CIV A Imola fotografi minacciati e derubati sotto al podio

CIV A Imola fotografi minacciati e derubati sotto al podio

CIV A Imola fotografi minacciati e derubati sotto al podio Non è la prima volta E fra due settimane arriva il Mondiale

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L’allarme è suonato a metà domenica. “Scusate se le foto del CIV arriveranno con un po’ in ritardo, non rientriamo subito in sala stampa perchè strani personaggi ci stanno seguendo per rubarci l’attrezzatura”.

Il round d’apertura CIV, cioè la massima espressione della velocità nazionale, era in pieno svolgimento. All’arrivo della Superbike, la gara più importante, il fatto più grave: a Fabrizio Porrozzi, 55 anni, uno dei professionisti italiani più apprezzati, hanno rubato un teleobiettivo e un corpo macchina. Un danno assai rilevante. E la cosa sconcertante è la dinamica dei fatti, che lo stesso Porrozzi (nella foto d’apertura) ha postato su Facebook. “Entro dentro il Parc Fermè, lì entro solo io in quanto fotografo ufficiale” ha scritto il professionista romano. “Poggio a terra il 600 e fotografo l’esultanza dell’arrivo con l’altra macchina, come da 36 anni a questa parte. Però è stato speciale, perché stavolta quando mi sono girato per riprendere l’obiettivo e la macchina e non c’erano più. Me li hanno rubati, una cosa incredibile, nel posto che credevo il più sicuro di tutta la pista.” Già: il parco chiuso è la zona off limits dove i piloti arrivano rientrando dal giro d’onore. E’ in corsia box, sotto al podio: dunque una zona che dovrebbe essere super vigilata.

Uno dei buchi praticati nella recinzione della pista
Uno dei buchi praticati nella recinzione della pista

Marco Lanfranchi, fotografo mantovano, aggiunge ulteriori, incresciosi dettagli. “Da anni a Imola rubano attrezzature fotografiche. Hanno aperto auto e furgoni per portare via il materiale e c’è anche chi è stato seguito fino a casa o raggiunto dai ladri alla prima sosta in autogrill, riferisco cose che tutti noi che lavoriamo al Santerno conoscono benessimo”. Non è tutto, purtroppo. “Imola è particolare, il tracciato attraversa una rete di strate pubbliche che danno l’accesso sia ad abitazioni private che a parchi, nonchè agli accessi in pista riservati alle persone accreditate. Non c’è stato solo il caso di Porrozzi. Un altro obiettivo e un corpo macchina sono stati sottratti all’uscita della variante Villeneuve in corrispondenza della postazione per le riprese video. In quel momento era presente un solo fotografo, quello a acui è stata runata l’attrezzatura, più i commissari e altro personale di servizio. Poi abbiamo constatato che in quel punto c’è chi ha fatto un buco nella rete per far passare materiale rubato da dentro a complici fuori”.

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Un fotografo al lavoro a Imola

Il caso ha dell’incredibile. Com’è possibile che ladri professionisti possa entrare indisturbata lungo la pista, pedinare, minacciare e rubare le attrezzature? Le postazioni dei fotografi sono in luoghi off limits e perfino gli addetti ai lavori hanno forti limitazioni di accesso e circolazione. E com’è possibile che ogni volta che si corre sia sempre la stessa storia? Fra due settimane a Imola arriva il Mondiale Superbike, un evento di portata planetaria, con migliaia di ospiti, 50 mila spettatori (almeno) sulle tribune e decine di TV collegate in diretta. Una vetrina internazionale. Lasciamo perdere i brutissimi pensieri, tipo: se invece di un ladro sotto il podio si infiltrasse un terrorista? Ma anche “semplici” ladri possono rovinare la festa.

Sarebbe bello se, in queste due settimane che mancano i responsabili dei misfatti del CIV finissero dove meritano.

1 commenti

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  1. cibo - 5 mesi fa

    Se i responsabili dell’ autodromo non sono in grado di garantire la sicurezza, non meritano che si corra ad Imola.

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