CIV Misano: Doppio controllo antidoping Alla Ducati e ai suoi piloti

CIV Misano: Doppio controllo antidoping Alla Ducati e ai suoi piloti

L’antidoping impazza anche nel CIV. Ecco perchè i trionfi di Pirro, i podi di Baiocco e la supremazia Panigale sono sub judice

Cominciano le Olimpiadi e potrebbe sembrare un titolo ad effetto. Ma è quanto capitato a Misano dopo gara 2 del Campionato Italiano Velocità, domenica 31 luglio.

E se una delle due azioni è stata casuale  (i piloti per il test antidoping vengono estratti a due giri dalla fine), il controllo delle loro moto non lo è stato. La Ducati Panigale di Michele Pirro (Team Barni) e Matteo Baiocco (Team Motocorsa), primo e secondo (nella foto d’apertura di Marco Lanfranchi), sono state oggetto di particolare attenzione da parte dei commissari. Che però, dopo 5 ore di controlli, non avrebbero ancora emesso un verdetto, lasciando di fatto tutto sub judice, senza comunicarlo ufficialmente. Terzo, in entrambe le gare di Misano, è arrivato Riccardo Russo con la Yamaha.

Sotto la lente d’ingrandimento sarebbe finito il motore della Rossa, sospettato di essere fuori standard per una raggiatura di un condotto, senza però la certezza che le cose stiano realmente così dato che le misure richieste non sono in fiche. Il risultato dei controlli sarebbe di fatto sospeso fino alla fine del mese, la data entro cui Ducati dovrebbe rendere disponibili i pezzi di serie per poter consentire alla giuria un confronto fra le moto messe in pista dai due team e quelle di produzione. Nel frattempo, però, tutti muti sull’argomento.

Va considerato che Michele Pirro al CIV è un vero e proprio stragista (sei vittorie su sei e una serie di giri veloci e altre prestazioni di riferimento) ma che Baiocco, con un team alla prima esperienza e un trend super positivo nelle ultime uscite, rende Ducati l’unica alternativa a se stessa.  E la cosa potrebbe aver innescato una serie di minuziose e puntuali segnalazioni. Alcune andate a vuoto (lo scarico FM, stile Ducati Aruba utilizzato da Baiocco è risultato rispettare gli standard), altre  più centrate. Se le Ducati dei primi due in classifica dovessero risultare irregolari sarebbe un duro colpo per la casa di Borgo Panigale ma anche per due team di riferimento che rappresentano il vecchio che si consolida e il nuovo che avanza.

Il Team Barni è da sempre una sorta di test team per Bologna e sta ben figurando anche nel mondiale, mentre il team Motocorsa, sulle scene da pochissimo e intenzionato a mettere piede nel mondiale SBK già dal 2017, ha dimostrato che non è necessario essere blasonati se si lavora con professionalità. Ridimensionati i due protagonisti principali, ne guadagnerebbe un Campionato già soffocato nella culla, e gli organizzatori potrebbero avere un finale meno opaco per un CIV che, come si dice in gergo, “fatica a fare i numeri”.

L’elemento più emblematico, però, riguarda il comportamento della Federazione. I commissari sono in una situazione comunque vincente.  Nel caso una o entrambe le moto risultassero irregolari, si procederebbe ad una penalizzazione e i giudici ne uscirebbero come paladini della giustizia tecnico sportiva. Nel caso fosse tutto ok, invece, non succederebbe nulla ma nessuno farebbe figuracce dato che della faccenda non si è fatto alcun cenno. Per chi dice che le corse sono noiose: dove altro potrebbe succedere una cosa così?

Foto Marco Lanfranchi

6 commenti

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  1. Alex1078 - 10 mesi fa

    Salve,è alquanto imbarazzante “non avere” le misure o le fiche di una qualsiasi moto che partecipa al Civ!!
    Sbaglio o le moto che partecipano al Campionato devono essere corredate di fiche di omologazione al momento dell’iscrizione??
    Detto questo,non capisco tutta questa pantomima da parte della federzione/commissari
    Attendiamo aggiornamenti in merito

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  2. Arzenton - 10 mesi fa

    La Federazione è specialista in queste porcate.
    Da capire se ce l’hanno con Barni perché Pirro le sta vincendo tutte, o con Baiocco che fa parte di una squadra troppo nuova per stare ai vertici.

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    1. Paolo Gozzi - 10 mesi fa

      Salve, mi pare che il contesto CIV non si presti a ipotesi “complottiste”. Se conosco i miei polli: ci sarà stata qualche squadra avversaria che avrà fatto notare ai Commissari di verificare un determinato particolare e questi …eseguono. La cosa incredibile è l’Autorità federale non abbia chiesto alla Ducati la disponibilità IMMEDIATA del pezzo di serie per la verifica, onde fugare tutti i dubbi o comminare sanzione. In agosto si fanno gare e test, non regge che l’azienda sia chiusa e il pezzo non disponibile. Anzi, dovrebbe essere Ducati stessa ad attivarsi in questo senso. Altra cosa senza senso: perchè la FMI non ha fatto un comunicato ufficiale per annunciare che il risultato è sub judice? Adesso che corsedimoto ha scoperto il bubbone, vuoi vedere che si danno tutti una mossa? Saluti

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      1. Arzenton - 10 mesi fa

        Magari il risultato non è nemmeno sub judice. Non che avete sbagliato voi ma che magari è una situazione indefinita che non ha nome… magari non si sono nemmeno spiegati.
        Sempre colpa loro, comunque… che tacciono su quello che gli fa comodo

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        1. Paolo Gozzi - 10 mesi fa

          Salve, a noi risulta che ci sia un controllo in corso, quindi – anche se forse non formalmente – il risultato è da considerare in ogni caso sub judice. Visto che finora non è stata fatta, speriamo che ci sia chiarezza da parte della Federmoto almeno adesso che il caso è venuto alla ribalta. Quindi ci aspettiamo un comunicato chiarificatore. A breve. Saluti

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          1. Sbulbor - 10 mesi fa

            anche fosse vero, c’è il rischio concreto che gettare ombre sul civ, su ducati, sulla federazione, sui commissari e su solodiosachialtro rimanga un’esercizio di dietrologia che non interessi a nessuno, ma ehi ok siete i robin hood dell’informazione motociclistica quindi yeah!

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