Supersport 300: Nick Kalinin “Cercherò di tornare al più presto”

Nick Kalinin parla per la prima volta dopo lo spaventoso botto di Imola: “La gamba non mi fa molto male, ma non so quando rientrerò.”

La gara del Mondiale Supersport 300 a Imola sarà ricordata per le tantissime cadute viste in pista, tra cui in particolare quella di Nick Kalinin. Al terzo giro, il pilota ucraino si è toccato con un altro pilota subito dopo il rettilineo del traguardo e questo ha causato una caduta dalla dinamica spaventosa, con pilota e moto che hanno urtato violentemente le barriere. Considerando quanto successo, si può dire che a Kalinin sia andata davvero bene, dato che ha rimediato “solo” la frattura dell’astragalo sinistro e qualche ematoma.

Kalinin, già tornato in Ucraina per sottoporsi alle cure del caso, ha parlato per la prima volta dopo l’incidente attraverso il proprio sito nickgp.com, su cui è stata pubblicata un’intervista che riportiamo integralmente.

Come stai, Nick?

Meglio, rispetto al giorno dell’incidente. Mi sento ancora debole e ogni tanto la gamba mi fa un po’ male, ma nel complesso ho ripreso forza abbastanza velocemente e ora va quasi come prima. Dopo la caduta ho cercato soprattutto di riposarmi, dato che ero un po’ stordito, ma ora va meglio. Principalmente sono preoccupato per la gamba, non tanto per la frattura, bensì per quanto tempo servirà prima che possa ricominciare ad allenarne i muscoli.

Quali sono i tempi di recupero previsti?

Vorrei ricominciare ad allenarmi subito e dopo la caduta ero arrabbiato al pensiero di saltare i test in programma dopo Imola. Per quanto riguarda il mio ritorno, dovremo aspettare ancora qualche giorno per capire quanto tempo servirà. Siamo in contatto col medico principale del Mondiale Superbike e appena avremo i risultati di un ulteriore controllo, potremo capire i reali tempi di recupero. Al momento è presto per fare previsioni e prendere decisioni, ma cercherò di tornare il più presto possibile.

Ti ricordi l’incidente?

Sì, è stato il più brutto della mia carriera. L’inizio è stato buono, dato che mi sono portato nel gruppo di testa, e l’obiettivo era quello di non prendersi rischi. Ho anche lasciato andare alcuni piloti, perché sapevo che la battaglia si sarebbe svolta principalmente all’ultimo giro e quindi mi ero concentrato solo sul rimanere col primo gruppo. Al terzo giro, mentre guidavo col mio ritmo, ho sentito una forte botta da dietro sul lato destro. È successo tutto molto rapidamente e non ho potuto fare nulla per controllare la moto ed evitare la caduta. Ho pensato solo a prepararmi per l’impatto con le barriere e a non farmi investire da altri piloti. Nella caduta ho perso la visiera del casco, ma il mio abbigliamento e qualche santo mi hanno salvato. Ero cosciente, mi sono tolto i guanti e ho capito cosa stava succedendo. Mia madre e mia sorella erano venute a vedere la gara e quindi volevo subito far capire loro che ero vivo e che non stavo così male.

Hai riguardato la gara? Cosa puoi dire dell’incidente e della manovra dell’altro pilota (Manuel Bastianelli, ndr)?

Non ho ancora guardato la gara, ma mentre ero all’ospedale di Imola mi hanno fatto vedere il momento dell’incidente. Grazie al video, ho scoperto di essere stato toccato da Manuel Bastianelli. Prima del contatto ha preso una scia e quindi era più veloce di me, poi dovreste chiedere a lui come mai ha fatto quella manovra. Ho sentito varie opinioni a riguardo e qualcuno pensa che lo abbia addirittura fatto di proposito. Secondo me non è così, perché in questa categoria nessuno può sapere in anticipo dove sarà in gara. L’interpretazione ufficiale, in ogni caso, deve essere data dalla Race Direction. Comunque credo si debba parlare di come si comportano le wildcard: hanno una sola possibilità per mettersi in luce e cercano comunque di sfruttarla, specialmente sulla pista di casa. Non lottano per il titolo, quindi non si fanno problemi a prendersi dei rischi. Ma per me ogni gara è importante per il risultato che otterremo io, il team, gli sponsor e i fans a fine stagione. Avevo buone chance per lottare quantomeno per le prime tre posizioni in campionato.

Molte persone stanno già aspettando il tuo ritorno in pista.

Lo so e voglio ringraziare tutti per il sostegno! Quando i miei parenti hanno potuto visitarmi all’ospedale, mi hanno letto le parole di supporto scritte dai fans sui social network. Mi hanno dato molta forza e grazie a ciò sono convinto che mi riprenderò un po’ più velocemente. Amo correre e sono grato a tutti per il supporto!

Foto di Kalinin in pista: Luca Gorini

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