Caso Nicky Hayden: il perito della Procura chiede altro tempo

Caso Nicky Hayden: il perito della Procura chiede altro tempo

Rinviata la presentazione delle conclusioni tecniche sull’incidente costato la vita all’ex iridato MotoGP.

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Nicky Hayden primo piano

Caso Nicky Hayden, si allungano i tempi per conoscere l’esatta dinamica dell’incidente costato la vita all’ex iridato della MotoGP.

TRAGEDIA – Orlando Omicini, il perito nominato dalla Procura di Rimini, avrebbe dovuto presentare lo scorso 18 luglio la sua ricostruzione dell’incidente stradale costato la vita a  Nicky Hayden.  L’ex iridato si stava allenando in bici su una provinciale del riccionese, il 17 maggio scorso,  quando venne investito dall’auto Peugeot condotta da un 30enne operaio di Morciano, Nicky,  36 anni, gravemente ferito alla testa, morì cinque giorni dopo all’ospedale di Cesena senza aver mai ripreso conoscenza.

RESPONSABILITA ‘ – La perizia del tecnico nominato dagli inquirenti è un atto decisivo per l’accertamento di eventuali responsabilità. E’ ormai appurato che Nicky non abbia rispettato lo stop ma si indaga sulla velocità dell’auto che potrebbe aver aggravato le conseguenze dell’impatto. Nell’incrocio teatro della tragedia vige il limite dei 50 km/h.

IL PERITO – Orlando Omicini ha lavorato per oltre trent’anni in Polizia Stradale e ha fatto parte del Comando Ufficio Incidenti della sezione provinciale di Rimini. Adesso è “un libero professionista specializzato nell’analisi, ricostruzione e simulazione degli incidenti stradali, tecnica veicolare, ergonomia peritale, compatibilità danni e disciplina della circolazione” come si legge nel suo sito internet.

RINVIO – La Procura non ha fornito particolari sulla nuova data di presentazione della perizia ma di norma i consulenti tecnici hanno facoltà di chiedere proroghe per ulteriori 60 giorni. Dopo la presentazione della memoria del consulente della Procura entreranno in scena i periti di parte nominati dalla difesa di Nicky Hayden e dalla difesa dell’automobilista e dell’assicurazione.

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