare? Giochiamocela! Abbiamo spiegato a Pirelli e hanno capito. Poi è andata come è andata. Ma lo sai qual è la cosa che mi ha fatto più piacere? Essere riuscito a vincere la prima volta che sono riuscito a portare la mia famiglia in autodromo dal primo giorno. C’era mia moglie e mio figlio è salito con me sul podio. Ora dimmi se non ho fatto bene, rischi e scelte contadine a parte. Sono onoratissimo di aver corso con Fabrizio, La Marra, Goi; ho vinto io con questa scelta antica, ribelle, da super privato. Adesso cerco qualcosa per l’anno prossimo. Mi piacerebbe tornare al mondiale o al British Superbike. Mi hanno detto che lì c’è posto per chi ci mette il cuore…”

CIV Mugello Vince Lanzi

CIV Mugello Massimo Roccoli campione italiano

3 commenti

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  1. Katana05 - 2 mesi fa

    Tre lettere, Lorenzo: B-S-B. E vedrai che li il sorriso lo ritrovi di sicuro…

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    1. Paolo Gozzi - 2 mesi fa

      Anch’io ce lo vedrei benissimo.

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  2. Dlindlon - 2 mesi fa

    Grande, grandissimo Lanzi. Eroe “contadino” mani grosse e cervello fino. Il pezzo è davvero molto bello, geniale l’idea di pescare un’intervista di qualche anno fa e di riproporre il “Lanzi-pensiero” dopo una vittoria strepitosa del genere. Ed è vero: a ben vedere avercela una seconda guida come Lanzi su di una moto ufficialissima. Queste sono le storie che fanno innamorare la gente al moto sport, dove per fortuna ogni tanto cuore e passione prevalgono sui soldi e sui mali che affliggono l’ambiente delle moto corse. Ma bisogna saperle raccontare queste storie. Ancora complimenti a Lanzi e a chi ha scritto il pezzo (bravo MH!).

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