Nolan, assistenza racing: “I nostri clienti hanno caschi al top come Davies e Melandri”

Come viene preparato un casco da corsa? E’ diverso da quelli stradali? E quanti ne hanno a disposizione i campioni in ogni GP? Ecco le risposte

Nei week-end di gara Nolan, eccellenza del made in Italy, mette a disposizione il proprio staff tecnico diretto da Oberdan Tomasoni, dedito alla cura del casco dei piloti fin nei minimi dettagli. Sono clienti Nolan top rider come Chaz Davies, Danilo Petrucci, Marco Melandri e tantissimi altri. A seconda delle condizioni meteo e delle temperature il casco può richiedere un particolare “set-up” per migliorare comfort e visibilità oltre a garantire massima sicurezza. I caschi “racing” sono molto simili a quelli “on the road” (vedi il nuovo X-803 e il nuovo casco racing X-lite) differenziandosi solo per alcuni particolari che per il motociclista da strada si rivelerebbero inutili, a dimostrazione del grande lavoro e dedizione che l’azienda bergamasca riserva ai propri clienti. Insieme a Oberdan Tomasoni scopriamo il lavoro dei tecnici Nolan durante le gare di Superbike.

In cosa consiste il lavoro di voi tecnici Nolan sui campi di gara?

Giovedì tutti i piloti mi portano i loro caschi. Li controllo, li pulisco, controllo le prese d’aria, le guarnizioni, le chiusure della visiera, il cinturino, dopo di che decido con il pilota le configurazioni per il week-end, quindi in base al meteo decidiamo i colori delle visiere: scura, media, chiara, smoke o rain. Visto che ogni pilota ha un minimo di 3 a un massimo di 5 caschi decidiamo come farli. Se sappiamo che sarà un week-end di pioggia avremo almeno due caschi rain pronti con visiera d’acqua, maschera e tutto il resto, gli altri due solitamente li facciamo uno scuro e un medio. Dal venerdì dopo ogni turno il pilota mi porta il casco che ha utilizzato durante il turno e io li ricondiziono per il turno successo.

Ci sono delle richieste particolari che può fare un pilota?

All’inizio della stagione c’è un lavoro di collaborazione tra me e il pilota, durante la fase dei test, soprattutto con i piloti nuovi, ci organizziamo sulle sue esigenze particolari, ad esempio avere delle pellicole particolari (tear-off) che proteggono la visiera, due da un lato piuttosto che sul lato opposto, oppure una a destra e l’altra a sinistra, in certi casi anche tre tear-off. Di solito le richieste sono soprattutto per il fitting, l’adattamento del casco alla taglia del pilota. Ci può essere la richiesta del camel, il drinking system, il sistema per bere, ma è una richiesta normale che viene fatta solitamente dai piloti nelle condizioni più estreme di caldo, tipo in Thailandia o in Malesia.

In caso di pioggia cosa cambia per il casco?

Il casco da acqua rispetto ad un casco da asciutto cambia per i filtri della presa d’aria frontale, che sono diversi e fatti in modo tale da trattenere maggiormente l’acqua pur facendo passare l’aria, utilizziamo una visiera con una guarnizione supplementare che è posizionata sulla parte superiore, è una guarnizione che in realtà non servirebbe ma evita accumuli di acqua tra la calotta e la visiera. Infine la maschera, in caso di pioggia, viene posizionata davanti alla bocca e permette al calore rilasciato dalla bocca di andare verso il basso e non creare delle “zone” calde all’interno del casco.

I clienti Nolan possono migliorare ulteriormente il loro casco personale?

I clienti Nolan hanno già il top. Fondamentalmente non hanno bisogno né della maschera né della visiera con la guarnizione, perché servono nelle corse perché le condizioni sono portate davvero all’estremo e non sono condizioni che si riscontrano sulle strada. Inoltre sarebbero fastidiose. Sono due o tre modifiche che sul casco stradale non servono.

Il casco di Melandri avrà un qualcosa di speciale?

No, non ha voluto fare un casco speciale, magari lo fa in occasione della gara di Misano. Il problema più grande attualmente riguarda la moto, in gara non va come vorrebbe e probabilmente non ha neanche pensato ad un casco particolare. Ci sarà un pilota con un casco speciale ma lo scoprirete in pista!

Foto: Marco Lanfranchi

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