Superbike: Yamaha la svolta, “Michael van der Mark vi stupirà”

Andrea Dosoli capo delle operazioni sportive di Yamaha Europa celebra la doppietta di Donington. “Lavoriamo sodo per continuare così”

Michael van der Mark è diventato un top rider: in un colpo solo  ha festeggiato la prima (doppia) vittoria in Superbike e gonfiato il petto di una Yamaha che aspettava questo momento da sette lunghi anni. La travolgente doppietta di Donington ha fatto saltare di gioia anche lo sponsor italiano di una squadra di grandi ambizioni che fino all’ultimo week end aveva vivacchiato all’ombra di Kawasaki e Ducati. Sembra un punto di svolta: Yamaha diventerà la terza forza del Mondiale? Andrea Dosoli, responsabile delle attività racing di Yamaha Europa, ne è convinto.

“Non è stato un fulmine a ciel sereno, anche nel 2017 in alcune circostanze siamo andati forte. Vi ricordate Misano? Michael van der Mark era largamente in testa, quando cadde per un problema allo pneumatico posteriore. Anche nelle prime gare 2018 eravamo andati molto forte, non eravamo stati altrettanto bravi a concretizzare”. 

Vi aspettavate di sbancare sul circuito dove Kawasaki era imbattuta dal 2013?

“La nostra YZF R1 è costantemente migliorata. Anche l’anno scorso nella prima parte della pista, molto veloce, andavamo forte, perdendo però tanti decimi nei due rampini stop and go. I miglioramenti tecnici che abbiamo compiuto negli ultimi mesi ci hanno permesso di guadagnare terreno proprio dove eravamo maggiormente in difficoltà”. 

Michael van der Mark era sotto esame, a Donington è esploso. 

“Ha lavorato benissimo con la squadra e mi ha stupito soprattutto vincendo gara 2 in rimonta dalla terza fila. A metà gara ha usato molto la testa, gestendo bene le gomme. Stavolta ha aggiunto al talento una bella dose di freddezza e capacità di gestire la gara. Sotto al podio, la prima cosa che mi ha detto è stata: “Sono contento, perchè ho vinto con la testa”. E’ giovane, doveva maturare. E credo che adesso sia pronto per stupirci di nuovo.”

La festa di Donington continuerà anche su altre piste?

Michael van der Mark adesso ha preso consapevolezza del proprio potenziale. Una doppia vittoria così, dominando, è importantissima per un pilota di 25 anni. Io lo considero un grande step.”

Eravate convinti che la Yamaha fosse pronta per vincere. Ma non arrivava mai…

“Si, stavamo aspettando con impazienza. Ho capito che sarebbe successo presto proprio a Imola, la gara prima di Donington. Quella nel 2017, insieme a Laguna Seca, era stata un pò la nostra bestia nera. Invece quest’anno ci stavamo giocando il podio. Un gran passo avanti.” 

Dove e come è crescita la Yamaha?

Un pò in tutte le aree. Del motore siamo molto contenti, a livello ciclistica abbiamo ancora qualche idea da mettere in pratica, mentre siamo convinti di avere molto margine di sviluppo nel settore elettronico. Stiamo andando avanti, lavorando sodo.”

Il regolamento concede a Yamaha di girare a 14.700 giri, contro 14.100 giri della Kawasaki. Che pensi delle nuove regole? 

“I valori adesso sono più livellati e credo che rispecchi meglio la filosofia Superbike, cioè vicinanza alla produzione di serie. Le regole attuali sono interessanti perchè stanno riportando in alto i team privati: Toprak Razgatliouglu ha fatto secondo a Donington e Xavi Fores è coi migliori dall’inizio del campionato. Sta crescendo il numero delle wild card, questo è un fattore molto importante per il campionato.”

Nel 2019 Yamaha avrà squadre satellite?

“Abbiamo varie richieste, al momento la priorità è strutturare al meglio il team principale.”

Già: Michael van der Mark e Alex Lowes sono in scadenza…

Il nostro desiderio  è confermare entrambi. Sono giovani e veloci, è una squadra di prospettiva che rappresenta al meglio la filosofia Yamaha tesa a scoprire talenti nelle categorie d’accesso e lanciarli al top.”

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