VR46 Academy: Due Mondiali in due anni, chi sarà il prossimo?

Franco Morbidelli e Francesco Bagnaia sono usciti dall’Università di Rossi sbancando la Moto2. Adesso a chi tocca?

La VR46 sta diventando fucina di campioni…del Mondo. Dopo Franco Morbidelli e Francesco Bagnaia, la Academy fondata da Valentino Rossi si appresta a lanciare altri talenti che potrebbero segnare il futuro del motocmonciale. Paolo Ianieri, inviato MotoGP de La Gazzetta dello Sport, ha visitato le strutture delle più prestigiosa “Università della Moto” del pianeta. Ecco l’articolo pubblicato su La Gazzetta dello Sport in edicola martedi 4 dicembre.

«Cos’è la VR46? È il giardino dove coltivare i nostri sogni. Abbiamo questo posto dove, con impegno e fatica, abbiamo la possibilità di creare. E siamo fortunati, perché siamo un gruppo di amici che condivide tutto questo». Alberto Tebaldi è l’a.d. della VR46, «un’idea» nata nel 2008 per produrre l’abbigliamento di Valentino Rossi e che oggi si è trasformata in un’azienda di 3.200 metri quadrati che dà lavoro a un’ottantina di persone con un fatturato che si aggira intorno ai 20 milioni l’anno e che, oltre al merchandising legato a Vale, segue tanti altri piloti (Viñales, Mir, Crutchlow e Rins alcuni), ma anche Lamborghini e Monster, ma soprattutto si è espansa con la creazione della Riders Academy, del team di Moto2 e Moto3 – che quest’anno si allargherà anche al Civ con uno Junior team (mentre in Spagna correranno due piloti thailandesi) -, oltre ovviamente al Motor Ranch. Quello sì il giardino dell’eterna giovinezza per Rossi, che, raccogliendo attorno a sé alcuni dei migliori giovani, ha contribuito a risollevare le sorti del nostro motociclismo.

UNIVERSITA’ – Sono 11, oggi, i piloti dell’Academy, che negli ultimi due anni ha portato al titolo Moto2 prima Franco Morbidelli e poi Francesco Bagnaia, nel 2019 entrambi in MotoGP. Se i due e Valentino rappresentano la punta dell’iceberg, la base è comunque solida e promettente. Perché in Moto2 nel 2019 Luca Marini, fresco di operazione alla spalla, partirà come uno dei candidati al titolo, e come lui punterà in alto Lorenzo Baldassarri, mentre Marco Bezzecchi e Nicolò Bulega saranno chiamati a fare esperienza. Mentre in Moto3 ci si aspetta molto da Dennis Foggia e Celestino Vietti, compagni nel team Sky. A breve entreranno nell’Academy anche Elia Bartolini e Lorenzo Bartalesi che correranno la Moto3 del Civ con il team RMU.

MONDIALI –  Con una vittoria e 5 podi, Baldassarri è stato il miglior italiano dopo Bagnaia nel Mondiale. «E nel 2019 voglio vincerlo. Abbiamo il pacchetto giusto, moto competitiva, squadra all’altezza e pilota pronto – spiega Lorenzo -. Ho imparato di più la scorsa stagione che nei precedenti 4 anni di Moto2. E i primi test sono andati bene. Del motore Triumph mi ha sorpreso l’accelerazione, ti obbliga a lavorare di più sulla moto, è una buona base per la MotoGP».

IMPARO Dopo aver sorpreso nel 2018, lottando fino in Malesia per il Mondiale Moto3, Bezzecchi sarà osservato speciale anche in Moto2. «I primi test sono stati difficili ma mi aspettavo nulla di diverso, anche se mi ero allenato con la Yamaha R6 a Misano. Il motore Triumph spinge molto di più, ti obbliga a sporgerti maggiormente e a raddrizzare velocemente. Credo sia uno stile che si adatta a me». Il 2019 sarà l’anno della rivincita per Bulega? «Non sono finito come dicono in tanti. Non mi fa piacere sentirlo, ma lo uso come stimolo – replica Nicolò -. Gli ultimi due anni sono stati negativi, anche se io ho sempre dato il massimo, di sicuro la Moto2 è fatta per me: in Moto3 avevo i lividi per stare in carena, era diventata un sacrificio».

STUDIO  –  In Moto3 è bastata una gara, quella dell’Australia, terzo in volata, per far conoscere Vietti alla MotoGP. «Ma il mio mantra è piedi per terra e niente distrazioni e quella gara non ha cambiato nulla» spiega Celestino, 17 anni di Coassolo, una mezz’ora da Torino, iscritto al quarto anno delle professionali, dove studia meccanica del motore. «Voglio finire la scuola, anche se gli impegni sono tanti, ma i professori mi aiutano molto». A gennaio si trasferirà anche lui da queste parti, «perché allenarsi con questo gruppo ti fa crescere. Obiettivo 2019? Stare coi primi».

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  1. Katana05 - 2 settimane fa

    Vogliamo dirlo che più che una fucina di talenti l’accademy è un impresa che ingaggia talenti già scoperti per gestirne i diritti di immagine? Possibile che nessuno ricordi che Bagnaia era stato defenestrato nel 2015 e poi ripescato dopo essere sbocciato con Mahindra? E che con i soldi di Sky e la forza mediatica di Rossi ormai avrebbero dovuto vincerne 10 di titoli?

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