Superbike: Jonathan Rea vince da malato, gli avversari stanno peggio

Il Cannibale trascorre una notte agitata, dorme in circuito e poi scrive un’altra pagina di storia. In rimonta

Dopo il trionfo nella gara di sabato Jonathan Rea non è riuscito ad addormentarsi. “Ho preso un virus, stavo malissimo, e non ho chiuso occhio tutta la notte” ricorda il 31enne nordirlandese. “Per fortuna gara 2 è partita tardi (alle 16 ora argentina, ndr) così ho potuto riposare in circuito. Ho dormito nel contanier che ci avevano assegnato, e al momento di prendere il via mi sentivo già molto meglio”.  Ma è arrivato sul podio stremato, e con il volto più pallido del solito. Qui cronaca e classifica di gara 2

PALMARES – Se lui si sentiva di nuovo a posto, gli avversari un pò meno. Perchè dalla terza fila Jonathan Rea si è avventato sul branco con la furia di sempre, riuscendo non solo a rimontare, ma a vincere per distacco. Nessuno aveva mai vinto dieci gare di fila in Superbike, il conteggio totale è salito a 70 successi in carriera e nel 2019, con tre gare ogni volta, chissà fin dove potrà spingersi. Nella platonica finale in notturna in Qatar, venerdi 26 e sabato 27, coi Mondiali piloti e costruttori già archiviati, Jonathan Rea può battere altri record: le 17 vittorie in stagione di Doug Polen 1991 (adesso sono 16) e il più alto punteggio mai realizzato, primato che già gli appartiene, avendolo stabilito nel 2017.

RIMONTONA – “E’ stata una soddisfazione enorme vincere anche in Argentina dove nessuno aveva riferimenti, siamo partiti tutti da zero e abbiamo fatto la differenza anche qui” si compiace il pilota più vincente della storia Superbike. “Partire dalla terza fila stavolta è stato un guaio più grosso delle altre volte, perchè l’asfalto nuovo e per niente gommato non permetteva traiettorie diverse, così per i sorpassi ho dovuto usare una tecnica particolare, anticipando molto la linea.  Una volta in testa ho preso il mio ritmo e non ho più avuto problemi.” 

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