Diamo i numeri: Colin Edwards meglio di Carl Fogarty e Troy Bayliss!

Diamo i numeri: Colin Edwards meglio di Carl Fogarty e Troy Bayliss!

Il texano è il pilota Superbike con il miglior indice di prestazione nei 29 anni di Mondiale, meglio dei mostri sacri

di Maurizio Mazzoni

Chi è il più forte?

La recente visita di Giacomo Agostini alla Gazzetta ha innescato il consueto tormentone “Chi è il pilota più forte di tutti i tempi?”.Era più forte Surtees o Hailwood, Agostini o Rossi?

Pensiamo sia impossibile fare un paragone fra epoche diverse: Surtees ed Agostini, ad esempio, hanno vinto TUTTI i GP500 in una stagione, ma allora Surtees vinse i 7 GP del 1959 ed Agostini vinse le 10 gare del 1968, imprese eccezionali ma che probabilmente i piloti di oggi non potranno mai ripetere perché un conto è vincere 7 o 10 gare ed un conto è vincere le 18 che costituiscono il mondiale attuale! Analogamente i 15 titoli di Agostini sono stati conquistati in due classi (350 e 500) e dal 1968 al ’72 nello stesso anno, cosa oggi non più possibile perché Rossi gareggia solo in MotoGP. Analogamente Hailwood ha conquistato in diverse occasioni i titolo contemporaneamente in classi diverse. Quindi troppo diverse sono le condizioni al contorno per consentire paragoni efficaci fra piloti di epoche diverse.

Pur tuttavia la curiosità rimane, e proprio la curiosità ci ha spinto a cercare una soluzione al problema. Lo abbiamo fatto con la Superbike, che si colloca in un arco temporale più ridotto del Mondiale GP, visto che nel 2017 affronterà la sua 30.a stagione. Il metodo adottato è basato su quello dell’«indice di prestazione» caratteristico della 24 Heures du Mans automobilistica, che tiene conto della cilindrata e dei chilometri percorsi; nel nostro caso abbiamo tenuto conto del punteggio ottenuto a fine stagione e delle gare disputate, inserendo anche un coefficiente di correzione dei diversi punteggi adottati negli anni e ricavando la percentuale dei punti ottenuti dal campione del mondo sul punteggio massimo disponibile. Ovviamente il risultato non è matematicamente perfetto, il valore percentuale di un secondo posto attuale rispetto alla vittoria (20 punti contro 25) è diverso da quello dei primi anni (17 contro 20), analogamente per il terzo posto (16 contro 25 anziché 15 contro 20), ma il risultato finale è sostanzialmente valido, anche se non esattissimo.

Ecco la tabella risultante, organizzata in ordine decrescente in funzione del nostro indice di prestazione.

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Nota: In giallo sono evidenziate le stagioni in cui le manche non hanno coinciso esattamente con il doppio delle gare disputate

Un po’ a sorpresa, per i più giovani, al top troviamo Colin Edwards nella sua stagione 2002, quando si appropriò di quasi il 85% dei punti disponibili. Lo seguono da vicino da Jonathan Rea nella sua cavalcata del 2015, ed il grande Doug Polen del 1991, la stagione in cui dominò con la Ducati Fast by Ferracci curata dalla NCR di Nepoti e Caracchi.

Stranamente Carl Fogarty e Troy Bayliss, le due grandi icone della Superbike, risultano più indietro in questa graduatoria: allora la loro non è vera gloria? Niente affatto, significa solo che i loro titoli se li sono dovuti sudare contro avversari agguerritissimi che non hanno concesso loro un attimo di respiro; proprio per questo i loro nomi rimangono scolpiti nel cuore degli appassionati. Non per niente il “peggiore” sembrerebbe essere il Fred Merkel del 1988, quando alla vigilia dell’ultima gara i piloti in lizza per il mondiale erano ancora in quattro. Questa è stata solo una curiosità matematica, non prendetela come un Vangelo, mi raccomando!

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