Superbike: Regole 2018, Kawasaki non sa ancora come funzioneranno

A margine della presentazione ufficiale del team campione del Mondo emerge un dettaglio intrigante: neanche i project leader sanno cosa aspettarsi

La Kawasaki ha lanciato l’assalto al quarto Mondiale Superbike consecutivo da…casa sua. La presentazione ufficiale è stata ospitata nel reparto corse Provec a Granollers, vicino Barcellona, proprio dentro l’officina dove si sta ultimando l’assemblaggio delle ZX-10RR in partenza per l’Australia (24-25 febbraio). L’evoluzione della quattro cilindri che sta dominando da cinque anni la scena (4 Mondiali piloti, 3 Costruttori) è scesa dall’alto, tra gli “ohhh” della folta platea. Curiosità: la presentazione si è svolta in inglese e in catalano, invece che in spagnolo.

Piloti e dirigenti hanno  propinato le solite parole di circostanza (“Bella serata, Kawasaki stupisce sempre e io sono molto orgoglioso di far parte di questo progetto” ha detto un Jonathan Rea fisicamente tirato come mai) ma il protagonista assoluto della serata è stato il project leader Yoshimoto Matsuda, lo stesso ingegnere che al mattino, in un clinic per giornalisti selezionati, aveva parlato di una Superbike futuribile aperta ad ogni soluzione tecnica, anche i turbo, senza vincoli se non l’obbligo di usare componenti di serie. Dal palco della presentazione ha ribadito che “il nuovo regolamento è un grande handicap per Kawasaki, partiremo con 600 giri in meno rispetto alle altre quattro cilindri, e sarà una grande sfida continuare a vincere”. Poi però è emerso un dettaglio intrigante, anzi…clamoroso. “Se vinceremo troppo, i due piloti del nostro team ufficiale verranno penalizzati di ulteriori 250 giri ogni tre round.

Il regolamento annunciato nelle scorse settimane però non dice proprio così. Se il famoso algoritmo annunciato da Dorna per stabilire l’equilibrio tecnico tra mille variabili diverse sentenzierà che la verdona è troppo competitiva, è scritto che non saranno solo Rea e Sykes a dover ridurre i giri, ma anche tutti gli altri piloti satellite della stessa marca, cioè Razgatliouglu, Mercado, Hernandez e Ramos. Quindi Matsuda, cioè il massimo responsabile dello sviluppo Kawasaki, ha capito male? I giornalisti presenti hanno girato l’interrogativo a Scott Smart, l’ingegnere inglese ed ex pilota britannico che ha scritto le regole per conto di Dorna e FIM. “C’è un equivoco, la norma è chiara: se scatta la riduzione dei giri per un dato modello, questo riguardarà TUTTI i piloti che corrono con quella specifica marca, senza distinzione tra ufficiali e privati“.

Quindi i compagni di marca saranno i primi a doversi augurare che Rea non vinca, pena ritrovarsi con una moto ulteriormente spompata. C’è anche un altro dettaglio, non secondario: se, per ipotesi dopo il terzo round (Aragon, 15 aprile) scattasse la riduzione dei giri a danno Kawasaki come faranno i tecnici a riconfigurare la curva di coppia e tutti gli altri parametri di esercizio del motore in sei giorni? Il week end successivo la Superbike corre ad Assen…

Superbike: “Vorrei una Superbike senza vincoli regolamentari”

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  1. l.zecchin_417 - 3 mesi fa

    Mha la Dorna…… il mercato ortofrutticolo…..
    Poveri in KRT e Ducati meglio MV non hanno vinto ancora nulla

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