Piloti social: La doppia sbandata di Xavi Forès

Il pilota spagnolo a tutto gas su Twitter, ma il controllo e il talento non sono gli stessi che mostra in pista

 

L’ossimoro è quella figura retorica che accosta, nella stessa frase, due parole che esprimono concetti in antitesi. Talentuoso brocco. Xavi Forés non se la prenda: gli vogliamo bene, ma ognuno deve fare il proprio mestiere. Il nostro non è correre in moto, il suo non è fare il giornalista.

ICARO – Valutiamo i piloti in pista, riportiamo notizie, ma non pensiamo certo di sostituirci ai campioni in sella. Quello sarebbe il peccato di ubris, che commise Icaro sfidando gli dei, finendo suonato di santa ragione. Bacchettare i giornalisti su Twitter può essere pure uno sport divertente, ma lascia il tempo che trova. Perché poi non è con noi che un pilota si deve confrontare, ma coi rivali in gara. Esistono più media che parlano di motorsport, di quante sono le notizie da raccontare. Ogni lettore può farsi la propria idea precisa, dove crede; con un punto fermo incontestabile: le classifiche. Che a volte parlano da sole, senza bisogno di alcun commento. L’otto marzo Xavi ha pubblicato un tweet (visibile nella gallery) nel quale sostiene di essere privatissimo. Prende spunto da un articolo di corsedimoto (leggi qui) che per altro non parla di lui. A farlo incazzare è stata questa parte: “Coi giri limitati d’ufficio, Kawasaki e Ducati sono andate molto più forte di un anno fa. In gara 1 Marco Melandri ha migliorato il tempo sulla distanza di ben 12 secondi, cioè una media di quasi mezzo secondo a giro (22 da compiere). Il secondo degli “indipendenti”, Leandro Mercado (Kawasaki Orelac Racing) ha beccato 27″4 di distacco, non consideriamo Xavi Forès che è iscritto come privato (Ducati Barni) ma in realtà ha una Panigale molto simile a quella degli ufficiali, per cui non fa tecnicamente testo.”

SBANDATA – Forès sostiene di essere privatissimo, e qualche suo tifoso magari ci crede. Non molti: 11 retweet e 40 mi piace. La verità è diversa. Ducati Corse chiarisce così:  «Forés ha una Panigale quasi identica a quelle ufficiali. Elettronica e software factory, direzione tecnica di Luca Minelli, ingegnere del reparto corse, mentre il motore è curato da Barni, con il kit (e su indicazioni) del reparto corse». Tutto chiaro, no? Ricordo una frase espressa da Mat Oxley, a proposito del mestiere: «se tu sei amato nel paddock, non stai facendo il tuo lavoro correttamente». Un po’ sentenziante, ma sostanzialmente giusta.

REPLICA – Forès non ci sta, e per correggere la sbandata dà ulteriormente gas sul social, sostenendo che il direttore di questo sito non dice mai cose buone su di lui (tweet nella gallery) . Xavi definisce Paolo Gozzi “giornalista fanatico”. I suoi stessi tifosi sono increduli: 2 retweet e 7 mi piace. In realtà, nella cronaca di gara 2, il “fanatico” Gozzi aveva  scritto: “A completare il podio e la straordinaria dimostrazione di forza Ducati il terzo posto del bravissimo spagnolo Xavi Forès, pilota della bergamasca Barni Racing, cioè una struttura privata che ha sbaragliato la concorrenza nella nuova classifica “Indipendenti”. (leggi qui tutto l’articolo). Dunque, caro Xavi, come la mettiamo? Forse passi troppo tempo sui social, e leggi poco e male le cronache delle tue gare…

OSSIMORO – Definire “fanatico” l’unico giornalista al Mondo che ha seguito la Superbike fin dalla prima gara (1988), fa ridere, se corri in quello stesso campionato. Fores, invece che discettare sui social, farebbe meglio a chiedersi perchè da anni nessun giornalista spagnolo segue più la Superbike, a dispetto dei suoi risultati brillanti. Le gare non si combattono a Tweets e i tuoi avversari non sono i giornalisti. Si chiamano Rea, Davies, Melandri. Forse la guerra a parole è più facile, ma quella in pista  è decisamente più dura. Pertanto al sedicente “superprivatissimo” un consiglio forse non richiesto, ma con il cuore: meno social, più racing. Perché il rischio è di finire ossimoro.

Photo: GettyImages, Barni Racing/Massimiliano Cecchi

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