Superbike: Svetta Tom Sykes, ma visto che Yamaha e Honda?

Niccolò Canepa e Leon Camier velocissimi nella seconda giornata di test a Jerez. Le Kawasaki corrono pericoli?

Sono solo test, e sappiamo bene che al pronti-via in Australia la possibilità che Jonathan Rea cominci l’attacco al quarto Mondiale con una doppietta sono assai concrete. Ma intanto, nella seconda e ultima giornata di test a Jerez, qualche novità si è intravista. La Yamaha con lo special tester Niccolò Canepa e la Honda di Leon Camier sono piombate alle spalle delle due Kawasaki. Okay, c’è il fattore gomme soffici da considerare: ma è intrigante vedere qualche novità nella classifica.

PROGRESSI – Dopo il tempone di Rea nella prima giornata, tanto per dare continuità al fantasmagorico 1’37″986 realizzato nell’uscita di fine novembre, stavolta è stato Tom Sykes ad avere la meglio nel confronto interno Kawasaki: 1’38″881, contro 1’39″470 di Rea rimasto in pista la bellezza di 83 giri, contro 72 del compagno. Girare così a lungo, in appena sei ore, significa avere tanto materiale da provare. Per cui i tempi dei mostri in verde vanno trattati con le pinze: è molto probabile che ci sia (tanto?) margine. Ma la Yamaha non sta a guardare, il regolamento tecnico dà una mano e si vede. Niccolò Canepa, non a caso campione del Mondo Endurance in carica, è piombato in terza casella con 1’39″524, precedendo di un decimo un Leon Camier che in appena due uscite (cinque giornate in totale) è già riuscito a ridare corpo alle speranze Honda.

DUCATI INDIETRO – “Siamo i più penalizzati dalle nuovi limiti sui giri motore” aveva avvertito Marco Melandri in tempi non sospetti. Ed infatti, con il limitatore impostato su 12.400 (8-900 giri in meno di anno scorso…) la Rossa sta palesando una notevole difficoltà non solo a tenere il passo delle Kawasaki (scese a loro volta di mille giri…) ma anche di Yamaha, che già il giorno prima aveva fatto la voce grossa con Alex Lowes secondo tempo. Marco, che a Jerez vola, ha accusato quasi un secondo di gap da Sykes e tre decimi da Rea: con le nuove regole la distanza fra le due squadre più forti, anzichè diminuire, pare aumentata: se le gare confermeranno questa impressione, si potrà parlare di clamoroso autogol per la Dorna che ha rimescolato le carte per ravvivare la lotta. Chaz Davies, che già a novembre era rimasto indietro, chiude la sessione con un preoccupante 13° tempo. Okay i test sono fatti per sperimentare, ma fermarsi a 1’40″723 (un secondo più lento di Melandri) fa pensare.

GLI ALTRI – Restano le limbo le Aprilia, nonostante gli aggiornamenti preparati a Noale e la mezza rivoluzione tecnica nel team Milwaukee: Eugene Laverty ha concluso subito dietro Melandri. Incoraggiante l’apprendistato di Jordi Torres sulla MV Agusta, mentre era lecito aspettarsi qualcosina in più da Loris Baz, arenatosi in 12° posizione (1’40″707) con la BMW Althea. Ma è ancora presto per tirare conclusioni. Da domenica le Superbike gireranno a Portimao, sempre per due giornate.

BSB – A Jerez erano presenti anche due top rider del British Superbike, cioè Leon Haslam e Luke Mossey riferimento Kawasaki nella serie nazionale più spettacolare del Mondo. Haslam è stato superlativo, stampando un incredibile 1’40″576 senza nessun controllo elettronico, come impongono le specifiche tecniche BSB. L’ex viceiridato è stato 10° assoluto, precedendo piloti del Mondiale del calibro di Baz, Davies e parecchi altri. Luke Mossey non è stato (tanto) da meno: 15° crono in 1’41″038. E poi qualcuno continua a sostenere che il BSB non sia di alto livello…

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