Saroléa: il futuro è la nostra storia

Linee retro, tecnologia del futuro: il glorioso marchio belga si candida a diventare fornitore unico del campionato elettrico che Dorna lancerà nel 2019

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Sarolea Electric super bike

Pensi al Belgio e ti vengono in mente il cioccolato, la birra trappista e il parlamento Europeo. Gli appassionati di sport ricordano anche ciclisti formidabili. Il Paese però ha una vocazione tecnologica molto forte, offre incentivi alle startup innovative e vanta tecnici di prim’ordine.

SAROLEA – I gemelli  Bjorn e Torsten  Robbens  provengono proprio da quell’humus technologicum. Quel brodo di coltura che mescola assieme high tech, finanza e managerialità. I fratelli vantano esperienze diverse che, assieme, hanno dato vita al “progetto moto”: Bjorn è un esperto di software CRM, processi ERP, informatica applicata all’ingegneria gestionale, Torsten invece rappresenta l’anima più tecnica dell’azienda, con una carriera ai vertici – ha lavorato anche in F1 con Toyota e McLaren – nel mondo auto e aerospaziale. Insieme hanno deciso di impegnarsi in una sfida al limite: acquistare un brand dal sapore antico, e portarlo nel futuro. Saroléa ai più sembrerà uno scioglilingua, ma per i belgi è una cosa seria. Uno dei marchi più antichi, verrebbe da utilizzare l’aggettivo “nobile”, dell’industria motociclistica europea.

PRIMORDI – Come molte aziende del vecchio continente nacque come fabbrica d’armi per volontà del fondatore, Joseph Saroléa, a Herstal, nei dintorni di Liegi nel 1850; anni di tensioni in tutta Europa. La conversione avviene con l’inizio del secolo: Saroléa, abbreviata più tardi in “Sarò”, si afferma in fretta come uno dei marchi più affidabili sul mercato. Le pubblicità dell’epoca fanno tenerezza, ma sono ancora attuali: prestazioni al top, consumi al minimo. La Casa vive il travaglio della nazione durante le due guerre mondiali; gli stabilimenti vengono requisiti, la produzione rivoluzionata. Eppure la Società belga riesce sempre, incredibilmente, a risollevarsi. Dalla grande crisi del ’29, dalla ricostruzione nel secondo dopoguerra, reinventandosi ogni volta. Le competizioni furono utilizzate come veicolo promozionale privilegiato: agli albori la velocità, – con le vittorie nella Liegi-Parigi-Liegi – negli anni ’50 con il motocross. La squadra ufficiale Saroléa schiera campioni del calibro di Rene Baeten, Nic Jansen, Mathieu Spiroux, Fige e André Van Heuverzwijn.

EREDITA’ – Proprio quest’ultimo rappresenta l’anello di congiunzione tra il passato e il presente: Van Heuverzwijn è infatti il prozio dei gemelli Robbens. Il gene delle corse è un tarlo di famiglia; la decisione di ridare vita al marchio belga nasce infatti dopo aver assistito alla prima edizione del TT Zero Race nel 2009. In quel momento Torsten non ha più avuto dubbi: faremo una moto, scenderà in pista al TT. I Robbens ricordano che la folgorazione del Tourist Trophy ha colpito prima di loro un altro monumento del settore, Soichiro Honda. L’aspetto pionieristico dell’operazione Saroléa non è da sottovalutare, come sottolineano bene i due fondatori: «Sappiamo che per rilanciare un marchio storico uno si aspetterebbe che la moto avesse un motore 4T tradizionale, ma il potenziale dell’elettrico, applicato alle moto è ancora in una fase relativamente embrionale. In tutto ciò che facciamo cerchiamo sempre di ottenere il massimo livello possibile. Avviare una nuova società cercando di battere le aziende che sono in giro da 50 anni o più è davvero difficile. Voglio vincere un TT e ci siamo resi conto che la possibilità più realistica di farlo era con una moto elettrica piuttosto che con una moto con motore a combustione.»

STRUTTURA – Al progetto lavorano attualmente 12 persone, un team di professionisti che provengono dai settori più diversi, dall’aerospaziale, alla difesa, a quello dell’engineering: a sostenere la startup belga ci hanno pensato alcuni partner tecnologici e sponsor nazionali, ma sono in corso trattative anche con finanziatori esterni, interessati alla mobilità elettrica. La sede della nuova Factory di E-Bike è a Gent (Gand), il capoluogo della regione belga delle Fiandre orientali. Torsten non si è precluso nessuna strada nella progettazione della prima SP7, con una timeline chiara: prima la pista, poi la strada. Le linee della moto nascono negli studi parigini di un designer belga, a rimarcare il rapporto stretto con il territorio.

