Ciao Moreno Pescucci, il motociclismo piange un altro campione

Ciao Moreno Pescucci, il motociclismo piange un altro campione

E’ scomparso a soli 72 anni anche il conosciutissimo ex pilota e imprenditore fiorentino. Ecco chi era

di Maurizio Mazzoni
Moreno Pescucci

In questo terribile mese, così carico di lutti per il motociclismo, c’è da annoverare anche la scomparsa di Moreno Pescucci, una delle figure di spicco dell’ambiente motociclistico fiorentino. Moreno, che a giorni avrebbe compiuto 72 anni, era stato in gioventù uno dei più promettenti piloti italiani, anche se il suo carattere irrequieto ne aveva sicuramente limitate le doti naturali.

CARRIERA – Si era messo in luce a metà anni Sessanta nelle salite toscane in sella alla Morini 7 Bello messa a punto personalmente, imponendosi subito come uno dei più veloci in un ambiente estremamente competitivo, quando alla partenza si presentavano almeno una ventina di piloti per ogni classe. Numerosi i successi sui tornanti toscani, dalla Saline-Volterra alla Signorino-Collina e alla Poggibonsi-Castellina; ma il suo feudo personale era la Molin del Piano-Olmo dove si era imposto in tutte le edizioni della gara.
Questi risultati gli avevano procurato l’interesse della Laverda, allora pesantemente coinvolta nelle gare per maximoto e derivate. Ricordiamo il successo alla 500 Km di Modena 1972 in coppia con Gallina e quello del 1971 con l’amico Angiolini. Fu chiamato a correre, senza molta fortuna per la verità, nella Coupe FIM d’Endurance, dal Bol d’Or alla 24 Ore del Montjuich 1972, quando in coppia con Brettoni, stava dominando la gara finché un inopportuna scivolata non danneggiò irrimediabilmente la poderosa SFC.

Moreno Pescucci con la Suzuki 500 Titan impegnato a Misano in una gara del Campionato Italiano Juniores
Moreno Pescucci con la Suzuki 500 Titani mpegnato a Misano in una gara del Campionato Italiano
Juniores

TOP – La sua stagione migliore fu probabilmente il 1973, vicecampione italiano Junior 500 per pochissimi punti dietro Faccini e precedendo Cazzaniga, dopo una stagione combattutissima nella quale furono probabilmente determinanti i due “zero” di Imola e Monza. Continuò come Junior anche nel 1974, vincendo subito la prima gara di Misano davanti a Tommaso Piccirilli e Virginio Ferrari, ma poi problemi vari ne limitarono l’attività, conclusa con il quinto posto in campionato proprio davanti a Ferrari.
Passato Senior si ritrovò in sella alla problematica Harley Davidson 500 bicilindrica 4 carburatori, ma le mille tribolazioni meccaniche del mezzo e gli impegni della vita quotidiana ne tarparono ben presto le ali.

IMPRENDITORE – Nel 1987 creava la concessionaria Velmotor 2000 e si era rapidamente trasformato in un imprenditore di successo, punto di riferimento per tutti i motociclisti fiorentini. Ma la passione sportiva non si era spenta e, una volta consolidata l’attività commerciale, era tornato al vecchio amore, creando nel 2005 la Scuderia Velmotor 2000 impegnata nel CIV Supersport, inizialmente con la Kawasaki Ninja 600 per passare quasi subito alla Honda CBR600RR. Tanti i piloti cresciuti sotto l’ala di Moreno Pescucci, da Juri Proietto a Simone Sanna, Camillo Mariottini, Stefano Cruciani, Alessio Velini, Alessio Palumbo; sicuramente la stagione più esaltante fu il 2010, quando il campionato si concluse in una lotta a cinque e Gianluca Vizziello si vide strappare il titolo, già conquistato nell’ultima gara, a causa di una irregolarità tecnica che, ancorché ininfluente ai fini del risultato, lo fece togliere di classifica e rinunciare a quei punti che gli avrebbero dato il casco tricolore. Poi la lunga lotta contro la malattia, conclusa purtroppo il 13 marzo. Tantissimi gli amici e i piloti che hanno accompagnato Moreno al cimitero di Fiesole, proprio davanti alla vetta dell’Olmo dove ha conquistato alcune delle sue vittorie più belle.

Nella foto d’apertura: Moreno Pescucci in sella alla Laverda 1000cc 3 cilindri alle verifiche del Bold d’Or a Le Castellet; al suo fianco il progettista Luciano Zen e Piero Laverda

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  1. spegia - 7 mesi fa

    Sono un ex dipendente della Laverda, La foto qui sopra è alla 24h Bol d’Or di Le Mans – 1972 *(in gara salirà l’equipaggio inglese #62 Tony Melody / Doug Cash, (GB) Laverda 1000 3c endurance – factory!! Ciao Moreno… Riposa in pace !! :'(

    da sx: Dir Tec. Luciano Zen, mec. Nino Caretta, Piero Laverda, Moreno Pescucci … Seminascosta con ing. Sandro Todeschini #63 Laverda 750SFC Brettoni / Gallina !!!
    Saluti: spegia di Breganze

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    1. Paolo Gozzi - 7 mesi fa

      Grazie mille per l’intervento. Sarebbe bello avere qualche ricordo di chi è stato parte di questi miti italiani…

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