Superbike Phillip Island, Gara 1: Marco Melandri, che colpo!

La Ducati affonda la Kawasaki con Marco Melandri al 21° centro in carriera. Sykes 2°, Rea solo 5° per un problema tecnico

Marco Melandri vince la gara d’apertura a Phillip Island e comincia come meglio non poteva l’attacco al Mondiale Superbike 2018. La Ducati ha preso in contropiede la Kawasaki: Tom Sykes, a lungo davanti, non è riuscito a resistere all’incalzare della Panigale, Jonathan Rea è arrivato solo quinto causa un grave problema tecnico che lo ha costretto a girare 3-4 secondi più lento nelle ultime battute. La Rossa ha piazzato sul podio anche Chaz Davies davanti al satellite Xavi Fores: tre Panigale nelle prime quattro posizioni, chi lo avrebbe mai detto?

MELANDRI TOP – Marco non vinceva da Misano 2017, ma era stata un’affermazione favorita dall’assenza per infortunio del compagno Chaz Davies. Stavolta è stata tutta farina del suo sacco: Melandri è stato per parecchi giri l’ombra di Jonathan Rea a sua volta a caccia della lepre Tom Sykes. Per un pò si è temuto di rivedere il monotono trenino verde degli anni passati, poi la Ducati si è scatentata. Prima Melandri ha superato Rea, poi  ha attaccato Sykes che ha opposto una minima resistenza. Che vittoria!

SOLITI NOTI – Aldilà della grande affermazione di Melandri e del trionfo Ducati, nonostante la rivoluzione regolamentare la Superbike è sempre in mano ai soliti noti. La Yamaha si è dovuta accontentare del sesto posto di Alex Lowes, a oltre 17 secondi dalla Rossa: un anno fa lo stesso binomio aveva sfiorato il podio arrivando quarto ad un solo secondo dal (doppio) vincitore Rea. Torna nei ranghi anche la Honda con Leon Camier frastornato dall’incidente in Superpole e solo settimo. Il migliore degli “indipendenti” è stato Xavi Fores, scomoda ombra di Davies che ha avuto la meglio solo nel finale. Lontani gli altri: Mercado decimo, l’atteso Toprak Razgatlioglu 13° a 30 secondi. Domani alle 15 locali, le 5 in Italia si replica, con la Ducati a caccia del bis e la Kawasaki assetata di rivincita. Mezzo disastro Aprilia, che pure in prova aveva fatto faville: Eugene Laverty ha fatto il gambero (come un anno fa…) scivolando in ottava posizione, Lorenzo Savadori non è partito per la frattura della clavicola sinistra rimediata cadendo durante la Superpole.

Galleria Foto: Diego De Col 

ARRIVO GARA 1 (22 giri, km 97,790): 1. Melandri (Ita-Ducati) in 33’40″354 media 174,249 km/h; 2. Sykes (GB-Kawasaki) a 1″180; 3. Davies (GB-Ducati) a 9″265; 4. Fores (Spa-Ducati) a 9″821; 5. Rea (GB-Kawasaki) a 13″896; 6. Lowes A. (GB-Yamaha) a 17″028; 7. Camier (GB-HOnda) a 21″514; 8. Laverty (Irl-Aprilia) a 23″662; 9. van der Mark (Ola-Yamaha) a  27″430; 10. Mercado (Arg-Kawasaki) a 27″446; 11. Baz (Fra-BMW) a  27″748; 12. Gagne (Usa-Honda) a 28″466; 13. Razgatliuoglu (Tur-Kawasaki) a 30″000; 14. Ramos (Spa-Kawasaki) a 53″048; 15. Jezek (Cec-Yamaha) a 1’02″682; 16. Jacobsen (Usa-Honda).

MONDIALE dopo 1 manche su 26: 1. Melandri punti 25; 2. Sykes 20; 3. Davies 16; 4. Fores 13; 5. Rea 11; 6. Lowes A. 10; 7. Camier 9; 8. Laverty 8; 9. Van der Mark 7; 10. Mercado 6; 11. Baz 5; 12. Gagne 4; 13. Razgatliouglu 3; 14. Ramos 2; 15. Jezek 1. COSTRUTTORI: 1. Ducati 25; 2. Kawasaki 20; 3. Yamaha 10; 4. Honda 9; 5. Aprilia 8; Bmw 5.

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