MONOSCOCCA – La genesi della moto è interessante: Torsten Robbens si è ispirato al lavoro del geniale ingegnere John Britten, che nei primi anni 90 aveva creato la formidabile bicilindrica che portava il suo nome. Il concetto principale del design era che ogni componente dovesse assolvere a più funzioni; gli elementi che rendono unica questa moto sono il telaio monoscocca, il motore e il forcellone completamente sollecitati. La base della motocicletta è un telaio monoscocca in fibra di carbonio. La combinazione di materiali e tecniche si traduce in un telaio leggero, super resistente e rigido. Per mantenere contenuto il peso complessivo, garantendo una sicurezza ottimale, il braccio oscillante del forcellone è in carbonio. Ogni stampo per queste componenti è realizzato da macchine CNC per garantire la massima qualità superficiale con tolleranze assolutamente precise.

MOTORE – Il motore è del tipo “brushless DC” e viene installato direttamente sul telaio monoscocca. Grazie a questa configurazione, si ottiene una distribuzione del peso ideale del 50% sull’anteriore e del 50% sul posteriore. I gemelli Robbens tengono a precisare: «In linea con la storia del marchio, tutte le motociclette Saroléa sono costruite interamente a mano. Tutto, dal telaio monoscocca interamente in fibra di carbonio, alla carrozzeria, al motore, è stato progettato e sviluppato internamente. Ogni mezzo passa attraverso cinque fasi di produzione nell’arco di cinque mesi, presso lo stabilimento di produzione di Gand. Occorrono circa 1000 ore di lavoro per dare vita a ogni Saroléa. Il forte impegno e l’artigianalità sono parti essenziali del nostro DNA, perché costruiamo motocicli con quel tipo di impegno e determinazione che solo le aziende artigianali, concentrate e appassionate, riescono a fare.»

24 ORE – La ricerca, nel campo delle E-Bike, non si ferma mai: le gare, e il TT in particolare, rappresentano una parte fondamentale del programma di sviluppo. Il banco di prova delle competizioni consente di superare i limiti e migliorare le prestazioni della moto, dovendo lavorare su parametri quali affidabilità e sicurezza dell’intero pacchetto. Prestazioni e sicurezza sono i due elementi chiave del progetto. Lo step successivo sarà l’efficienza energetica e il campo migliore per questo è l’endurance. Questo programma inizierà nel 2018 per arrivare in pista nel 2019 con la 24 ore di Le Mans come wild card, assieme ad altri grandi eventi. A Ghent si sono sbilanciati: «stiamo anche lavorando all’intelligenza artificiale e alla connettività.»

FORNITORE UNICO – Come abbiamo già anticipato in un articolo sul futuro E-Bike trophy organizzato da Dorna a margine del motomondiale, Saroléa è in prima fila per tentare di diventare fornitore unico. Loris Capirossi ha infatti già provato la moto ad Aragon, dichiarandosene «molto soddisfatto.» I Robbens ce lo hanno confermato: «per quanto riguarda il trofeo E- Bike, siamo in contatto con Dorna fin dalla scorsa primavera, non appena hanno annunciato il progetto della prossima serie di gare “elettrica”. Dopo averli incontrati al GP di Silverstone, abbiamo fatto un test con Loris Capirossi in sella alla nostra moto. Loris ha davvero apprezzato la maneggevolezza della SP7. È un punto molto critico per i motocicli elettrici, perché il peso del pacco batteria limita l’intera dinamica del veicolo. Il test è stato un grande successo: soddisfacente per Dorna e per noi. La vediamo come una grande opportunità a diversi livelli. Siamo bene consapevoli di quanto la MotoGP garantisca visibilità ma allo stesso tempo ha un certo costo e comporta un grande impegno.»

SVILUPPO – Certamente le corse rappresentano il miglior terreno di sviluppo per i prodotti di serie: veicoli perfettamente in regola con il codice della strada, nati dall’esperienza nelle competizioni. Dopo un lavoro di af finamento di quasi 10 anni sui mezzi racing, usciranno sul mercato con motociclette elettriche al 100%. Entro la fine dell’anno la Casa belga presenterà ufficialmente la nuova moto 2018, la MANX7 basata sulla stessa tecnologia della SP7.

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