BSB: Bradley Ray leader, il futuro è già qui

BSB: Bradley Ray leader, il futuro è già qui

Dopo due round il 20enne Suzuki comanda la classifica: due vittorie e tre podi in quattro gare. Tenetelo d’occhio…

di Massimiliano Garavini
Titolo Bradley Ray Premiato da Suart Higgs

Il motociclismo è sport per giovani. La longevità agonistica è un lusso per pochissimi fuoriclasse. C’è qualcosa di iconoclastico in Bradley Ray: quando pensiamo che ci sia un cursus honorum, una specie di percorso obbligato verso i vertici, che ti accompagna per tutta la carriera ecco che arriva un giovane uomo di vent’anni a dirti che non è proprio così che funziona.

BABY CORAGGIO – Il talento non gli manca di certo, è solo che Bradley Ray ha scelto un’altra strada. In maniera retorica si potrebbe dire: la sua. Il coraggio dimostrato a Brands Hatch Indy, doppia pole, secondo in gara 1 dopo un acerrimo duello con il campione Shane Byrne,  dice di lui più di molti articoli. A colpire piuttosto è la sua storia, che lo rende originale in un motociclismo che troppo spesso pretende di “costruire” i suoi campioni con un percorso ordinato. Il #28 l’ha pure tentata, la strada della Red Bull Rookies Cup, e pure quella del CEV Moto3; semplicemente, non hanno funzionato. Ha fatto anche una comparsata in Moto2, wildcard a Silverstone. Ritirato. Il sito inglese crash.net qualche anno fa lo definì un “interessante emergente inglese”. Per una lunga serie di motivi. Fatto sta che nel motomondiale gli spazi di manovra per Ray sono stati davvero pochi.

PROMESSA – Un pilota dovrebbe correre, altrimenti fare un altro mestiere. Così Young Gun s’è rilanciato a capofitto con la 600 nel British SuperSport. «Bradley è una delle migliori promesse del nostro motociclismo» ha dichiarato il boss del Team Buildbase Suzuki, Chandler Warren-Gray. Così è stato. Tanto che l’eco della sua duplice vittoria a Donington, nella gara d’apertura del BSB, è arrivata fino al motomondiale. Qui non c’è la classe operaia che va in paradiso, ma un giovane di belle speranze che vuole correre. Di più: che dimostra coi fatti, in pista, che non è lì per caso. Puoi fare tutto il percorso che ti pare, seguire la strada segnata, scontrarti con un mondo che senza coperture non ti vuole, oppure farti la tua strada.

SENSAZIONALE – La Suzuki non era forse considerata la cenerentola delle SBK? Grazie al talento di Ray è lì a giocarsela con sua maestà, Shane “Shakey” Byrne, che è davvero un osso duro per tutti, senatori in primis. Di nuovo, il ragazzo, si diverte a sparigliare i luoghi comuni, che sono duri a morire, soprattutto in un ambiente tendenzialmente conservatore come quello del motociclismo sportivo.Poi c’è il campionato inglese, troppo frettolosamente bollato come la “coppa del nonno”, che sta dimostrando di saper valorizzare il talento di una nuova generazione di piloti in modo originale. Non più la solita, frustra, vecchia storiella Old school Vs. New school, quanto piuttosto un mix originale di esperienza e nuova linfa. Il presente è avvisato: il futuro è qui.

BSB Brands Hatch Indy La differita di gara 1 

BSB Brands Hatch Indy: La differita di gara 2

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